venerdì 23 maggio 2014

GOLPE IN THAILANDIA: COSA RISCHIANO I 10MILA ITALIANI RESIDENTI

L’ESERCITO HA PRESO IL POTERE DOPO MESI DI COMBATTIMENTI. PREOCCUPAZIONE PER I TANTI ITALIANI IVI RESIDENTI, AI QUALI VANNO AGGIUNTI I TANTI TURISTI

I combattimenti in corso da novembre in Thailandia tra l’esercito e le “camice rosse” filo-governative sono sfociati, come prevedibile, in un colpo di Stato. Quattro anni fa i ‘rossi’ occuparono il centro di Bangkok per oltre due mesi, contro l’allora governo di Abhisit Vejjajiva, salito al potere grazie a un ribaltone parlamentare manovrato dai militari. Protesta che fu repressa dall’esercito, causando 91 morti e duemila feriti. Ma ciò non ha ridotto le proteste. Lo scorso 7 maggio ci sono state le dimissioni della premier Yingluck Shinawatra, sorella del magnate ed ex primo ministro Thaksin, dopo che la Corte costituzionale l’ha dichiarata colpevole dell’accusa di abuso d’ufficio. Nel corso delle proteste sono morte 28 persone e vi sono stati oltre 800 feriti. Il 20 maggio, invece, l’esercito aveva ordinato alle emittenti schierate politicamente di interrompere le loro trasmissioni. Oggi si è consumato il definitivo Golpe, con una serie di misure restrittive. Gli italiani che vivono in Thailandia sono circa 10mila, soprattutto imprenditori e pensionati.

IL GOLPE - Il nuovo regime ha sospeso la Costituzione, proclamata nel 2007 dalle stesse forze armate in seguito al golpe dell’anno precedente. Il Senato, la magistratura e “altre organizzazioni indipendenti” continueranno a funzionare regolarmente. Il Parlamento era già stato sciolto, lo scorso dicembre, dall’allora premier Yingluck Shinawatra, in vista delle elezioni di febbraio. Poi annullate dopo l’ostruzionismo dei manifestanti anti-governativi.
Una quarantina di rappresentanti del governo ad interim, del partito Pheu Thai, del Partito Democratico all’opposizione, dei movimenti filo e anti governativi, della Commissione elettorale e alcuni senatori erano riuniti nella sede del club dell’esercito a Bangkok nord per discussioni avviate ieri, finalizzate ad una soluzione della crisi politica. A quanto hanno raccontato testimoni all’agenzia stampa Dpa, dopo due ore di trattative, quando il generale Prayuth ha lasciato il club ed è ha annunciato il colpo di Stato, i partecipanti all’incontro sono stati fatti salire su due pullman e condotti in una base dell’esercito.
La nuova giunta militare ha sospeso la Costituzione, ribadito la legge marziale e proclamato il coprifuoco, dalle 22 di oggi alle 5 di domattina. È stato proibito ogni assembramento di più di cinque persone e i leader politici, insieme a quattro ministri, sono stati trattenuti e portati dai soldati in una base militare. A radio e televisioni è stato imposto di interrompere i programmi e trasmettere solo bollettini nel nuovo regime. Oscurate le tv straniere via satellite.

GLI ITALIANI RESIDENTI NEL PAESE - "Qui non è cambiato nulla", almeno per quando riguarda la sicurezza degli italiani residenti in Thailandia. Sono le rassicurazioni che arrivano dall'ambasciata italiana a Bangkok dopo che il generale Prayuth Chan-ocha ha imposto la legge marziale in tutto il paese. Una legge marziale che "non interviene sulle libertà civili", non impedisce cioè né limita la normale circolazione delle persone. Ciò che cambia spiegano dall'ambasciata è la gestione dell'ordine pubblico affidata ora alle Forze armate.
Certo un pò di cautela è d'obbligo, "Benché lo scontro ideologico e politico interno non abbia alcuna connotazione xenofoba, ai residenti ed ai turisti si raccomanda cautela e si invitano i connazionali presenti a Bangkok a mantenersi lontani da ogni tipo di assembramento" si legge nel sito dell'ambasciata italiana nel paese.
Sono circa 10mila gli italiani residenti in Thailandia, la maggior parte imprenditori e pensionati. Sono sempre di più i pensionati che si trasferiscono nel paese attratti dal basso costo della vita: si lasciano dietro le ristrettezze economiche e si spostano in località più "covenienti" dove la loro pensione che in Italia non vale nulla permette di vivere bene. Ed a temperature, nella costa, tropicali.

I TURISTI - Non solo residenti, sono tantissimi che scelgono la Thailandia come meta delle vacanze; è una delle località turistiche più gettonate. Ci sono delle zone del paese dove perà i viaggi sono sconsigliari. Nel sito della Farnesina Viaggiare Sicuri si invita gli italiani a non recarsi "nelle province di Si Sa Ket (distretto di Kantharalak) ed in prossimità del confine con la Cambogia, dove una disputa di confine tra i due Paesi non si è ancora del tutto risolta e permane una massiccia presenza di militari e Forze di Polizia. Sono sempre frequenti gli atti terroristici nelle Province meridionali del Paese" dove si raccomanda di evitare viaggi. 
La Thailandia, purtroppo, è nota anche per essere una delle mete per il “turismo sessuale” più gettonate. Rappresaglie contro chi va lì per abusare di ragazzini, in fondo, non mi dispiacerebbero.


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