sabato 10 dicembre 2011

NAPOLI, IL SOGNO CHAMPIONS CONTINUA


SUPERATO, CONTRO TUTTE LE PREVISIONI, UN GIRONE MOLTO DIFFICILE

Passare nel giro di sette anni dall’inferno della Serie C al Paradiso della Champions è un’autentica impresa, frutto di un progetto serio e dettagliato, che rende perdonabile anche qualche atteggiamento filosofeggiante e sbruffone di troppo del Presidente. Parlo della scalata del Napoli, che battendo 2 a 0 il Villareal approda agli ottavi di Champion league. Un risultato che ha sovvertito la maggior parte dei pronostici, essendo stato il girone dei partenopei alquanto ostico.

IL GIRONE DIFFICILE SUPERATO BRILLANTEMENTE – Complice anche l’essere partiti in quarta fascia, l’urna non è stata benevola con gli azzurri. Beccate di fatti Bayern Monaco, Manchester city e Villareal. Contro la blasonata squadra tedesca – finalista due anni prima e uscita agli ottavi nella scorsa edizione – il Napoli pareggia in casa ma perde in trasferta. Contro la squadra inglese impegnata di campioni allenata da Roberto Mancini, il team di Walter Mazzarri riesce a guadagnare un insperato punto in trasferta e a vincere in casa. Infine, contro gli spagnoli, autentica sorpresa dello scorso anno essendo arrivati in semifinale di Europa league battendo tra l’altro proprio i partenopei, il Napoli vince 2 a 0 sia in casa che fuori.
Il girone viene così concluso al secondo posto con 11 punti, a 2 dal capolista Bayern Monaco. Mandato clamorosamente in Europa league il Manchester di Mancini e Balotelli, mentre il Villareal, orfano per quasi tutta la stagione del nostro Giuseppe Rossi, ha concluso il girone con zero punti.

ATTACCO STELLARE, DIFESA INGENUA – Ciò che ha caratterizzato il Napoli di questa prima parte di stagione è stata la netta differenza tra difesa e attacco. La prima commette troppe ingenuità e mostra ancora evidente inesperienza in campo internazionale; malgrado il fatto che il trio dei centrali Campagnaro-Cannavaro-Aronica sia composto da trentenni. Probabilmente a incidere è anche la scarsa copertura che spesso i centrali di centrocampo non garantiscono. Su tutti l’uruguayano Gargano, autore sovente di errori banali e sbavature; ma anche da parte dello svizzero Inler, ancora lontano parente di quello visto lo scorso campionato nell’Udinese.
Come dalla luna si passa al sole, così si passa dalla difesa all’attacco, dove i “tre tenori” Lavezzi, Cavani e Hamsik, garantiscono gol e spettacolo. Confermandosi un trio spietato anche quest’anno. Se la società avesse preso un difensore centrale e un centrocampista centrale di esperienza, la squadra sarebbe stata attrezzata anche per un’eventuale vittoria finale. Ma in fondo, data la piacevole sorpresa che ci ha già riservato nei gironi, non è escluso che in finale ci arrivi già così.
Lo stesso Mazzari in questi primi mesi ha palesato un po’ di inesperienza, lasciandosi andare a turnover estremi o sostituzioni a gara in corso di fatti rivelatisi errati. Del resto, anche lui necessita di esperienza in questo.

L’OTTIMO CAMMINO DELLE ITALIANE, ALMENO PER ORA - In generale, tutte le italiane si sono qualificate. Le milanesi hanno concluso il rispettivo girone con un primo posto (l’Inter, in un girone comunque ampiamente alla portata) e un secondo posto (il Milan, che ha dovuto cedere il primato al Barcellona). Un po’ meno esaltante il cammino delle nostre squadre in Europa league, con Udinese e Lazio che rischiano di non farcela. Entrambe seconde nel proprio girone, se alla prima basterà un pareggio, alla seconda potrebbe non bastare la vittoria.
Se anche loro si qualificassero, faremmo proprio una bella cinquina.

I MERITI DI MARINO - Tornando al Napoli, il merito di questa impresa settennale va sicuramente al Presidente De Laurentiis che ha deciso di investire su giovani “in divenire”, ma soprattutto, che ha deciso di affidarsi nei primi anni a un esperto di calcio quale Pierpaolo Marino. Dirigente che per anni ha fatto la fortuna dell’Udinese e oggi quella dell’Atalanta. Non a caso, più della metà dei giocatori protagonisti del miracolo Napoli, sono stati scelti da lui. Anche la scelta degli allenatori è stata azzeccata. Edoardo Reja prima e Walter Mazzarri poi. Intervallati da un Roberto Donadoni che non ha certo la loro stessa grinta e tenacia. Di fatti è durato solo qualche mese. 

3 commenti:

  1. dati gli errori ed orrori della mia Roma di quest'anno, sic Il Napoli è la mia sec squadra. Forza Ciuccio!!!! Un saluto PS. Peccato che il derby del Sud cada proprio alla prox. brrrrr!!

    flavio

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