mercoledì 29 gennaio 2014

SUI MARO’ PIOMBA UNA NUOVA SCIAGURA: LA VISITA DI UNA DELEGAZIONE DI PARLAMENTARI ITALIANI CAPEGGIATA DA CASINI

UN GRUPPO BIPARTISAN SI E’ RECATO A NEW DELHI PER FAR SENTIRE LA PROPRIA SOLIDARIETA’. UNA SFILATA PURE IN RITARDO

Sembra ancora lontana una risoluzione del caso Marò in India. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, come noto, sono stati arrestati in India il 18 febbraio 2012 con l'accusa di aver ucciso, durante l'operazione di sicurezza della nave Enrica Lexie, due pescatori della zona. Il processo tarda a celebrarsi, mentre nei loro confronti aleggia anche il pericoloso fantasma di una condanna a morte. La loro situazione è diventata oggetto di speculazione politica da campagna elettorale, essendo il Paese indiano in procinto di svolgere le elezioni. Pertanto, maggiore chiarezza dovrebbe farsi a luglio, quando si sarà insediato un nuovo Governo. Come non bastasse, la loro vicenda è diventata pure oggetto di diatriba tra il Ministero degli interni e quello degli esteri indiani; con il primo che vorrebbe per loro la condanna a morte e il secondo che cerca di curare i rapporti diplomatici e commerciali con il nostro Paese. Infine, in questi giorni è piombata sui due militari italiani un’ennesima sciagura: la visita di una delegazione di parlamentari italiani capeggiata da Casini e Latorre.

LO SPAURACCHIO DELLA PENA DI MORTE - Il caso dei due Marò in India versa nella confusione più totale, frutto, come detto prima, dei contrasti tra il Ministero degli interni e il Ministero degli esteri, col primo che punta a una punizione severa per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e il secondo che invece media con l’Italia e da’ rassicurazioni.
Comunque, dopo le smentite di un paio di settimane fa, torna il rischio pena di morte.
Circa una settimana fa si è saputo, sotto forma di indiscrezione, che il ministero degli Interni ha dato il via libera all’agenzia d’investigazione Nia affinché proceda contro Salvatore Girone e Massimiliano Latorre secondo il Sua Act, la legge antiterrorismo e antipirateria che prevede la pena capitale (per saperne di più sul Sua Act). La notizia è stata riportata da praticamente tutti gli organi d’informazione indiani. I quali hanno però aggiunto che la Nia non sarà in grado di formulare ufficialmente i capi d’imputazione prima di un’udienza prevista per il 3 febbraio davanti alla Corte Suprema, che ha ordinato al governo di procedere alle accuse entro quella data.
Una fonte della Nia ha anche fatto sapere che, al momento della presentazione dei capi d’accusa, informerà il tribunale speciale incaricato di processare i due militari italiani che, in caso di condanna, dopo il processo non chiederà la massima pena. Questo perché il ministero degli Esteri indiano ha dato all’Italia assicurazione sovrana che i marò non rischiano la pena capitale.
Prima accennavamo al contrasto tra i due Ministeri, che si è palesato anche ieri col circolare di questa notizia. Ciò che preoccupa Salman Khurshid, ministro degli Affari Esteri, sono le possibili ricadute diplomatiche della vicenda, non solo nei confronti dell’Italia ma dell’intera comunità internazionale. Il ministero degli Interni sembra invece più interessato a non mostrarsi tenero con i due italiani. Al di là delle rispettive ragioni, il Governo indiano si sta mostrando alquanto ridicolo.
La vita dei due Marò è in balia della campagna elettorale indiana. Pertanto, il ministro degli Esteri italiano Emma Bonino ha detto di sperare che entro luglio «una soluzione sia stata trovata». Dopo le elezioni indiane.
Altri mesi di angosciosa attesa dunque attendono quindi Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, che colpevoli o innocenti meriterebbero quanto meno un po’ di chiarezza legislativa in più.

LA SFILATA DEI PARLAMENTARI – Lunedì una delegazione di parlamentari ha, come detto, fatto visita ai due Marò. E' ripartita poi ieri sera. Era composta da Pier Ferdinando Casini, presidente commissione Esteri del Senato; Nicola Latorre, presidente commissione Difesa di Palazzo Madama, dai senatori Maurizio Gasparri (Forza Italia); Marcello Gualdani (Nuovo centrodestra); Riccardo Nencini (Partito socialista); Luis Alberto Orellana (M5s); Antonio Fabio Maria Scarone (Gal). Con loro ci sono anche Fabrizio Cicchitto, presidente commissione Esteri della Camera; Elio Vito, presidente della commissione Difesa di Montecitorio; i deputati Andrea Causin (Scelta civica), Edmondo Cirielli (Fratelli d'Italia), Daniele Del Grosso (M5s), Donatella Duranti (Sel), Gianluca Pini (Lega Nord), Domenico Rossi (Popolari per l'Italia) e Gian Piero Scanu (Pd).

SONDAGGIO


I due Marò sono considerati innocenti dalla netta maggioranza dei votanti, trasversalmente per tutte le fasce d'età.

(Fonte: Italia24Ore, Libero)

1 commento:

  1. Non seguite il loro gioco.-
    Una accusa di pirateria - comporta la pena di morte - per le "Regole" dello Stato Indiano, Sarebbe come dire: la Marina Italiana è composta da Terroristi"; Quindi ai fini procedurali dell'accusa una sopraffazione della verità INNEGABILE,= I Nostri Marò non erano in una "barca" ai fini di "brigantaggio" (Al Secolo; Pirati ,Terroristi)
    Eppure il popolo Indiano E' ASCETA : BRAMA VISNU' SIVA. Come possono supinamente accettare tanto errore.???

    Per i nostri politici; Dopo due anni. ??? - Non posso escludere l'accattivarsi del popolo Italiano per le future elezioni Europee e politiche.- !!! (Per l'Italia.??? a Ramengo con i due Marò)

    ... Dalla caduta del Fascismo; Ho Visto solo Pella preoccuparsi per l'Italia.(Uomo di Destra di vecchio stampo) e tuti coloro partecipi alla creazione della nostra costituzione.!!!

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