OLTRE AL TRUCE ASPETTO UMANO, L’INCIDENTE DELLA NAVE
POTREBBE AVERE GRAVI RIPERCUSSIONI ECOLOGICHE E FINANZIARIE
L’incidente della nave Costa Concordia - appartenente alla
Costa Crociere, a sua volta nell’orbita della Holding americana Carnival – mi
fa rabbia per tre aspetti: il primo, legato al fatto che il comandante
vigliacco e buffone, sul quale si è già detto di tutto e di più, è napoletano,
e ho temuto dal primo istante una nuova pioggia di qualunquismo e luoghi comuni
nei confronti dei miei concittadini. Il Tg5 ha scomodato perfino le teorie
razziste di Lombroso, ma per fortuna le colpe napoletane sono state
controbilanciate dal senso di responsabilità del Capitano della Guardia
costiera (sul quale sono stati dedicati immancabili link sui social network).
Secondo, per il fatto che su quella nave c'erano molti che
le crociere nei periodi di alta stagione non possono permettersele. Infatti
stanno venendo fuori storie tristi e atroci, di persone che stavano vivendo il
loro primo viaggio, anche molto anziane (il costo era di 300 euro e
l’equipaggio di fatti lo valeva tutto).
Ultimo punto, l'aspetto ambientale, poiché si rischia di
distruggere una zona stupenda del nostro Paese. Proprio su quest’ultimo punto e
anche sulle conseguenze finanziarie che tale incidente potrebbe avere, mi
voglio soffermare. Dando per scontata la rabbia e il dispiacere per le persone
che hanno perso la vita o se la sono cavata con gravi danni psicologici.