INTERVENUTO AL FESTIVAL DI TODI, ENFATIZZA I PAPI E PARLA
BENE DELL’IDEOLOGIA LIBERALE, AMMETTENDO LA SCONFITTA DEL COMUNISMO
Fausto Bertinotti viene da anni etichettato come il
“comunista in cashmere”. Il tipico esempio di chi da giovane, proveniente da
famiglia modesta, aveva ideali e passava le giornate a fare volantinaggio e
picchetti dinanzi alle fabbriche – anzi, è uno dei pochi esempi in Italia di chi
passa dal Psi al Pci e non viceversa, come hanno fatto invece
opportunisticamente in tanti – ma poi negli anni si è sempre più imborghesito,
chiudendosi in salotti autoreferenziali e partecipando a feste snob della
Milano e Roma “bene”. Dunque, non sorprende la svolta palesata in un recente
Festival svoltosi a Todi dal titolo “I vinti giusti, un certo sguardo del
futuro”. Uno dei tanti convegni fatti di belle parole, fotografie grigie del
presente, nostalgie del passato e buoni propositi per il futuro. Bertinotti
parla di fallimento del comunismo e fa apprezzamenti nei confronti della
cultura liberale. Ma si scopre anche democristiano, elogiando i due Papi
attuali.