Visualizzazione post con etichetta legambiente abruzzo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta legambiente abruzzo. Mostra tutti i post

lunedì 27 aprile 2015

Abruzzo, il Texas italiano: i numeri scioccanti della quantità di territorio occupato da pozzi petroliferi

OLTRE ALLA BASILICATA, ANCHE QUESTA REGIONE NEL SILENZIO PIU’ TOTALE VIENE SPREMUTA PER L’ORO NERO

In un Mondo che dovrebbe andare oltre il petrolio e affidarsi alle energie rinnovabili, si cercano ancora in modo forsennato giacimenti da cui attingere. Perfino nell’Artico, dove le potenze mondiali anziché preoccuparsi, si rallegrano all’idea che i ghiacciai si stanno sciogliendo; favorendo loro il lavoro. Anche in Italia la corsa all’oro nero continua. Oltre alla sedotta e abbandonata Basilicata, regione italiana più ricca in tal senso, e ai tentativi di spremere pure la Sicilia in barba alla tutela ambientale, fa la sua grossa parte anche l’Abruzzo. Regione che avrebbe da dire la sua in termini turistici – pensiamo ai tanti borghi, oltre alla devastata L’Aquila, la lunga costa, Il Parco nazionale e il Gran Sasso – ma che vede ben duemila chilometri quadrati del suo territorio occupati da pozzi petroliferi. E' quanto emerge dal rapporto "La costa delle Trivelle. Dati e numeri sulla deriva petrolifera abruzzese", presentato da WWF, Legambiente, Italia Nostra, LIPU, FAI, CAI e ARCI. Come non bastasse l’inquinamento del territorio paragonabile a quello della Campania.