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lunedì 26 marzo 2012

FRATELLO E CUGINA AL COMUNE, PARENTOPOLI ANCHE PER DE MAGISTRIS


CLAUDIO DE MAGISTRIS E’ CONSULENTE SENZA COMPENSI, LUCIA RUSSO FA INVECE PARTE DELLO STAFF DELL’ASSESSORE TOMMASIELLI

La rivoluzione arancione perseguita da de Magistris a Napoli si è sporcata con una doppia macchia: diversi casi di Parentopoli nello staff della sua Giunta. Uno legato addirittura a suo fratello, che sta rivestendo (senza alcun compenso, ma con un lauto tornaconto professionale) il ruolo di consulente del Sindaco per le attività culturali, un altro a una sua cugina, entrata nello staff dell’Assessorato allo sport. Ma ci sono anche altri casi. Non mancano poi compagni di scuola e amici di famiglia. 

martedì 13 marzo 2012

INCARICHI NELLE SOCIETA’ CONTROLLATE, SOLITA PARENTOPOLI E AMICOPOLI A CASORIA


MA A DOVER ESSERE CAMBIATO E’ IL SISTEMA DI SELEZIONE

Casoria, Comune a Nord di Napoli. Anche la Giunta Carfora in carica da 8 mesi, come tutte quelle che l’hanno preceduta, non è stata da meno nel distribuire incarichi tra parenti e amici degli esponenti politici che la sostengono, direttamente e indirettamente. Ma l’intento di quest’articolo non è quello di evidenziare questa o quella appartenenza politica o parentale: perché le do amaramente per scontate, come una triste e squallida prassi che si perpetua ormai tradizionalmente ad ogni Giunta che si avvicenda. Bensì è quello di sottolineare perché si giunge a ciò.
Il problema infatti è insito proprio nel sistema delle nomine. Fin quando gli incarichi saranno nominati dalla Giunta in carica e si esauriranno con il termine del suo mandato, è chiaro che i politici di turno piazzeranno nelle varie controllate chi li sostiene elettoralmente e parenti. Le società controllate dovrebbero essere tali solo nel senso di essere sottoposte al giusto controllo della politica nell’espletamento delle sue competenze; visto che sono pubbliche e dunque “oliate” dai nostri soldi. Inoltre la politica deve controllarle tracciando le linee guida del loro operato. Ma non decidendo chi ci deve lavorare.
Insomma devono rispondere nel proprio operato agli amministratori da noi eletti. Ma chi lavora per esse deve essere un professionista scelto mediante pubblico concorso aperto a quanti hanno i dovuti requisiti oggettivi. Inoltre, l’incarico deve durare un tot di anni, comunque superiore a 5, al fine di essere trasversale tra le varie Giunte che si susseguono. In tal modo non avremo né Papi a vita né burattini nelle mani del Mangiafuoco di turno.
Vediamo i nomi e le relative “relazioni”.