VARI I SEGNALI DI UNA RESURREZIONE DEI MOVIMENTI DI ESTREMA
DESTRA NEL CAPOLUOGO LOMBARDO
Sarà per la vicinanza a quella che fu la sede della
Repubblica sociale italiana, confino nel quale fu relegato il Duce Benito
Mussolini dai Nazisti negli ultimi anni della sua vita. Fatto sta che Milano,
dal dopoguerra, ha visto l’annidarsi di diversi movimenti neofascisti: su
tutti, i più importanti sono stati Ordine Nuovo e Cuore nero. Al punto che un
libro uscito due anni fa, scritto da Saverio Ferrari, dell’Osservatorio
Democratico sulle nuove destre, si intitola: “Fascisti a Milano, da Ordine
Nuovo a Cuore Nero”. Secondo l’autore: “Milano è stata la vera capitale della
Repubblica Sociale Italiana, qui, in questa città, era nato il Fascismo e qui
finì in modo tragico nel modo che sappiamo”. Non a caso, la prima strage di
estrema destra si consuma proprio a Milano, nella Banca dell’Agricoltura, anno
1969. Una continuità che arriva fino a oggi, con l’MSI milanese che non ha mai
accettato la svolta di Fiuggi promossa da Gianfranco Fini. Continuando a
candidare in alcune tornate elettorali anche personaggi legati all’estrema
destra. Oggi a Milano, come a Roma, sono ancora in fermento diversi movimenti
di estrema destra, pronti, dice qualcuno, a una “Primavera nera”.