IN QUESTI GIORNI RICORRE L’ANNIVERSARIO DELLE DUE BOMBE
ATOMICHE SGANCIATE SULLE DUE CITTA’ GIAPPONESI. CHI ESEGUI’ QUELL’OPERAZIONE
DIVENNE UN EROE, ANCHE SE UCCISE 300 VOLTE PIU’ DI PRIEBKE
Quando Erich Priebke ha compiuto 100 anni due lunedì fa, a
Roma è scattato l’allarme per due motivi opposti: il rischio di un mega
festeggiamento per opera di neonazisti da un lato e di accese contestazioni di
chi non gli ha mai perdonato il suo passato dall’altro. Ricordo che Priebke è
un ex ufficiale delle SS, tra i responsabili dell'eccidio delle Fosse Ardeatine
in cui persero la vita 335 persone. Fu condannato all’ergastolo che sta
scontando in regime di semilibertà a Roma. Priebke non si è mai pentito di ciò
che ha fatto. E’ stato così ripudiato da buona parte della sua popolazione
d’origine, e dall’opinione pubblica in generale viene considerato il Male
assoluto. Non hanno ricevuto lo stesso (giusto) trattamento due americani che
68 anni fa sganciarono due bombe atomiche su altrettante città giapponesi,
Hiroshima e Nagasaki, mietendo trecento volte le vittime delle Fosse Ardeatine:
Paul Tibbets e Charles Sweeney.