MESSO CON LE SPALLE AL MURO DA RENZI E GRILLO, L’ESECUTIVO
IN CARICA ACCELERA SULLE COSE DA FARE. LA RIDUZIONE DEI FINANZIAMENTI SARA’
GRADUALE FINO AL 2017, MA NON MANCANO CRITICITA’
Messo sotto pressione dal nuovo Segretario del Partito
democratico Matteo Renzi e dal leader del Movimento cinque stelle Beppe Grillo,
il Governo Letta sta spingendo verso quei provvedimenti da loro richiesti. Su
tutti la riforma elettorale, ormai resasi obbligatoria dalla bocciatura della
Corte costituzionale del Porcellum, ma anche la soppressione del finanziamento
pubblico ai partiti. Il quale, in realtà, fu già bocciato dagli italiani in un
referendum di vent’anni fa (dissero Sì il 95% degli elettori); ma la loro
volontà fu raggirata dalla legge sui rimborsi elettorali, che nei fatti non ha
cambiato la sostanza. E così il Consiglio dei Ministri si è deciso a vararne
l‘abolizione, ma in modo graduale. La vera questione è però un’altra: il
finanziamento volontario per opera dei privati rischia di generare una nuova Tangentopoli
e un sistema politico all’americana, in balia delle lobby.