SOTTO COMMISSARIAMENTO DA DIVERSO TEMPO, MANCA DI UNA GUIDA
NOMINATA DALLA POLITICA. IL PROGETTO “GRANDE PORTO” CHE DOVREBBE RILANCIARLO
RISCHIA DI SALTARE
“Si Saliern' teness'u puort', Napule fuss' muort” dice un
vecchio proverbio del passato, quanto mai profetico. Se all’epoca l’autore, che
pare essere sconosciuto, parlava di una Salerno considerata inferiore al
capoluogo campano per la mancanza di una strategia marittima – di cui un porto
è il simbolo – ora pare che la situazione si sia effettivamente capovolta.
Napoli non è ancora morta, ma Salerno la sta superando. Perché un porto
funzionante da qualche anno ce l’ha, eccome, mentre Napoli sembra perdere
lentamente il suo. Tra degrado, scarsi controlli, fatiscenza strutturale,
incapacità di gestione della politica. La quale non è capace neppure di
nominare un Presidente che ne prenda le redini. E così il turismo marittimo va
a picco, così come il commercio; mentre si rischia di perdere pure i Fondi
europei (ben 300 milioni) che dovrebbero permettergli finalmente un grande restyling.