martedì 19 febbraio 2013

OGGI GIORNATA DELLA MEMORIA SUI CRIMINI FASCISTI IN ETIOPIA


TRA IL 19 E IL 21 febbraio 1937 sono stati massacrati senza pietà più di 30MILA cittadini etiopi, quasi tutti civili

L’occupazione per opera del Regime fascista ai danni della povera e inerme Etiopia, che fregiò Benito Mussolini perfino della nomina alquanto esagerata di Imperatore, è stata raccontata nel più svariato dei modi. Certo, nel Paese africano furono compiute anche opere di ammodernamento (su tutte la realizzazione di un acquedotto e di campi agricoli) ma non mancano lati oscuri e vergognosi. Il popolo etiope fu infatti anche oggetto di soprusi e violenze. Su tutti, gli etiopi ricordano i giorni tra il 19 e il 21 febbraio, stabilendo un’apposita Giornata della memoria.

PIU’ DI 30MILA CIVILI UCCISI - Gli accadimenti di quel giorno e di quelli immediatamente successivi riguardano in particolare la spietata e diabolica rappresaglia scatenata dai fascisti per vendetta, in seguito ad un attentato, compiuto dai patrioti etiopi, contro il viceré Rodolfo Graziani ed altri gerarchi del suo seguito ed avvenuto nella capitale Addis Abeba occupata e martoriata. Il 19–20 e 21 febbraio 1937 sono stati massacrati senza pietà alcuna più di 30.000 cittadini etiopi, quasi tutti civili, anziani, donne, bambini e mendicanti. Alcuni di loro furono addirittura bruciati vivi nelle proprie case, i tradizionali “tucul” di fango, legno e paglia, dove cercavano rifugio nascondendosi dai scatenati criminali militari e civili italiani che risiedevano nella capitale.

QUEL MONUMETO AL GENERALE GRAZIANI - “Oltre ad essere ricordata nel nostro Paese, l’Etiopia, la ricorrenza è celebrata nelle maggiori città del mondo dove sono presenti e vivono numerosi cittadini della diaspora etiopica” annunciano le associazioni dei cittadini etiopi, i quali sottolineano un particolare vergognoso che si è andato aggiungendo di recente: “Quest’anno la ricorrenza è particolarmente sentita, in particolare a dimostrazione della più assoluta condanna da parte delle comunità etiopiche, a causa dell’edificazione ad Affile, un paesino situato sull’altipiano di Arcinazzo, a 60 km circa da Roma, di un monumento in onore di colui che è definito il “macellaio d’Etiopia” e cioè proprio il generale Graziani, riconosciuto anche dalle Nazioni Unite come criminale di guerra e responsabile, al pari di Mussolini e ad altri gerarchi ed ufficiali fascisti”.

L’UCCISIONE DI 1200 RELIGIOSI - Fra gli altri atroci e numerosi crimini ordinati dal Graziani, ricordiamo l’assassinio di più di 1.200 monaci e chierici cristiani, alcuni di questi giovani orfanelli, della più importante città conventuale dell’Etiopia, Debre Libanos, distante circa 100km da Addis Abeba.

(Fonte: Contropiano)

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