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giovedì 4 settembre 2014

AQUILA: LE CASE DEL MIRACOLO BERLUSCONIANO GIA’ CADONO A PEZZI

CROLLATO IL BALCONE DI UNO DEI 4500 ALLOGGI COSTRUITI RAPIDAMENTE COL PROGETTO C.A.S.E., GIA’ CRITICATO PER IL COSTO ELEVATO E ALCUNE PECCHE TECNICHE

La ferita de L’Aquila gronda ancora sangue: per i tanti morti; per lo stupendo centro storico ricco di vitalità e storia, oggi ancora a pezzi e isolato; per chi ha riso leccandosi i baffi sulla tragedia; per chi vi ha fatto campagna elettorale con tanto di lettere e champagne. Il Governo Berlusconi, con l’ausilio di Bertolaso (lo stesso connubio che ad Acerra ha portato un inceneritore per risolvere il problema rifiuti), lì vi ha sparato i fuochi d’artificio migliori, regalando in tempi record 4500 alloggi a circa 16mila aquilani rimasti senza casa, in 19 New town. Ma quelle case sono fin da subito entrate nel vortice delle critiche: per il costo esorbitante, ben 500 milioni di euro finanziati dall’Ue; per le carenze strutturali, essendo tutt’altro che anti-sismiche; per gli stati depressivi che hanno infondato in chi vi abita; e ora, perché uno dei balconi è venuto giù, sfiorando una nuova, assurda, tragedia.