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mercoledì 4 marzo 2015

DESTINAZIONE PARADISO…FISCALE: QUALI SONO QUELLI ANCORA VALIDI PER GLI ITALIANI

IL GOVERNO RENZI HA RAGGIUNTO ACCORDI CON SVIZZERA, LIECHTENSTEIN E PRINCIPATO DI MONACO PER LA SOPPRESSIONE DEL SEGRETO BANCARIO. MA NE RESTANO ANCORA TANTI DOVE I PAPERONI POSSONO PORTARE I PROPRI CAPITALI

Destinazione paradiso…fiscale. Parafrasando una bella canzone di Gianluca Grignani, possiamo dire che oltre i cervelli, e i terroristi negli anni ’70, dall’Italia scappano pure i capitali. Verso i cosiddetti Paradisi fiscali, ossia quei Paesi le cui banche non sono tenute a fornire i dati dei propri clienti e prevedono una tassazione molto bassa. Il Governo Renzi ha stretto accordi con alcuni di essi affinché possa sgamare Paperoni nostrani che hanno portato i propri quattrini lì, per sottrarsi alle tasse italiane. Il Governo Berlusconi aveva previsto un rientro dei capitali senza alcun reato previsto e con una sovrattassa ridicola del 5%, la quale è apparsa subito irrisoria giacché viene surclassata dagli interessi che negli anni quei soldi hanno maturato nelle Banche paradisiache (ma sappiamo bene che il Governo Berlusconi è stato sempre morbido con gli evasori). E così, dopo la Svizzera, il Ministro dell’economia Padoan ha annunciato accordi anche con il Liechtenstein e dal Principato di Monaco fanno sapere la stessa cosa. Ma i Paradisi fiscali sono ancora tanti. Di seguito la lunga lista…