Visualizzazione post con etichetta patroni griffi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta patroni griffi. Mostra tutti i post

giovedì 1 agosto 2013

LA PRESA IN GIRO DELLA PUBBLICAZIONE DEI REDDITI DEI MINISTRI

TANTE LE VOCI OMESSE TRA LE ENTRATE, COSI’ COME QUELLE RELATIVE AI VARI BENEFIT

Qualche giorno fa i ministri hanno pubblicato le dichiarazioni dei redditi a seguito degli obblighi della legge sulla trasparenza. Cifre in molti casi scontatamente esorbitanti, ma in altri assurde e ridicole. Un’autentica presa in giro. Sottratte le imposte e i contributi, e diviso per 12 mensilità (le indennità parlamentari non prevedono tredicesima), il netto mensile conduce in alcuni casi a cifre miserabili. C’è una legge che invita i parlamentari a illustrare i guadagni, il livello del patrimonio immobiliare e mobiliare, la successione degli acquisti o delle vendite. Va da sé che un comportamento virtuoso e serio, come direbbe Enrico Letta, chiamerebbe ciascun parlamentare al rispetto delle virgole. Figurarsi un ministro! E’ chiaro che il tenore di vita di un soggetto derivi anche dai beni di cui magari è intestataria la moglie e di cui lecitamente gode. Ed è anzi assai probabile che quei beni siano stati acquistati anche con il suo contributo. Invece per dichiarazione dei redditi essi hanno inteso la propria e nella propria hanno compreso unicamente l’unica voce tassata. Tacendo che a quella cifra se ne aggiunge una seconda, che è la diaria, e una terza che rappresenta il rimborso delle spese.

lunedì 16 gennaio 2012

ANCHE IL GOVERNO MONTI HA I SUOI GUAI GIUDIZIARI


OLTRE A QUELLA DEL DIMISSIONARIO MALINCONICO, CI SONO ALTRE GRANE CHE POTREBBERO ESPLODERE

Chiamateli tecnici o professori, ma scheletri nei loro armadi pure non mancano. Oltre a Carlo Malinconico, Sottosegretario alla presidenza del consiglio costretto a dimettersi per la vacanza all'Argentario nel maggio 2008 pagata dall'imprenditore Francesco Piscicelli (quello che rise del disastro all’Aquila) per conto della famigerata "cricca" del G8, nuovi membri del Governo potrebbero essere costretti a dimettersi. Insomma, cambiano i musicisti ma la musica è sempre la stessa.