TANTE LE VOCI OMESSE TRA LE ENTRATE, COSI’ COME QUELLE
RELATIVE AI VARI BENEFIT
Qualche giorno fa i ministri hanno pubblicato le
dichiarazioni dei redditi a seguito degli obblighi della legge sulla
trasparenza. Cifre in molti casi scontatamente esorbitanti, ma in altri assurde
e ridicole. Un’autentica presa in giro. Sottratte le imposte e i contributi, e
diviso per 12 mensilità (le indennità parlamentari non prevedono tredicesima),
il netto mensile conduce in alcuni casi a cifre miserabili. C’è una legge che
invita i parlamentari a illustrare i guadagni, il livello del patrimonio
immobiliare e mobiliare, la successione degli acquisti o delle vendite. Va da
sé che un comportamento virtuoso e serio, come direbbe Enrico Letta,
chiamerebbe ciascun parlamentare al rispetto delle virgole. Figurarsi un
ministro! E’ chiaro che il tenore di vita di un soggetto derivi anche dai beni
di cui magari è intestataria la moglie e di cui lecitamente gode. Ed è anzi
assai probabile che quei beni siano stati acquistati anche con il suo
contributo. Invece per dichiarazione dei redditi essi hanno inteso la propria e
nella propria hanno compreso unicamente l’unica voce tassata. Tacendo che a
quella cifra se ne aggiunge una seconda, che è la diaria, e una terza che
rappresenta il rimborso delle spese.