GLI UNIONISTI HANNO PREVALSO CON IL 55% DELLE PREFERENZE. MA
IL PAESE BENEFICERA’ DI ALCUNE RIFORME AUNOMISTE
E alla fine hanno prevalso la paura e la tradizione. La
Scozia resta nel Regno Unito, con i “no” che al Referendum per l’indipendenza
hanno prevalso con il 55% dei voti. Non un plebiscito dunque, ma comunque
qualcosa di più di quanto ci si aspettava visti i sondaggi, alcuni dei quali
davano gli indipendentisti addirittura in vantaggio con il 52% delle
preferenze. Ma lasciare la forte sterlina per l’oscillante Euro sarebbe stato
un salto nel vuoto: per non parlare degli effetti sul Pil e sulla gestione
delle risorse energetiche. Gli stessi economisti hanno avanzato più teorie
sugli effetti economici di una Scozia indipendente. Ma probabilmente, se avesse
prevalso il “Sì”, a perdere ci sarebbero andati tutti. E in tempi di crisi
globale come quelli in cui viviamo, certi schiribizzi è meglio non
concederseli. Poi ha prevalso la tradizione, la storia. La Scozia è nel Regno
Unito dal 1707. Comunque il Referendum un effetto lo ha sortito: ha spinto il
Premier inglese David Cameron a promettere maggiore autonomia, anche a Galles e
Irlanda del Nord, con riforme da promulgare entro gennaio.