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venerdì 7 novembre 2014

SONO INNOCENTE: VASCO ROSSI SI SCOPRE NONNO METAL, MA IL MEGLIO E’ GIA’ VENUTO DA PARECCHIO

IL NUOVO ALBUM DEL ROCKER DI ZOCCA, CON 15 BRANI E UNA NUOVA SQUADRA DI MUSICISTI PER UN SOUND PIU’ PESANTE

Lui è ancora qua, eh già. Sono passati 36 anni dal suo debutto discografico, dopo una giovinezza passata a fare casini e il deejay nella bassa padana, ma Vasco Rossi, 62 anni, ha ancora voglia di fare musica e concerti, oltre che pubblicare “clippini” come li chiama lui e invettive su Facebook (memorabili quelle contro Ligabue, Piero Pelù e anche il suo storico chitarrista Solieri). Martedì scorso è così approdato negli store tradizionali e virtuali il suo sedicesimo album: Sono innocente, che arriva a tre anni di distanza dalla sua ultima release discografica, Vivere o niente. Un lasso di tempo occupato dai concerti del Live Kom tour. Il Blasco si è lasciato così alle spalle i problemi di salute che un paio di anni fa avevano messo in allarme i fan, riuscendo ancora una volta a convivere con quel mal di vivere che lo accompagna forse da sempre; ma che in fondo lo ha spronato a scrivere stupende canzoni (di cui Vivere rappresenta il punto più alto). Il nuovo album consta di ben 15 brani, un azzardo per chi come lui, che fa musica da quasi quarant’anni, rischia di apparire ripetitivo. E in effetti il sentore iniziale, per i fan che come me ascoltano i nuovi lavori discografici con obiettività, si conferma: nonostante una svolta a tratti Metal, con sonorità pesanti, anche se non mancano ballate, filastrocche metaforiche e dediche romantiche, il meglio di Vasco si è fermato a Canzoni per me del 1998. Da Stupido Hotel (uscito nel 2001) in poi è iniziato un’inesorabile declino, con brani che cercano di riproporre qualcosa del glorioso passato, ma nulla più. Certo, qualche bella canzone non manca, ma di eccelso non ci si trova più niente.

Comunque, la curiosità mi ha spinto ad ascoltare anche Sono innocente. Di seguito una recensione.