A distanza di quasi vent’anni dalla sua conclusione,
Boncompagni, che negli anni (prima e dopo) ha ideato tanti altri programmi di
successo per Rai e Mediaset, ha rilasciato a Il Fatto quotidiano - ripresa da
Libero - un’intervista dove svela retroscena clamorosi su tre personaggi: una
delle ragazze protagoniste, la Angiolini appunto; un presentatore diventato
pezzo da 90 della televisione italiana: Paolo Bonolis; e infine, il
proprietario della rete su cui il programma andava in onda: Silvio Berlusconi.
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venerdì 27 marzo 2015
lunedì 13 gennaio 2014
ATTORI STRAPAGATI PER FILM MEDIOCRI: LA CASTA DEL CINEMA ITALIANO
MOLTI PRENDONO 200-300MILA EURO A FILM, ALCUNI TOCCANO I
500MILA. I FILM VENGONO CREATI AD HOC PER I VOLTI CHE TIRANO DI PIU’
In Italia ci sono tante caste: i politici, i notai, gli
avvocati, i tassisti, i calciatori, i manager, i sindacati. Ma anche quella
degli attori può essere considerata tale. Certo, non fa scandalo perché si
tratta di soldi per lo più privati, e solo in parte finanziati da denaro
pubblico. Che comunque c’è. Ed ecco che i film vengono impacchettati in base ai
volti che “tirano” di più. Il tutto a discapito dei nuovi talenti che fanno
fatica ad emergere, scavalcati sistematicamente dall’attore e dall’attrice del
momento. Il problema è che lo spettatore medio quando sceglie un film da vedere
al Cinema, non si informa sulla trama e sul regista, ma sugli attori che ci
sono. Certo, sarebbe stupido invocare un nuovo Neorealismo, quello che negli
anni ’40-’50 scopriva gli attori per strada. Ma quanto meno investire un po’ di
più sulla qualità e sulle storie.
mercoledì 14 dicembre 2011
SE NON ORA, QUANDO LAVORAVANO PER BERLUSCONI
ECCO ALCUNE TRA LE MANIFESTANTI CHE SONO SCESE IN PIAZZA CONTRO IL GOVERNO BERLUSCONI (E PER SOLLECITARE QUELLO MONTI POI), MA CHE SONO DIVENTATE FAMOSE PROPRIO GRAZIE ALLE SUE RETI
Le donne in Italia sono penalizzate da sempre, colpa di un sistema giuridico tutt’ora di matrice maschilista. In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo da un po’, i numeri in loro sfavore diventano ancora più ingiusti e disarmanti. Fanno bene dunque a manifestare, sebbene a mio avviso, su alcuni punti si pongono in contraddizione con le proprie istanze del ’68, come ad esempio la libertà di usare il proprio corpo a proprio piacimento. Se esistono donne-immagine in Tv o escort, ciò è una delle tante facce – seppur estreme e degenerate – di questa richiesta di libertà. Io scelgo dunque come usare la mia bellezza, salvo i casi in cui tale utilizzo non sia obbligato dalle mie condizioni economiche o da violente costrizioni.
Ma a parte questo aspetto, le donne di “Se non ora, quando?” dello scorso febbraio diventate domenica scorsa “Se non le donne, chi?” hanno un’altra contraddizione al loro interno, rappresentata da alcune vip che oggi criticano aspramente il berlusconismo (definito da Paola Turci “sottocultura”), ma che sono diventate famose proprio grazie al Cavaliere. Cito due casi: Ambra Angiolini ed Emma Marrone, più quello di Marina Rei, diventata sì famosa facendo la cantante, ma è anche stata ballerina a fine anni ’80 su Canale 5. Pure la Littizzetto – la quale se non erro non è scesa in piazza, ma ha dato comunque un suo apporto morale - è diventata famosa grazie a Berlusconi. Ma ormai, tornata da alcuni anni su Raitre a sfornare battute sul suo conto, se lo è dimenticato…
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