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giovedì 2 aprile 2015

Album Nove, per i Negrita un passo indietro: la recensione

La rock band aretina ha pubblicato il suo nono album che segna un passo indietro rispetto agli ultimi esaltanti lavori

Il nome già denota una certa banalità e mancanza di idee. Chiamare un nuovo album con l’ordine di pubblicazione non è proprio il massimo (nella fattispecie poi, lo aveva già usato Eros più di dieci anni fa per lo stesso motivo). E pur non volendosi fermare al titolo – che spesso però dice già tanto, se non tutto, di un disco – e ai fattori numerici, cambia poco ascoltandone il contenuto. Parliamo di Nove, il nono album pubblicato dalla band aretina Negrita. I quali, implosi i Timoria prima e i Litfiba poi, si imposero negli anni ’90 come principale rock band italiana. A dargli il successo su larga scala furono a fine anni ’90 i dischi XXX (anche grazie all’inserimento di Ho imparato a sognare nel film Tre uomini e una gamba) e Reset, grazie ad alcuni singoli graffianti impazzati in radio e tv mediante riusciti videoclip. Poi la consacrazione con il singolo Magnolia, contenuto nella successiva raccolta Ehi! Negrita, del 2003 (il nome deriva dall’omonimo pezzo dei Rolling stones, dal quale deriva anche il nome del gruppo) con un sound più aggraziato e ammiccante. In quel disco c’è anche My way, con cui il gruppo si presentò a Sanremo spiazzando i fan.

lunedì 31 ottobre 2011

DANNATO VIVERE, TORNA IL ROCK INDIGNATO DEI NEGRITA


COL SUO OTTAVO ALBUM, IL GRUPPO ARETINO METTE DA PARTE LE CONTAMINAZIONI LATINO AMERICANE PER UN SOUND ESCLUSIVAMENTE  ELETTRONICO

E’ uscito lo scorso 25 ottobre Dannato vivere, ottavo album di inediti dei Negrita, gruppo formatosi ad Arezzo tra le massime espressioni contemporanee dell’Alternative rock italiano.
Messe da parte le contaminazioni latinoamericane che caratterizzano i due precedenti L’uomo sogna di volare e soprattutto Helldorado, preferendo invece sonorità elettroniche molto vicine a Radio Zombie (album uscito nel 2001, nel quale è comunque anche presente quel sound elettrico che ha caratterizzato la band agli esordi), il gruppo toscano non ha certo messo da parte la voglia di esprimere rabbia e dissenso nei confronti della costante degenerazione che sta vivendo la società moderna.