La rock band aretina
ha pubblicato il suo nono album che segna un passo indietro rispetto agli
ultimi esaltanti lavori
Il nome già
denota una certa banalità e mancanza di idee. Chiamare un nuovo album con
l’ordine di pubblicazione non è proprio il massimo (nella fattispecie poi, lo
aveva già usato Eros più di dieci anni fa per lo stesso motivo). E pur non
volendosi fermare al titolo – che spesso però dice già tanto, se non tutto, di
un disco – e ai fattori numerici, cambia poco ascoltandone il contenuto.
Parliamo di Nove, il nono album pubblicato dalla band aretina Negrita. I quali,
implosi i Timoria prima e i Litfiba poi, si imposero negli anni ’90 come
principale rock band italiana. A dargli il successo su larga scala furono a
fine anni ’90 i dischi XXX (anche grazie all’inserimento di Ho imparato a
sognare nel film Tre uomini e una gamba) e Reset, grazie ad alcuni singoli graffianti
impazzati in radio e tv mediante riusciti videoclip. Poi la consacrazione con
il singolo Magnolia, contenuto nella successiva raccolta Ehi! Negrita, del 2003
(il nome deriva dall’omonimo pezzo dei Rolling stones, dal quale deriva anche
il nome del gruppo) con un sound più aggraziato e ammiccante. In quel disco c’è
anche My way, con cui il gruppo si presentò a Sanremo spiazzando i fan.