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lunedì 9 gennaio 2012

ROMA, CAPITALE DELLA VIOLENZA


ULTIMO EPISODIO L’UCCISIONE DI UN CINESE DI 31 ANNI E DELLA FIGLIA DI 6 MESI. NEL 2011 BEN 35 MORTI

Gianni Alemanno la poltrona di sindaco l’ha conquistata promettendo sicurezza e legalità. Pochi mesi prima delle elezioni svoltesi nella primavera del 2008, moriva Giovanna Reggiani, aggredita in una stazione periferica del treno regionale da Romulus Mailat, cittadino romeno. Il colonnello dell’allora Alleanza Nazionale intuì che bisognava soffiare sul fuoco della paura dei cittadini; in particolare, della paura degli extracomunitari. Lo stesso fuoco sul quale soffiò tutto il centro-destra a livello nazionale.
Mai però una parola sulle mafie in campagna elettorale, nulla sull’assedio delle cosche alla capitale, terra di conquista e di investimenti. L’allora prefetto di Roma Carlo Mosca – sostituito pochi mesi dopo le elezioni di Alemanno – provò a ridimensionare quella formula sostenuta dalla destra romana: “L’equazione stranieri uguale delinquenti è sbagliata”, spiegò ai cronisti.
Eppure Gianni Alemanno era convinto della sua tesi, tanto da sostenerla con forza anche nelle interviste rilasciate ai giornali internazionali: “Nel sud dell’Italia il problema è la mafia. A Roma il problema è l’immigrazione”, al Sunday Times l’11 maggio del 2008, meno di un mese dopo le elezioni. Poi è iniziata l’escalation, che in tanti temevano.
Intanto però sono stati trentacinque gli omicidi nel 2011, quattro solo a dicembre. L’ultimo episodio dello scorso anno appena due giorni prima del cenone di San Silvestro. Il 2012 non è iniziato certo meglio. Quarantotto ore dopo capodanno, la gambizzazione a Tivoli di Francesco Bianco, estremista di destra ex appartenente ai Nar che si divertiva a promettere cannonate sugli studenti ed insultare la comunità ebraica dai computer dell’Atac, la municipalizzata romana dove era entrato grazie al vento di parentopoli. Mercoledì scorso le armi sono tornate in azione, con una rapina feroce a Tor Pignattara, quartiere multietnico. Uccisi un piccolo imprenditore cinese di 31 anni e sua figlia di 6 mesi, in una scena di sangue che da tempo nella Capitale non si vedeva.