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venerdì 30 ottobre 2015

Salvate il soldato Raffaele Cantone da Renzi

DISTINTOSI NELLA LOTTA AI CASALESI OGGI E' presidente dell'Anticorruzione

Nei tre anni trascorsi dalla sua ''marcia su Firenze'' partita dalla Leopolda, Matteo Renzi ha fatto capire un po’ di cose su di sé: 1) di essere un grande comunicatore; 2) di essere uno che punta sempre in alto, costi quel che costi; 3) che non ama gli interlocutori non scelti da lui e che pertanto ama scegliere lui chi deve ricoprire gli incarichi istituzionali di rilievo.

sabato 17 ottobre 2015

E si ruba pure sul Giubileo: il caso di una gara d'appalto

ANCHE IL GRANDE EVENTO RELIGIOSO FINISCE CON CASI DI ARRESTI

L'Italia è una Repubblica fondata sulla mazzetta. Da anni è ormai un dato di fatto. Non passa giorno che non ci arrivi una notizia su qualche arresto, avviso di garanzia, avvio di indagini su questo politico e quell'imprenditore. Il sistema delle gare d'appalto è una fonte inesauribile di corruzione, dato che per tutti i lavori pubblici, e ormai anche nel privato, si passa per quella modalità di assegnazione dei lavori.
L'ideale sarebbe tornare a uno Stato che al proprio interno abbia squadre di operai per tutte le evenienze. Ma ciò è reso ormai impossibile dai bilanci in perenne rosso. E allora, meglio appaltare ogni qualvolta che avere dipendenti fissi. Oltretutto, le promesse sulle assegnazioni degli appalti sono un ottimo modo per ottenere consensi ad ogni tornata elettorale. Perché sopprimerli? Sarebbe come sopprimere la disoccupazione e eliminare orde di disperati pronti a votare l'affabulatore di turno. Miniere d'oro troppo importanti.
In un Paese corrotto fino al midollo anche la Religione è un'ottima opportunità. E così si finisce per imbrogliare anche sul Giubileo.

domenica 4 ottobre 2015

Su Raitre torna Stelle nere: il programma che tramite fumetti noir racconta casi di cronaca nera famosi e non

IL PROGRAMMA VA IN ONDA SU RAITRE IL SABATO DOPO MEZZANOTTE ED E' GIUNTO ALLA SUA TERZA EDIZIONE

Il sabato sera di Raitre da diversi anni si tinge di giallo e anche di nero, visto che manda in onda programmi molto accattivanti che seguono casi di cronaca più o meno famosi. Ultimo programma partorito dalla sempre creativa e innovativa mente dei collaboratori della terza rete della tv pubblica (che negli anni ha perso molto, ma qualitativamente continua ancora a salvarsi rispetto agli altri due canali storici), è Stelle nere. Giunto alla sua terza edizione e partito da tre settimane.

mercoledì 23 settembre 2015

Tutti a indignarsi per frase Miss Italia, ma nessuno per richiesta di condanna a Erri De Luca

IL WEB SI E' INDIGNATO, MA HA ANCHE IRONIZZATO, SULLA FRASE DI ALICE SABATINI. MENTRE LA CONDANNA A 8 MESI PER LO SCRITTORE E' PASSATA INOSSERVATA

Forse dopo la polemica riguardante la nuova Miss Italia, Alice Sabatini, in tanti si saranno accorti che la kermesse che sancisce chi è (per una giuria) la più bella d'Italia, ossia Miss Italia, si svolge ancora. Dato che la storica rete che l'ha trasmessa per decenni, con il defunto Patron Mirigliani ogni volta scongelato per l'occasione, Raiuno, non lo fa più da qualche anno. Questione di soldi, probabilmente, e forse di sponsor che non pagano più come una volta (tanto ormai la Rai ha perso la trasmissione di molti eventi di rilievo). Ora la manifestazione si svolge su La7, in una versione molto più trash (basta dire che a presentarla c'era l'urlatrice Simona Ventura e nella giuria Claudio Amendola e Vladimir Luxuria) e dai ritmi ancor più morti che in passato. A vincere, come detto, è stata Alice Sabatini, 18 anni, giocatrice di basket di Montalto di Castro (Viterbo). Viso carino e mediterraneo, corpo statuario, ma soprattutto, capello corto e tatuaggio di Michael Jordan sulla coscia destra che hanno fatto la differenza; facendole incarnare lo stereotipo di ragazza moderna. E chissà se pure l'infelice frase sulla Guerra mondiale può essere considerato uno stereotipo della ragazza moderna, tutta talent e smartphone e poco cervello. Speriamo di no. Fatto sta che il web non se l'è lasciata sfuggire, ponendola prontamente su una croce. Peccato però che cybernauti e intellettuali (veri e presunti) non si siano indignati parimenti per la richiesta di condanna nei confronti dello scrittore Erri De Luca. Trattato come un capo-terrorista per un'opinione sulla Tav di due anni fa.

lunedì 24 agosto 2015

Dalle roulotte all'impero finanziario e immobiliare: chi sono i Casamonica

I funerali sfarzosi celebrati giovedì scorso per Vittorio Casamonica, il Boss del clan dalle origini Sinti, ha acceso i riflettori su di loro

Vigili urbani che danno il consenso al passaggio del corteo chiudendo le strade; il Prefetto che non vieta il funerale di un Boss (benché ormai da prassi i funerali dei Boss vengano fatti celebrare alle 6 del mattino per evitare sfarzi e messaggi indiretti); un elicottero che vola senza autorizzazione per lanciare petali (ma che avrebbe potuto tranquillamente sganciare bombe in qualsiasi punto della città); la Chiesa che celebra la messa ma rifiutò di celebrarla al povero Piergiorgio Welby, che ebbe come unica colpa quella di scegliere l'eutanasia per porre fine alla propria condizione di vegetale. Questo e altro è stato il funerale-vergogna celebrato giovedì scorso per Vittorio Casamonica, boss dell'omonimo clan di origine Sinti (un'estrazione Rom) insediatosi a Roma negli anni '70. Decennio dal quale ha iniziato la propria scalata finanziaria e immobiliare. Ma chi sono questi Casamonica?

lunedì 3 agosto 2015

Mostro di Foligno libero, un'altra perla della nostra Giustizia: chi è e perché è pericoloso

LUIGI CHIATTI, geometra umbro che nel 1993 fu arrestato per il duplice omicidio dei piccoli Simone Allegretti, 4 anni e Lorenzo Paulucci, 13 anni

Nel 1993 ha ucciso due bambini, Simone Allegretti e Lorenzo Paulucci, rispettivamente di soli 4 e 13 anni. All'epoca ne aveva 24 e per questo duplice omicidio ha scontato solo 22 anni. Luigi Chiatti, passato alle cronache come il Mostro di Foligno, era un geometra umbro, figlio adottivo di un medico molto conosciuto in città. Fu condannato in primo grado all'ergastolo, ma la pena in appello fu ridotta a 30 anni di reclusione dopo il riconoscimento della seminfermità mentale. Sentenza poi confermata in Cassazione. Poi l'indulto e altri cavilli hanno fatto il resto. Il prossimo settembre sarà già libero, anche se, il magistrato, respingendo il ricorso della difesa, ha confermato quanto stabilito dalla corte d'assise d'appello di Perugia, la quale ordina di ricoverare Chiatti in una struttura psichiatrica una volta scontata la pena nel carcere di Prato. Vi passerà tre anni. Ma resta un soggetto altamente pericoloso.

lunedì 13 luglio 2015

Berlusconi comprò De Gregorio: l'inizio dei guai per il nostro Paese

Silvio Berlusconi è stato condannato dal Tribunale di Napoli a tre anni di reclusione per corruzione nel processo per la compravendita dei senatori

Sia chiaro, molto probabilmente il Governo Prodi sarebbe caduto lo stesso, visto che al Senato poteva contare su una maggioranza talmente esigua da risultare spesso decisivi perfino i senatori a vita. Quell'esecutivo, come scrissi spesso all'epoca, era sostenuto da una maggioranza eccessivamente variegata, composta da undici partiti che vedeva insieme l'Udeur di Mastella e Rifondazione comunista di Bertinotti; l'Italia dei valori di Di Pietro con gli eredi del Psi; la cattolica Margherita con i Radicali del duo Pannella-Bonino. Un'accozzaglia che nonostante tutto, vinse in modo risicato sul centro-destra e litigava su ogni cosa. Non bisogna però dimenticare che quella situazione precaria e confusa fu anche effetto della legge elettorale, il famigerato Porcellum, voluto ad ogni costo l'anno prima da Berlusconi proprio per far sì che Prodi, sicuro vincitore delle elezioni, avesse quante più difficoltà possibili. Mettiamoci poi la vergognosa compravendita di senatori accertata dalla Magistratura, anche grazie l'ammissione di uno dei senatori 'comprati': Sergio De Gregorio. Il quale ricevette ben 3 milioni di euro per passare dall'Idv a Forza Italia. Facendo poi di recente le scuse a Prodi per il maltolto. Una brutta pagina per la nostra Repubblica (abituata però anche a peggio) e l'inizio dei guai per il nostro Paese.

lunedì 8 giugno 2015

Il bluff della legge sugli ecoreati: per diversi esperti nei fatti non cambia niente, i motivi

GRANDI PROCESSI COME IL CASO ETERNIT, DIVENTATO UN SIMBOLO DELLA NUOVA LEGGE, FINIREBBE SEMPRE ALLO STESSO MODO

Il tanto sbandierato DDL sugli ecoreati è diventato legge al Senato. Una legge attesa da vent'anni, ci tengono a precisare i Cinque stelle, che la pubblicizzano fieramente come una loro vittoria. Dice Luigi Di Maio: “Il testo introduce per la prima volta reati contro l’ambiente. Il termine ‘abusivamente’? Formulazione necessaria, ma abbastanza ampia”. In difesa del ddl sono intervenuti anche Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente; Enrico Fontana, coordinatore nazionale di Libera e Stefano Palmisano, avvocato penalista esperto di ambiente e salute: “Il testo poteva essere scritto diversamente, ma in questo caso Bonelli sbaglia”. Già, perché Bonelli, leader dei Verdi, ma soprattutto diversi autorevoli magistrati, smorzano gli entusiasmi parlando sostanzialmente di una legge che cambierà poco o per nulla le cose. Vediamo perché.

lunedì 25 maggio 2015

In arrivo tre sentenze della Corte costituzionale che fanno tremare Renzi: ecco quali e perché

La grana della sentenza che ha annullato il blocco dell'indicizzazione delle pensioni è infatti solo la prima di una sfilza di altre bombe che la Corte Costituzionale sta per piazzare sulla strada del premier

Matteo Renzi Vs Corte costituzionale. Il primo round si è concluso amaramente per il Premier, visto che, in virtù della sentenza della seconda, deve restituire i pensionati che in questi anni non hanno goduto delle indicizzazioni come previsto dalla Riforma Fornero. E lui, a L'Arena di Massimo Giletti, ha colto la palla al balzo per fare promesse in vista delle regionali. Ma ora stanno arrivando altre tre sentenze molto pesanti, che rischiano di mettere ancor più a soqquadro i conti pubblici e le sue speranze di fare le riforme.

domenica 19 aprile 2015

James Pallotta isolato nella guerra agli ultras: 11 club di Serie A tacciono, ecco quali

COME GIA’ SUCCESSO NELL’ELEZIONE DI TAVECCHIO, LA SERIE A SI MOSTRA FERMA AL CAMBIAMENTO

Il calcio italiano non cambierà mai, perché non c’è volontà da parte dei club di cambiarlo. Le storiche grandi – Juventus, Milan e Inter - si mantengono da sempre su posizioni conservatrici; Zamparini fa il gallo stridente solo in Tv ma quando si tratta di votare si mostra sempre zelante con le grandi. Come lo stesso Aurelio De Laurentiis Patron del Napoli, filosofo a tempo perso, e il “cane che abbia ma non morde” Preziosi, del Genoa. Sorvolando, per ora, sul pagliaccio presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, neofita del calcio, gli unici che si mostrano da sempre anti-sistema sono i Della Valle proprietari della Fiorentina, Claudio Lotito della Lazio (sebbene sia stato proprio quest’ultimo a sostenere la candidatura conservatrice di Tavecchio) e la Roma nelle persone della famiglia Sensi prima e di James Pallotta oggi. Già, perché il Presidente americano, seppur anch’egli neofita del calcio, ha capito in questi pochi anni alla guida del club giallorosso come vanno le cose in Italia. E non ci sta. Non sostenendo Tavecchio prima e ponendosi contro gli ultras oggi. Definendoli fucking idiots dopo gli striscioni contro la madre di Ciro Esposito esibiti allo stadio; invitandoli pure a non entrarci. Un grande coraggio, che però non ha trovato eguale sostegno. Undici club sui restanti 19 di Serie A non hanno sostenuto la sua iniziativa.

sabato 11 aprile 2015

Non solo Milano, tanti altri tribunali italiani sono incustoditi

Da Vicenza a Palermo, passando per Roma e Napoli, i Tribunali sono privi di controlli all’ingresso

Come accade sempre in Italia, deve scapparci il morto (in questo caso tre) affinché si prendano provvedimenti. Da ieri mattina, ossia da quando nel Tribunale di Milano un imprenditore indagato per bancarotta ha ucciso tre persone, è improvvisamente scattato l’allarme sicurezza nei Tribunali. Come è possibile che, nel tribunale più importante d’Italia – per i processi che ivi si sono celebrati e si stanno celebrando, che hanno riguardato e stanno riguardando pagine delicate della storia della nostra Repubblica – si possa entrare e uscire indisturbatamente? Il problema era noto da tempo. Ad esempio il Tg1 due anni fa ha mandato in onda un servizio sul Tribunale di Napoli, dove era possibile sottrarre faldoni senza che nessuno se ne accorgesse. Tribunale che peraltro si trova in una zona degradata come quella del Centro direzionale, mentre, stranamente, il consiglio regionale campano poco distante prevede controlli serrati all’ingresso. Ma è un pianto generale. Da Nord a Sud sono tanti i Tribunali incustoditi.

martedì 31 marzo 2015

Quando Pd e Forza Italia si alleano per non perdere il potere: i casi di Ischia, Agrigento e Reggio Calabria

NEL PRIMO COMUNE LA GROSSE KOALITION GOVERNA DAL 2011, PER PRESERVARE L’ABUSIVISMO EDILIZIO. NEL SECONDO CASO C’ENTRA UN PORTAVOCE. NEL TERZO, LE PRIMARIE IN VISTA DELLE AMMINISTRATIVE DI MAGGIO

Una volta si chiamava “inciucio”, oggi “larghe intese”. Un italianizzazione di Grosse koalition, termine utilizzato in Germania per indicare una maggioranza variopinta che ha sostenuto il precedente Governo della Merkel. Un ingentilimento che però non cambia la sostanza dei fatti, soprattutto in Italia, dove le larghe intese, in genere, hanno lo scopo di preservare il potere dei soliti contro le istanze di cambiamento popolari. A sdoganare In Italia questo modo di fare alleanze è stato l’avvento del Governo Monti. Da quel momento, anche a livello locale si è parlato di “larghe intese” o, più sofisticatamente, di “laboratorio politico”. Ed ecco che un Comune, una Regione o un incarico viene deciso da partiti, sulla carta tra loro avversi, in totale amicizia e collaborazione. Ovviamente, dicono, per il bene comune. I casi sono diversi, qui ne riporto tre: Ischia, Reggio Calabria e Agrigento.

giovedì 26 marzo 2015

Moggi e Giraudo prescritti, una doppia ingiustizia: per il calcio italiano e per la Juventus stessa

ACCERTATA L’ESISTENZA DI UNA CUPOLA, MA IL REATO E’ PRESCRITTO. CONDANNATO INVECE L’ARBITRO DE SANTIS, CHE AVEVA RINUNCIATO ALLA PRESCRIZIONE

E come avviene spesso in Italia, alla fine tutto è finito a “tarallucci e vino” anche per il processo Calciopoli, quello che ha stravolto il calcio italiano, permettendo all’Inter di vincere per un po’ di anni (per poi ritornare dal 2011 alle figuracce pre-2006). Dopo nove lunghi anni tutto si conclude all’italiana con una prescrizione. Ovvero, il reato viene accertato, ma viene altresì estinto. Prescritta l'associazione a delinquere contestata all'ex dg della Juventus Luciano Moggi e all'ex ad bianconero Antonio Giraudo; poco o nulla rimane delle contestazioni di frode sportiva, se non qualche aspetto risarcitorio per le parti civili; scagionati da ogni accusa gli ex arbitri Paolo Bertini e Antonio Dattilo; confermata la condanna a 10 mesi di reclusione (pena sospesa) per l'ex arbitro Massimo De Santis, che, guarda caso, aveva rinunciato alla prescrizione. Ma a subire un’ingiustizia, non è stato solo il calcio italiano. Bensì anche la Juventus stessa, che ha perso due scudetti vinti meritatamente con Fabio Capello.

martedì 17 marzo 2015

Terremoto nel Governo Renzi: spunta nome di Ministro Lupi in inchiesta Grandi opere: cosa potrebbe succedere

L’ultimo scandalo, in ordine di tempo, riguarda l’inchiesta Grandi opere, che ha visto l’arresto di quattro persone e cinquantuno indagate. La punta della piramide sarebbe Ercole Incalza, dirigente del Ministero dei Lavori Pubblici dal 2001, nominato dall’allora Governo Berlusconi e confermato da tutti quelli successivi: Prodi, Berlusconi quater, Monti, Letta e appunto Matteo Renzi. 
Il sistema messo in piedi avrebbe “sporcato” la realizzazione di opere nel centro-nord, tra cui tratte dell'Alta velocità del centro-nord Italia e anche l’Expo di Milano.

venerdì 13 marzo 2015

Processo Ruby, Berlusconi è un innocente colpevole

La Corte di Cassazione ha confermato l’assoluzione in appello. Ora è pronto per l’ennesima discesa in campo. Ma la Cei ha avuto parole dure

Silvio Berlusconi assolto in via definitiva nel processo Ruby (quello della dubbia credibilità dei testimoni). Lo ha deciso la Cassazione rigettando il ricorso della procura generale di Milano. La decisione dei supremi giudici è giunta dopo una camera di consiglio fiume, durata circa nove ore. Il che è indice di una scelta complessa. La sesta sezione penale della Cassazione ha così deciso di confermare il verdetto pronunciato il 18 luglio scorso dalla Corte d'appello di Milano che aveva assolto Berlusconi, imputato per concussione e prostituzione minorile. L'ex premier in primo grado era invece stato condannato a 7 anni di reclusione. Le motivazioni del verdetto saranno depositate entro 90 giorni secondo quanto prevede il codice di procedura penale. Ma il perché è stato ricostruito da diversi quotidiani autorevoli. Un’assoluzione che arriva proprio alla vigilia delle elezioni regionali e che permette all’imprenditore di Arcore di riprendere con maggior credibilità le redini di una Forza Italia allo sbando. Per alcuni, tra cui Marco Travaglio, l’assoluzione deriva dalla modifica del reato di concussione voluta dal Governo Monti e votata sia da Pd che da Pdl. A destra qualcuno già invoca la neointrodotta responsabilità civile dei magistrati. E ti pareva. Infine, c’è la condanna della Cei che non assolve il comportamento di Berlusconi tra le mura domestiche malgrado il ruolo istituzionale che rivestiva.

martedì 3 marzo 2015

MORTO MAGISTRATO FEDERICO BISCEGLIA: INCIDENTE O OMICIDIO?

magistrato della Procura di Napoli, è morto in un incidente avvenuto nella notte DI DOMENICA sull'autostrada A3, nei pressi di Castrovillari. AVEVA CONDOTTO E STAVA CONDUCENDO ANCHE INDAGINI SUI VELENI INTERRATI IN CAMPANIA

Grave perdita per la Campania e la Magistratura italiana. Nella notte tra sabato e domenica è morto in un incidente stradale sulla A3, nei pressi di Castrovillari, il magistrato della Procura di Napoli Federico Bisceglia, di 45 anni. Nell'incidente stradale è rimasta ferita anche una seconda persona, amica del Pm. I due erano a bordo di una Lancia K che, per cause ancora in corso di accertamento, è finita fuori strada. L'autostrada - secondo quanto riporta una nota dell'Anas - è rimasta chiusa fino alle ore 5,00 circa di domenica mattina, al termine della messa in sicurezza del tratto e la conclusione dei rilievi delle forze dell'ordine. Si parla di incidente, ma non pochi sono i dubbi a riguardo. Bisceglia era infatti impegnato in diversi filoni legati ai rifiuti e alle violazioni ambientali, e a gettare ombre sulla sua morte sono anche alcune parole del pentito Carmine Schiavone morto di recente…

venerdì 27 febbraio 2015

RESPONSABILITA’ CIVILE DEI MAGISTRATI, COSA CAMBIA E QUALI RISCHI CI SONO PER LA LORO AUTONOMIA

Il testo è stato approvato ALLA CAMERA con 265 sì, 51 no e 63 astenuti

E così Renzi ha sottratto al centrodestra pure l’introduzione della responsabilità civile dei Magistrati. Quella riforma da loro tanto inseguita da anni ma mai approvata, anche quando avevano maggioranze tali da poterlo fare senza problemi. Forse perché ogni volta c’era una levata di scudi da parte dei Giudici stessi, delle opposizioni e di buona parte dei media, che ogni volta parlavano di attentato all’indipendenza della Giustizia, se non pure alla Democrazia. Ma ora che vige “il pensiero unico renziano” certe cose passano e pure velocemente. Certo, è vero che i Magistrati sono esseri umani e in quanto tali possono sbagliare, come è vero che il loro è un ruolo delicato, ma è anche vero che molte sentenze hanno rovinato per sempre la vita di tante persone. Dunque qualcosa in tal senso andava pur fatta, ma fa specie che ora a farlo sia un Governo di centro(e poca)sinistra. Vediamo cosa contiene il disegno di legge, approvato con 265 sì, 51 no e 63 astenuti alla Camera (La Lega Nord, Forza Italia, Sel, Fdi e Alternativa Libera si sono astenuti, il Movimento Cinque Stelle ha votato contro, specie per la soppressione del filtro).

martedì 24 febbraio 2015

HOOLIGANS OLANDESI GIA’ LIBERI: ANCORA UNA VOLTA CALPESTI E DERISI DAL MONDO

SEI TIFOSI ARRESTATI PER AVER DANNEGGIATO GIOVEDI’ LA BARCACCIA DI BERNINI SONO STATI RILASCIATI IERI

Del resto ce l’abbiamo scritto nell’inno nazionale “Siamo da secoli calpesti e derisi”. Parole marchiate a fuoco sul nostro popolo, un destino che ci portiamo da sempre. Non riusciamo proprio a farci rispettare: abbiamo un terrorista che ha ucciso 4 persone gambizzandone una, ed è in vacanza in Brasile da ormai otto anni: Cesare Battisti; abbiamo due fucilieri della Marina da tre anni in India in attesa di un processo; abbiamo un ex calciatore che deve fior fior di quattrini al nostro fisco, Maradona, e ci sfotte pure (ho sintetizzato tutti i casi qui). E adesso l’ultima presa in giro: cinquecento tifosi (chiamiamoli così) del Feyenoord giovedì scorso hanno messo a soqquadro il centro storico di Roma, agendo indisturbati senza presenza alcuna delle forze dell’ordine, davanti agli occhi atterriti di residenti, commercianti e turisti. Alcuni di loro, sei individuati, hanno pure danneggiato l’opera del Bernini, la Barcaccia, una fontana realizzata nel 1629. Loro che a Rotterdam non hanno nulla (a parte solo il traffico commerciale portuale e un avveniristico ponte), non sapevano cosa stessero combinando, mischiando ignoranza culturale a scarsa lucidità per abuso di alcol. Ma ieri, dopo appena tre notti passate in carcere, sono stati pure rilasciati. Non proprio come è accaduto ai tifosi della Lazio, arrestati a Varsavia in 149 a fine 2013, per poi essere gradualmente rilasciati nel giro di due mesi. Ben due mesi per presunti scontri con la polizia mai realmente confermati da immagini e video.

giovedì 22 gennaio 2015

IL PRINCIPE DI CEPPALONI ANCORA IN CAMPO: MASTELLA SI PRESENTA ALLE REGIONALI CON QUINTO PARTITO IN VENT’ANNI

SABATO SCORSO PRESENTATO IL NUOVO SOGGETTO POLITICO POPOLARI PER IL SUD. SI ALLEERA’ COL CENTRODESTRA, SALVO ENNESIMI CAMBI DI COALIZIONE

Clemente Mastella, l’uomo per tutte le stagioni. Passano le Repubbliche, crollano i muri, cambiano i partiti, cadono i Governi, ma lui è sempre lì, pronto a inventarsene una nuova e scendere ancora in campo. La mancata rielezione al Parlamento europeo, il risvolto positivo (per lui) delle inchieste condotte da de Magistris e le imminenti elezioni regionali in Campania (il prossimo maggio), sono fattori troppo invitanti per non riprovarci con un nuovo soggetto politico. Il quinto in vent’anni. Sabato scorso a ripresentato il suo nuovo partito: Popolari per il sud. Che molti danno come nuovo, ma che lui già presentò nel luglio 2010. Nonostante la sua manciata di voti, presi soprattutto a Benevento e provincia (lui è originario di Ceppaloni), dove è molto attiva anche la moglie Sandra Lonardo, ha segnato molte stagioni della Seconda Repubblica italiana, risultando decisivo per la formazione o la caduta dei governi.

martedì 20 gennaio 2015

RIFORMA DELLA CUSTODIA CAUTELARE: CARCERE PER I LADRI DI POLLI, NON PER I COLLETTI BIANCHI

il Senato si prepara ad approvare una riforma sulla misure cautelari personali che limita drasticamente il carcere per chi è in attesa di giudizio. SERVE SOPRATTUTTO PER MITIGARE IL PROBLEMA DEL SOVRAFFOLLAMENTO

Chissà se anche l’imminente riforma della Giustizia fa parte del famigerato “Patto del Nazareno”. Dal testo che sta per essere licenziato dal Senato, pare proprio di sì. Sembra una di quelle riforme della Giustizia che tanto piacevano ai Governi Berlusconi, nelle quali, in nome dello sfollamento delle carceri, si buttavano dentro provvedimenti per tutelare maggiormente politici e colletti bianchi. La riforma riguarda soprattutto misure cautelari personali che limitano drasticamente il carcere per chi è in attesa di giudizio; in modo da evitare infornate di persone che attendono per anni le lungaggini dei processi. Le nuove disposizioni finiranno per rende più complesso il lavoro dei giudici e, peraltro, non risolve il problema del sovraffollamento carcerario. La nuova legge continuerà a mandare in galera ladruncoli e spacciatori e lascerà – ancora una volta – a piede libero i “colletti bianchi”. Il ddl, a firma della deputata Pd Donatella Ferranti, è arrivata oggi in commissione giustizia a Palazzo Madama, con relatore Nico D’Ascola dell’Ncd. E’ la quarta lettura del provvedimento, che quindi potrebbe essere approvato a breve. Ma le critiche autorevoli sono già diverse.