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sabato 31 gennaio 2015

MARCELLO NICCHI CAPO DEGLI ARBITRI, MA FU PENSIONATO PROPRIO PER I TROPPI ERRORI

ELETTO NEL 2009 PER POCHI VOTI, E’ SPESSO NELLA BUFERA PER I TROPPI ERRORI ARBITRALI CHE FUNESTANO OGNI GIORNATA DI CAMPIONATO. ESORDI’ COME ARBITRO NEL 1988

Calciopoli come Tangentopoli. Entrambi fenomeni negativi, legati a due sfere diverse della società: una sportiva l’altra politico-finanziaria, ma accomunati da uno stesso destino. Esistono ancora nonostante inchieste che dovevano buttarli giù. Se oggi, e più di prima, la corruzione continua a sporcare le istituzioni e la concorrenza tra le imprese, così nel mondo del calcio si verificano ancora errori arbitrali in favore di talune società, sospetti e scandali legati alle scommesse. Non passa giornata di Serie A che non sia funestata da un errore arbitrale grave, che alla distanza, sommato ad altri, alla fine del campionato finisce pure per pesare sui posizionamenti delle squadre. Attuale capo degli arbitri (la cui associazione è l’AIA, da non confondere con la marca che produce polli confezionati) è Marcello Nicchi, designato il 6 marzo 2009 con una manciata di voti di vantaggio, 163 a 155, contro Matteo Apricena. In realtà l’ex arbitro internazionale di Arezzo tentò la scalata già nel novembre 2006, proprio nel post Calciopoli, «spaventando» il poi eletto Cesare Gussoni, proprio colui che da designatore lo fece debuttare in A nel 1988. Ma Nicchi come arbitro non fu proprio infallibile. Di lui si ricordano eclatanti e pesanti errori.

domenica 29 dicembre 2013

BLATTER FA UNA COSA BUONA: INTRODUCE LO SPRAY DURANTE LE GARE

SPERIMENTATO DURANTE IL MONDIALE PER CLUB IN MAROCCO, SERVE PER SEGNARE DOVE DEVE POSIZIONARSI LA BARRIERA. SARA’ USATO NEL PROSSIMO MONDIALE IN BRASILE

Il controverso Presidente della Fifa Joseph Blatter, che ormai ha assunto le vesti di Papa dato che ricopre tale incarico dal 1998, ha annunciato l’utilizzo dello spray da parte degli arbitri nel prossimo Mondiale di calcio che si disputerà in Brasile. Uno strumento già adoperato in via sperimentale nel Mondiale per club disputatosi in Marocco. Serve per indicare dove deve posizionarsi la barriera senza così perdere tempo in troppe discussioni. In realtà da qualche anno già è in dotazione nel campionato brasiliano e argentino.