L'audizione del
garante dell'Autorità Anticorruzione, Cantone, e le osservazioni della Banca
d'Italia, hanno segnalato come alcuni aspetti del decreto Sblocca Italia possAno
rivelarsi strumenti per il riciclaggio di capitali sporchi e infiltrazioni
della criminalità. SENZA DIMENTICARE LA MINACCIA ALLA TUTELA AMBIENTALE
Altro che Turismo e le tante risorse naturali che abbiamo a
disposizione. Anche per il Governo Renzi – che si autoproclama come la novità
in rottura con la vecchia politica del passato – a salvarci possono essere il
Petrolio e il cemento. Quanto al primo, il Premier ha più volte ribadito la
necessità di incrementare le nostre capacità estrattive, non solo nella già
bistrattata Basilicata (pensata come fosse il Texas italiano), ma anche in
Sicilia, Abruzzo e ovunque possibile. Quanto al secondo, come già avvenuto con
i vari “Sviluppa Italia”, “Decreto Fare”, “Sblocca Italia”, torna il Totem
delle grandi infrastrutture, le quali fanno gli interessi soprattutto delle
aziende costruttrici ma poi si rivelano quasi sempre inutili. Mentre poco viene
fatto per le bretelle rimaste incompiute qua e là per il Paese o la messa in
sicurezza del territorio. Difatti, sono solo delle briciole le risorse
economiche stanziate per la messa in sicurezza del territorio dal rischio di
dissesto idrogeologico, a cui necessitano almeno 41 miliardi di euro; senza
considerare gli stanziamenti per la prevenzione degli eventi sismici. Con il
ritorno delle piogge autunnali, torneremo al solito problema di frane e
allagamenti. Stessa situazione e stessa stima economica, pari a 40 miliardi di
euro, per quanto riguarda la manutenzione e la messa in sicurezza delle strade.