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venerdì 3 ottobre 2014

DALL’AMBIENTE AL RICICLO DI DENARO SPORCO: LE TANTE OMBRE DEL DECRETO SBLOCCA ITALIA

L'audizione del garante dell'Autorità Anticorruzione, Cantone, e le osservazioni della Banca d'Italia, hanno segnalato come alcuni aspetti del decreto Sblocca Italia possAno rivelarsi strumenti per il riciclaggio di capitali sporchi e infiltrazioni della criminalità. SENZA DIMENTICARE LA MINACCIA ALLA TUTELA AMBIENTALE

Altro che Turismo e le tante risorse naturali che abbiamo a disposizione. Anche per il Governo Renzi – che si autoproclama come la novità in rottura con la vecchia politica del passato – a salvarci possono essere il Petrolio e il cemento. Quanto al primo, il Premier ha più volte ribadito la necessità di incrementare le nostre capacità estrattive, non solo nella già bistrattata Basilicata (pensata come fosse il Texas italiano), ma anche in Sicilia, Abruzzo e ovunque possibile. Quanto al secondo, come già avvenuto con i vari “Sviluppa Italia”, “Decreto Fare”, “Sblocca Italia”, torna il Totem delle grandi infrastrutture, le quali fanno gli interessi soprattutto delle aziende costruttrici ma poi si rivelano quasi sempre inutili. Mentre poco viene fatto per le bretelle rimaste incompiute qua e là per il Paese o la messa in sicurezza del territorio. Difatti, sono solo delle briciole le risorse economiche stanziate per la messa in sicurezza del territorio dal rischio di dissesto idrogeologico, a cui necessitano almeno 41 miliardi di euro; senza considerare gli stanziamenti per la prevenzione degli eventi sismici. Con il ritorno delle piogge autunnali, torneremo al solito problema di frane e allagamenti. Stessa situazione e stessa stima economica, pari a 40 miliardi di euro, per quanto riguarda la manutenzione e la messa in sicurezza delle strade.

venerdì 16 marzo 2012

PER GLI USA ANCHE IL VATICANO E’ UN PARADISO DEL RICICLAGGIO DI DENARO SPORCO


IL DIPARTIMENTO AMERICANO LO HA INCLUSO INSIEME A VARI PAESI, TRA CUI Albania, Malesia, Yemen E Vietnam

Chiesa romana nuovamente nel mirino. Questa volta però non si tratta di pedofilia, del rischio per la vita del Papa o dell’invito a pagare l’Imu; sebbene sempre di fisco si tratti. Il Dipartimento di Stato americano ha aggiunto per la prima volta il Vaticano a una lista di altri 67 Paesi potenzialmente suscettibili al riciclaggio del denaro. Nel rapporto annuale sulla strategia per il controllo del narcotraffico (International Narcotics Control Strategy), il governo Usa inserisce la Santa sede nella categoria dedicata ai Paesi con "giurisdizioni preoccupanti", insieme tra gli altri ad Albania, Repubblica Ceca, Egitto, Corea del Sud, Malaysia, Vietnam e Yemen.