COME NEI PAESI NORDAFRICANI, IN SPAGNA E IN AMERICA, ANCHE PER
IL NOSTRO E’ STATO UN ANNO CARATTERIZZATO DAI MOVIMENTI
Il 2011 è stato un anno all’insegna del ritorno dei popoli
in piazza; per abbattere anacronistiche dittature e per difendere o promuovere innati,
eppur negati, diritti civili, politici ed economici. Il tutto è partito dalla
travolgente Primavera
araba a cavallo tra il 2010 e il 2011, sconfinando poi in Spagna con gli
Indignados e in America con Occupy wall street. Poca fortuna ha avuto invece il
fermento del popolo
siriano, massacrato da ormai un anno ma con nessuna voglia di arrendersi.
Perfino il popolo russo si è indignato pochi giorni fa e ha avuto il coraggio
di opporsi al duopolio dal sapore comunista Putin-Medvedev.
Pure l’Italia non è stata da meno. Anche nel Belpaese il
popolo si è svegliato, è sceso in Piazza, si è indignato. Certo, le
manifestazioni sono state programmate, pacifiche, controllate, al punto da non
smuovere nulla a livello istituzionale (come sappiamo, ci hanno pensato le
Borse) come invece accaduto altrove. Ma almeno anche in Italia la combinazione
virtuale-reale, Facebook-Piazza, è stato un mix che ha smosso le coscienze,
risvegliato un tessuto sociale ormai dormiente da almeno trent’anni.
Vediamo di seguito le manifestazioni più significative,
raccolte da un’inchiesta de La
Repubblica.
LE DONNE INDIGNATE DAL MASCHILISMO
DI BERLUSCONI – Un Premier immischiato in una vita privata non proprio
decorosa, nonché la solita debolezza in materia di diritti civili ed economici,
hanno spinto le donne a scendere in Piazza, con il movimento Se non ora,
quando? Così incazzate e decise non le si vedeva dalla prima metà anni ’70. Il
movimento ha avuto due momenti: il 13 febbraio, quando oltre 500mila persone di
ogni età e appartenenza politica si sono radunate a Roma per portare al centro
del dibattito pubblico il ruolo e i diritti delle donne, e qualche giorno fa,
il 10 dicembre, per una sorta di sprono al neonato Governo tecnico di Mario
Monti.
In piazza sono scese anche molte vip, alcune delle quali con
la macchia indelebile di un trampolino
di lancio costituito proprio dal berlusconismo.
SENZA FUTURO, I PRECARI SI FANNO
SENTIRE - Privi di una rappresentanza politica e sindacale definita,
stagisti, co.co.pro, partite Iva e lavoratori 'atipici' di tutta Italia si sono
riuniti per la prima volta nelle piazze il 13 aprile per una grande
mobilitazione nazionale. Lo slogan parlava molto chiaro: "Il nostro tempo
è adesso. La vita non aspetta". Hanno anche un interessantissimo sito, con
tanto di dati sbattuti in faccia: http://ilnostrotempoeadesso.it/
IL MIRACOLO DEL QUORUM REFERENDARIO
- Partiti in sordina e snobbati inizialmente dai grandi partiti, i quattro
referendum (acqua, nucleare, legittimo impedimento) sono stati al centro di una
grande campagna che ha finito per investire tutte le forze politiche. Una
mobilitazione conclusa con successo il 13 giugno, quando al termine delle
votazioni, il quorum si attesta attorno al 55%, oltre le aspettative degli
stessi promotori.
LA RACCOLTA FIRME CONTRO IL
PORCELLUM - Nata su iniziativa di Antonio Di Pietro e di una minoranza
del Partito democratico guidata da Arturo Parisi, la raccolta di adesioni per il referendum di modifica dell'attuale
legge elettorale, iniziata in sordina ad agosto, ha raccolto nel corso delle
settimane un numero sempre più vasto di adesioni e alla chiusura della campagna
il risultato è stato oltre le attese.
GLI INDIGNATI E GLI INFILTRATI
- Attivissimi in rete e ben radicati su tutto il territorio, contestano la classe
politica attuale e le maggiori istituzioni finanziarie pubbliche e private,
giudicate le vere responsabili della crisi in atto. Nati sulla spinta del
movimento spagnolo, si sono dati appuntamento a Roma il 15 ottobre. Una
manifestazione egemonizzata però dagli scontri scoppiati in Piazza San Giovanni
tra le forze di polizie e le frange più dure e violente, con i media che hanno
dato evidenza più agli scontri che alle ragioni della protesta.
GLI STUDENTI CONTRO I TAGLI DEL
GOVERNO - Frequentano scuole superiori e università, ma hanno in comune
lo stesso "bersaglio": l'ex ministro dell'istruzione Mariastella
Gelmini. Il 7 ottobre gli studenti sono tornati in piazza per la prima
mobilitazione autunnale del mondo della scuola in difesa dell'istruzione pubblica,
pesantemente colpita dai tagli del governo.
NO TAV, UN ANNO DI SCONTRI
PERMANENTI - Un anno di presidi, occupazioni e manifestazioni per
fermare i cantieri dell'alta velocità in Val di Susa. Sotto stretta attenzione
del ministero degli Interni per il rischio di infliltrazioni di gruppi
violenti, a giugno il movimento è stato protagonista di una giornata di scontri
con le forze dell'ordine. Ma sono state molte, da gennaio, le manifestazioni
pacifiche. La Tav, comunque, si farà.
A queste più evidenti manifestazioni, vanno aggiunte quelle
organizzate dai lavoratori di enti, aziende, cooperative, associazioni, ecc.
Secondo le previsioni, anche le più ottimiste, l’anno che
verrà non sarà certo più facile di quello che ci stiamo lasciando alle spalle. Già
durissimo. E allora auguriamoci di avere la stessa voglia e capacità di
indignarci e manifestare, se non anche più forte e dura. Perché se siamo
ridotti così è anche perché una parte del popolo italiano ha passato troppo
tempo davanti alla Tv, credendo a chi, solo a parole, gli ha fatto toccare il
cielo con un dito. Ma nei fatti, ha finito per indirizzarlo all’Inferno.
Beh, vista così si può dire che, se da una parte la politica si è dimostrata totalmente incapace di svolgere il proprio lavoro, dall'altra la società civile si è dimostrata attenta, non più intenzionata a lasciare deleghe in bianco (come spesso è stato).
RispondiEliminaAll'inefficenza delal politica, la società ha risposto con la partecipazione.
Questo, secondo me, è il dato importante.
Un caro saluto e tanti auguri di buona anno.....
Chissà se è davvero un "nuovo inizio"...perché viviamo tempi veloci, e spesso questi "movimenti" finiscono nel nulla.
RispondiEliminaMa non disperiamo, forse davvero i tempi stanno cambiando.
2012 sorrisi
C.