giovedì 11 giugno 2015

Quando l'ISIS sono gli enti locali: ecco dove un Comune italiano ha autorizzato la realizzazione di un parcheggio

SPESSO LE AMMINISTRAZIONI LOCALI AGISCONO PROPRIO COME L'ORGANIZZAZIONE ISLAMISTA, CHE DISTRUGGE MONUMENTI IN IRAQ E SIRIA

Noi italiani siamo capaci di indignarci, giustamente, di fronte alle scene che vedono gli islamisti dell'ISIS distruggere monumenti e reperti archeologici millenari in quel di Iraq e Siria. Anche se ci sono sospetti che in più occasioni si tratti di falsi (riproduzioni in gesso) e che quelli originali siano venduti al mercato nero. Ma tant'è, il danno è paritetico. Eppure, dovremmo indignarci ugualmente quando le risorse culturali sono distrutte dal nostro Stato stesso, attraverso opere edilizie discutibili o vergognosa incuria. Ci da' un nuovo esempio del primo caso il Comune di Torino, che ha dato l'autorizzazione a costruire un parcheggio sotterraneo nei pressi della Cittadella, nota a tutti gli studenti italiani per l'episodio eroico di Pietro Micca (si fece saltare in aria che le truppe francesi penetrassero nella Cittadella passando per i sotterranei). A sottolineare la gravità dell'opera è l'associazione Gioventura Piemonteisa.

PERCHE' L'OPERA VA FERMATA - «I reperti rinvenuti sono di un’importanza capitale e siamo davanti all’occasione unica di recuperare, studiare ed aprire alla visita centinaia di metri di passaggi sotterranei della Cittadella di Torino perfettamente conservati. Sarebbero recuperabili 21 chilometri di gallerie! Un tesoro di storia, identità e archeologia».
«Ottanta metri della Galleria Magistrale che conduceva al Pastiss sono stati irrimediabilmente distrutti. La galleria era stata ritrovata in uno stato di conservazione perfetto, con tanto di scritte del Settecento. Portata allo scoperto dopo tre secoli, a contatto con l’ambiente esterno si è in parte sbriciolata da sola dopo poche ore, fra la costernazione degli archeologi del Museo Pietro Micca, i quali hanno soltanto avuto il tempo di recuperare parte delle scritte e di salvare almeno i mattoni. L’ultima vittima della ruspa è in queste ore la mezzaluna Des Invalides, che viene sbriciolata poco a poco. Intanto la terra continua a restituire reperti cospicui, testimoni addormentati della nostra storia. Uno scandalo che sta assumendo proporzioni sempre maggiori e che sta suscitando l’indignazione di migliaia di persone in Piemonte e all’estero».


(Fonte: Contropiano

1 commento:

  1. Crocco Carmine11 giugno 2015 22:58

    Certo che questi archeologi torinesi hanno la vita difficile! Speriamo che vada meglio a quelli della nostra Campania, intenti a riportare alla luce i "fusti" di cui sono piene le cronache di questi giorni.

    I "fusti" di atleti?

    No, i fusti di veleni, magari trasferiti dal Nord al Sud.

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