martedì 15 settembre 2015

Genitori chiedono tema del figlio morto, Burocrazia lo impedisce: dove è accaduto

Per Giorgio Negri e Orietta Landi, coniugi 58enni, è il ricordo prezioso del figlio Enrico, morto a soli 22 anni il sette maggio dell’anno scorso

La Burocrazia, si sa, non guarda in faccia a nessuno. Carte bollate, timbri, permessi e contropermessi, che fanno trascorrere mesi se non anni. L'arrivo del digitale ha un pò mitigato il problema, ma di casi assurdi se ne sentono ancora, eccome. E così si nega anche a dei genitori cinquantottenni di avere dalla scuola la copia del tema (quindi nemmeno l'originale) del proprio figlio morto a soli 22 anni. Scritto nel 2010 in occasione della Maturità. «Il migliore della scuola, tanto che Enrico ci aveva detto che era stato segnalato dagli stessi insegnanti» asseriscono. Un foglio di carta che per loro significa tanto, ma che gli viene negato.

IL CASO - Per l’amministrazione scolastica è un documento ufficiale, destinato a ingiallire dentro a un pacco «sigillato con spago e ceralacca come succedeva nell’Ottocento» e conservato negli archivi del liceo classico Jacopo Stellini di Udine. Per Giorgio Negri e Orietta Landi, coniugi 58enni di Basiliano, piccolo comune alle porte del capoluogo, è il ricordo prezioso del figlio Enrico.
Ai coniugi Negri sarebbe bastato averne una copia e invece si sono scontrati con «una burocrazia che ha cestinato con arrogante indifferenza il nostro dolore», come hanno scritto in una lettera pubblicata da Il Giornale . «Non ci hanno nemmeno degnato di una riposta. E non è che abbiamo chiesto una volta sola, ci siamo rivolti su su fino al presidente del Consiglio Matteo Renzi - spiega adesso Orietta -. Abbiamo iniziato con una richiesta scritta in segreteria. Niente. Allora abbiamo mandato una mail al dirigente scolastico, Giuseppe Santoro, che non è lo stesso di quando mio figlio frequentava il liceo. Di nuovo niente». Orietta e Giorgio non si sono rassegnati. «Abbiamo telefonato all’allora vicepreside, che era il professore di Religione di nostro figlio: ci ha consigliato di scrivere al preside. Lo abbiamo rifatto. Ci sarebbe bastato che dicesse: non ve lo posso dare. Ma niente. Allora abbiamo contattato l’assessore provinciale alla scuola, che è stato gentilissimo». Ma di nuovo l’indicazione è stata di rivolgersi al preside. «Abbiamo mandato una raccomandata con ricevuta di ritorno: inutile. A quel punto abbiamo scritto prima al ministro dell’Istruzione e poi a Renzi. Nessuno ci ha contattato neppure dai loro uffici».
Il preside del liceo Stellini, invece, è convinto di aver risposto e si appella ai codici: «È il silenzio-rigetto: da norma di legge se dopo 30 giorni non c’è accoglimento dell’istanza, questa si ritiene rifiutata - assicura -. Non l’ho accettata in base alla legge 241 sull’accesso agli atti amministrativi: posso rompere i sigilli e aprire gli atti, alla presenza di due testimoni, solo se è necessario per la “ tutela di situazioni giuridicamente rilevanti”. Capisco il dolore e lo strazio dei genitori, ma le motivazioni affettive non sono giuridicamente rilevanti».

I CONIUGI NEGRI SI ARRENDONO - Al padre e alla madre di Enrico però tutto questo il dirigente Santoro non lo ha mai spiegato: «E che ne so io perché non ci siamo mai parlati di persona! - sbotta -. Mi ha chiamato solo l’assessore provinciale, prima dell’estate, e gli ho spiegato come stavano le cose. Se i genitori ritengono che la mia valutazione sia sbagliata possono rivolgersi alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio o al Tar. Basta una domanda in carta semplice, non costa niente». Burocrazia, quindi.
«Ho studiato legge, lo so anch’io che non ho alcun “interesse legittimo”per rivolgermi alla commissione d’accesso, ma voglio solo un ricordo di mio figlio che è morto», ribatte esasperata Orietta Landi. Anche suo marito non ce la fa più: «Mi dichiaro sconfitto. La sconfitta è il blasone delle animi nobili, che loro si godano il guscio vuoto della loro vittoria burocratica - dice amaro Giorgio Negri -. Con i 50 centesimi che costa la carta semplice accenderò una candela sulla tomba di mio figlio».


4 commenti:

  1. paese di merda

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    1. cosa aspettiamo a votare contro questo sistema ingessato nonché parecchio corrotto? da TROPPI ANNI conniventi o rassegnati

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  2. Luca Scialò: ma non odiavi appassionatamente Renzi e le riforme del suo Governo?!

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