Visualizzazione post con etichetta Aylan Kurdi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Aylan Kurdi. Mostra tutti i post

lunedì 14 dicembre 2015

Altro che Merkel, il Time doveva scegliere Aylan come personaggio dell'anno: sono oltre 700 i bambini morti in mare

Il riconoscimento e' andato alla cancelliera tedesca per "la sua leadership nell'aver promosso e mantenuto un'Europa aperta e senza confini di fronte alla crisi economica e a quella dei profughi"

Anche quest'anno il Time ha scelto 'il personaggio dell'anno'. Per il 2015 la rivista ha scelto la cancelliera tedesca Angela Merkel, con questo epitaffio: "Angela Merkel, cancelliera di un mondo libero". Questa la motivazione: per "la sua leadership nell'aver promosso e mantenuto un'Europa aperta e senza confini di fronte alla crisi economica e a quella dei profughi".
Il califfo Abu Bakr Al-Baghdadi, leader dell'Isis, è al secondo posto. Al terzo invece Donald Trump, finito nella bufera in questi giorni per le sue esternazioni shock sui musulmani.

venerdì 4 settembre 2015

Chi era Aylan, bimbo siriano la cui morte è l'emblema di un Mondo senza futuro

AVEVA 3 ANNI ED E' STATO RITROVATO SULLA SPIAGGIA DI BODRUM. RIENTRAVA TRA I 12 SIRIANI MORTI NEL TENTATIVO DISPERATO DI RAGGIUNGERE LA GRECIA

Doveva servire una foto drammatica per convincere il Mondo dell'immane tragedia che si sta consumando nel Medio Oriente. Fino a poco fa un problema che doveva sbrigare l'Italia, avente l'unica colpa di trovarsi a pochi chilometri dalle coste della Libia. Poi però, gli immigrati che hanno bussato alle porte della Francia provenienti da Ventimiglia, i tanti profughi costipati in Turchia, quelli che hanno invaso l'isola turistica di Kos e gli immigrati che hanno occupato la stazione di Budapest, hanno reso 'il problema' di respiro europeo. Ma a scuotere ulteriormente le coscienze ci ha pensato la foto di un corpicino esanime disteso su una riva, di un bambino di soli tre anni: Aylan Kurdi. Bimbo siriano morto assieme ad altri undici connazionali su un totale di trentaquattro siriani disperati, i quali dalla città turca di Badrum cercavano di raggiungere l'isola greca di Kos. Sperando in un futuro migliore. La loro Kobane, regione settentrionale siriana ai confini con la Turchia, è in guerra da oltre quattro anni, con il dittatore Assad che bombarda la popolazione nel tentativo di sedare l'opposizione. Ma i curdi devono vedersela anche con l'avanzata dell'ISIS. Ed ecco che la foto ha fatto il giro delle tv, ma anche dei social. Costringendo anche i più pigri e refrattari all'informazione, a guardare ed indignarsi. Spingendone, almeno due su dieci, a capire di più su quanto sta accadendo.

Vale la pena raccontare la storia di quel bimbo morto. Emblema di un Mondo che, nel 2015, ancora prevede profughi e gente costretta a lasciare le proprie terre. Per fame, disastri ambientali o guerre. Un Mondo che fa morire i bambini in quel modo, è un Mondo senza futuro.