E’ IL NUOVO PRESIDENTE DELLA FIGC, BATTENDO DEMETRIO ALBERTINI CON IL 63% DEI VOTI. DURANTE GLI ANNI ’90 HA INCASSATO QUATTRO CONDANNE, PIU’ UNA PRECEDENTE NEL 1970. MA LO HANNO VOTATO QUASI TUTTI I CLUB DI SERIE A
L’elezione di Carlo Tavecchio a Presidente della FIGC mi ricorda un po’ la conferma di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica. Settori diversi, ma stessa andazzo, con i poteri forti e l’establishment che scelgono la conservazione e la propria auto-difesa, contro i tentativi del nuovo di scardinarli. Certo, la minore età non è sinonimo di cambiamento reale e innovazione; e Demetrio Albertini poteva finire per essere il Renzi del calcio italiano. Ma analizzando il pedigree di Tavecchio, si scopre che di vecchio non si sono solo l’età e il cognome. Lui incarna proprio alla perfezione come vanno le cose in Italia: ex esponente della Dc fin dagli anni ’70, con ben cinque condanne sulle spalle. Ma lo hanno votato 16 squadre su 20 di Serie A.