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mercoledì 9 marzo 2016

Morto Gino Corioni: da Baggio a Guardiola insegnò che anche le piccole possono sognare

RILEVO' LE RONDINELLE NEL 1992 E VI PORTO' MOLTI CAMPIONi

Dopo una battaglia lunga dieci anni, Gino Corioni si è spento nella notte di martedì all'età di 78 anni. Dopo aver portato l’Ospitaletto fra i professionisti, nel 1985 passò col Bologna per trapiantarne gli elementi migliori. Con gli emiliani conquistò la serie A e una qualificazione in coppa Uefa. Lajos Detari fu il suo “colpo” internazionale del periodo in rossoblù. Ma fu solo un antipasto di quanto fece poi a Brescia, che rilevò nel 1992.

mercoledì 24 febbraio 2016

I tifosi romanisti stanno con Totti: non a caso in un secolo hanno vinto solo 2 scudetti

NELLA DIATRIBA TRA IL PUPONE E SPALLETTI, I TIFOSI GIALLOROSSI SI SONO SCHIERATI COL LORO CAPITANO. MA I RISULTATI DICONO ALTRO

Nella diatriba in corso tra Francesco Totti e Luciano Spalletti, i tifosi della Roma stanno quasi tutti con il loro capitano. Il quale si allena ancora con umiltà e serietà, ma ormai sul campo, alla veneranda età di 39 anni, non offre certo più quelle prestazioni fornite fino a qualche anno fa. Eppure, vuole essere trattato diversamente dagli altri, al punto da non voler entrare nella gara d'andata di Champions league contro il Real Madrid. Motivo: i giallorossi perdevano 0 a 2 e mancavano cinque minuti più recupero. Chissà, più che umiliarlo, il tecnico toscano voleva semplicemente fargli mettere minuti nelle gambe dopo l'ennesimo stop per infortunio. O tentare qualche colpo ancora in canna del Pupone. Poi quelle dichiarazioni lasciate dal capitano giallorosso al Tg1 hanno fatto il resto, con Spalletti che domenica mattina lo ha rimandato a casa, sentitosi mancare di rispetto.

sabato 28 novembre 2015

Flessibilità: la parola chiave dell'Inter di Mancini

IL TECNICO INTERISTA HA DIMOSTRATO DI SAPER CAMBIARE SEMPRE MODULO E UOMINI E DI SAPERSI ADATTARE ALL'AVVERSARIO CHE HA DI FRONTE

Probabilmente neanche lo stesso Roberto Mancini si era sognato un ritorno così dopo i fasti del dopo-Calciopoli, preludio al Triplete vissuto con Mourinho. E invece la sua Inter è prima, e pure da sol,a in virtù del mezzo passo falso della Fiorentina contro l'Empoli. Trenta punti in classifica e un ruolino di marcia impressionante. Avente come unica macchia quel 4 a 0 subito proprio contro i viola, influenzato però soprattutto da due papere di Handanovic. Irriconoscibile in quella serata storta.

venerdì 27 novembre 2015

Gianni De Biasi, da mediocre in Patria a Re d'Albania

L'ALLENATORE TREVIGIANO E' STATO PIU' VOLTE ESONERATO, DIVENTANDO PERO' UN IDOLO COME CT DELLA NAZIONALE ALBANESE

Gianni De Biasi. Chi?! In Italia tanti risponderebbero così sentendo pronunciare il suo nome. Ma in Albania no, lo riconoscerebbero subito, dipingendolo come un eroe. Sportivo, certo, ma forse non solo. D'altronde, il paese delle aquile vive anni difficili da un po’ – sebbene sia in netta ripresa da alcuni anni - e nel calcio può trovare un suo riscatto. Proprio quello che gli ha offerto l'allenatore trevigiano (nato a Sarmede, provincia di Treviso).

sabato 21 novembre 2015

Maurizio Sarri, la rivincita del 'provinciale' che viene da Bagnoli

DOPO UNA LUNGA GAVETTA E' GIUNTO A NAPOLI, NON SENZA QUALCHE SCETTICISMO

Quando il Napoli lo ha ingaggiato mi sono chiesto: riuscirà a ripetere in una grande piazza quanto fatto a Empoli? Dove ha giocato il miglior calcio insieme alla Fiorentina di Vincenzo Montella? Insomma, un lecito dubbio da parte di chi, pur essendo napoletano tifa Inter, e guarda pertanto il Napoli con obiettività.
In tanti in città lo hanno invece subito bocciato, guardato con sospetto, perfino ilarità. Lo stesso Maradona, qui considerato un Dio, ha ritenuto che fosse inadeguato per il club azzurro. Ma a Maradona si sa, il cervello spesso e volentieri non funziona come faceva il suo piede sinistro in campo.

sabato 12 settembre 2015

Napoli dopo Maradona poteva sognare ancora: quel rifiuto che cambiò la sua storia

La squadra partenopea non è più riuscita a raggiungere quei successi ottenuti con l'argentino

Per i tifosi del Napoli l'affetto per Diego Armando Maradona è rimasto invariato, indelebile. E viceversa. I primi gli hanno dedicato murales, libri, film, perfino una cappella a Spaccanapoli. Il secondo continua a lanciare messaggi d'amore per la città che lo ha amato tanto, e, di recente, anche di odio nei confronti della Juventus. Rivale di sempre. Del resto, come potrebbe essere altrimenti. Con Maradona il Napoli ha vinto quasi tutto. Il primo scudetto soprattutto, atteso da sempre, che rievocò anche il film di un altro grande di Napoli, Massimo Troisi: Scusate il ritardo. Poi però le strade si divisero, bruscamente. L'incompatibilità tra Diego e Ferlaino divenne insostenibile. Il vizio della droga del primo fece terminare in malo modo la sua carriera. Sebbene regalò negli anni successivi ancora qualche perla (si pensi al gol con la sua Argentina ai mondiali Usa '94, prima della squalifica). Gli anni post-Maradona sono stati difficili per il club partenopeo, tra retrocessioni, fallimenti, recenti illusioni. Di altri numeri dieci ne sono arrivati, ma nessuno è riuscito almeno un minimo a far dimenticare El Pibe de Oro: Zola, Di Canio, Benito Carbone. Eppure un fuoriclasse poteva arrivare e regalare altre emozioni ai napoletani. Ma le cose andarono diversamente. Scopriamo chi è e cosa andò storto.

giovedì 30 aprile 2015

Dalla Serie D alla Serie A in sei anni: la favola del Carpi in un calcio malato

Nessuno nella storia del calcio italiano c’era mai riuscito. Un record nel record, quello del Carpi che, nella sfida casalinga col Bari, ha festeggiato la sua prima storica promozione in massima serie

In un calcio italiano malato da tempo, dove prevale soprattutto il 'mai più' ad ogni tragedia o bruttura che si consuma, c'è ancora spazio per le favole e i miracoli. Come quello del Carpi, che nel giro di sei stagioni è passato dalla Serie D alla Serie A. Nessuno nella storia del calcio italiano c’era mai riuscito. Un record nel record quello della squadra emiliana che, nella sfida casalinga col Bari, ha festeggiato pure con largo anticipo (quattro giornate) la sua prima storica promozione in massima serie.

domenica 12 aprile 2015

Come sarà la nuova maglia della Juventus per la prossima stagione 2015-2016

I BIANCONERI SCELGONO LA TRADIZIONE, MA PASSANO DALLA NIKE ALL’ADIDAS

La stagione è ancora in corso e lei sogna il Triplete, proprio come l’impresa compiuta dall’odiata Inter nella stagione 200-2010. Intanto però sul web sta già circolando quella che sarà la maglia ufficiale della prossima stagione. Parliamo della Juventus, che ha cambiato anche lo sponsor tecnico, passato dalla Nike all’Adidas. Il contratto avrà durata di sei anni, dunque fino al 2021, per una cifra pari a 140 milioni di euro complessivi. Vediamo allora come sarà.

lunedì 30 marzo 2015

Fantacalcio: i giocatori da schierare nelle ultime 10 giornate di campionato

Anche questo Fantacampionato sta però volgendo al termine. Mancano infatti solo dieci partite. Già, sembra ieri che avete e abbiamo fatto l'asta. E allora, chi schierare per non steccare la volata finale? Per recuperare posizioni in classifica o conservare la propria acquisita col sudore? 
In soccorso ci viene proprio il quotidiano più utilizzato per il gioco: La Gazzetta dello sport. Ecco i quindici giocatori consigliati.

sabato 28 marzo 2015

Handanovic sempre più lontano dall'Inter: vicinissimo a una big italiana

Samir Handanovic, in scadenza di contratto nel 2016. Tra lui e il club milanese passato in mani indonesiane, c'è una distanza economica relativa al rinnovo del contratto. Lui chiede un rinnovo che arrivi a tre milioni di euro, che l'Inter non è disposta a dargli. Attualmente guadagna 2,2 milioni di euro. 
Morale della favola: il portiere rischia di partire a parametro zero da poco più di un anno o immediatamente a fine stagione per guadagnarci qualcosa. E a quanto pare in pole position c'è proprio una big italiana.

mercoledì 11 marzo 2015

Da Anderson a Klose: tutti i colpi che Igli Tare ha portato alla Lazio

A chi vanno i meriti del terzo posto della Lazio? Di una società che circa 10 anni fa rischiava il fallimento dopo lo scandalo Cragnotti? Al vituperato Lotito certo, che ha avuto l'intuito di affiancarsi un sorprendente dirigente, arrivato in punta di piedi e con tanto scetticismo. Parliamo di Igli Tare, ex attaccante albanese, che non si distingueva certo per tecnica e numero di reti segnate, ma era comunque molto funzionale alla squadra. Ritiratosi nel 2008, il Presidente laziale lo volle come direttore sportivo. 
La Repubblica fa un elenco dei suoi meriti.

lunedì 9 marzo 2015

Mauro Icardi fa preoccupare i tifosi dopo gara contro il Napoli

L'Inter è riuscita a trovare un insperato pareggio al San Paolo contro il Napoli, grazie a un rigore di Mauro Icardi negli ultimi minuti prima del recupero. Insperato perché per 70 minuti hanno dominato gli azzurri (anche se si dovrebbe dire i jeansati, per la maglia che stanno usando in casa). La gara è finita 2 a 2, con i partenopei che hanno sprecato l'ennesima occasione di recuperare punti contro la Roma, che ha floppato ancora una volta, in casa del Chievo Verona.

Ma tornando a Mauro Icardi, se è vero che ha regalato un pari, è anche vero che a fine gara con le sue dichiarazioni ha lasciato presagire di starsi allontanando sempre più dai nerazzurri.
Ecco cosa ha detto:

sabato 7 marzo 2015

Mercato di gennaio, tempo di bilanci: quali sono stati gli affari e i flop

La sessione di calciomercato di gennaio, come del resto quella principale estiva, non regala ormai da qualche anno più "bombe" (come direbbe il compianto simpaticissimo Maurizio Mosca). In Italia ormai arrivano giocatori al tramonto o al massimo talenti ma con la formula del prestito. Anche se poi qualcuno resterà. Anzi, abbiamo visto pure partire qualche pezzo pregiato, come Cuadrado, mentre attivissima è stata l'Inter per realizzare la svolta con Roberto Mancini. Comunque, qualche affare c'è stato, eccome. Ma anche qualche flop.

Vediamoli di seguito.
http://it.blastingnews.com/calcio/2015/03/mercato-di-gennaio-da-salah-a-destro-ecco-i-top-e-i-flop-00296217.html

sabato 31 gennaio 2015

MARCELLO NICCHI CAPO DEGLI ARBITRI, MA FU PENSIONATO PROPRIO PER I TROPPI ERRORI

ELETTO NEL 2009 PER POCHI VOTI, E’ SPESSO NELLA BUFERA PER I TROPPI ERRORI ARBITRALI CHE FUNESTANO OGNI GIORNATA DI CAMPIONATO. ESORDI’ COME ARBITRO NEL 1988

Calciopoli come Tangentopoli. Entrambi fenomeni negativi, legati a due sfere diverse della società: una sportiva l’altra politico-finanziaria, ma accomunati da uno stesso destino. Esistono ancora nonostante inchieste che dovevano buttarli giù. Se oggi, e più di prima, la corruzione continua a sporcare le istituzioni e la concorrenza tra le imprese, così nel mondo del calcio si verificano ancora errori arbitrali in favore di talune società, sospetti e scandali legati alle scommesse. Non passa giornata di Serie A che non sia funestata da un errore arbitrale grave, che alla distanza, sommato ad altri, alla fine del campionato finisce pure per pesare sui posizionamenti delle squadre. Attuale capo degli arbitri (la cui associazione è l’AIA, da non confondere con la marca che produce polli confezionati) è Marcello Nicchi, designato il 6 marzo 2009 con una manciata di voti di vantaggio, 163 a 155, contro Matteo Apricena. In realtà l’ex arbitro internazionale di Arezzo tentò la scalata già nel novembre 2006, proprio nel post Calciopoli, «spaventando» il poi eletto Cesare Gussoni, proprio colui che da designatore lo fece debuttare in A nel 1988. Ma Nicchi come arbitro non fu proprio infallibile. Di lui si ricordano eclatanti e pesanti errori.

sabato 6 settembre 2014

DA TORRES A SAVIOLA, IL CAMPIONATO ITALIANO E’ DIVENTATO IL CIMITERO DEGLI ELEFANTI PER EX CAMPIONI

SONO TANTI I BIG CHE HANNO SCELTO IL NOSTRO CAMPIONATO AVENDO VARCATO I 30 ANNI

Che belli i tempi di quando nel nostro campionato arrivavano i migliori calciatori del Mondo. E lo facevano pure nel periodo migliore della carriera. Oggi invece ci arrivano al tramonto, reduci da pesanti infortuni o campionati deludenti. L’ultimo mercato ha particolarmente evidenziato questo andazzo, proprio tra le big. Soprattutto il Milan.

sabato 30 agosto 2014

RIPARTE LA SERIE A: ROMA FAVORITA, JUVENTUS E NAPOLI CON MENO CERTEZZE, FIORENTINA E INTER POSSIBILI SORPRESE

STASERA IL CAMPIONATO ITALIANO RICOMINCIA CON 2 ANTICIPI. PER IL RESTO, MILAN PIU’ INDIETRO, GRANDE EQUILIBRIO DA META’ CLASSIFICA IN GIU’

E così, neanche il tempo di commentare il campionato appena conclusosi e il Mondiale disputatosi in Brasile, ecco che inizia nuovamente la Serie A, campionato 2014-2015. Il mercato estivo è stato ancora una volta magro, con le big che non hanno effettuato colpi clamorosi e anzi, hanno dovuto pensare soprattutto a difendersi dall’attacco di quelle internazionali pronte a scippargli qualche pezzo pregiato. Come è successo alla Roma con Benatia passato al Bayern Monaco, mentre la Juve e la Fiorentina stanno cercando di trattenere fino alla fine rispettivamente Vidal e Cuadrado. Il mercato chiuderà lunedì e dunque tutto può succedere. Vediamo di seguito una carrellata delle squadre della massima serie.

lunedì 18 agosto 2014

CARLO TAVECCHIO E LE CINQUE CONDANNE DI CUI POCHI PARLANO, ALTRO CHE ETA’ E RAZZISMO

E’ IL NUOVO PRESIDENTE DELLA FIGC, BATTENDO DEMETRIO ALBERTINI CON IL 63% DEI VOTI. DURANTE GLI ANNI ’90 HA INCASSATO QUATTRO CONDANNE, PIU’ UNA PRECEDENTE NEL 1970. MA LO HANNO VOTATO QUASI TUTTI I CLUB DI SERIE A

L’elezione di Carlo Tavecchio a Presidente della FIGC mi ricorda un po’ la conferma di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica. Settori diversi, ma stessa andazzo, con i poteri forti e l’establishment che scelgono la conservazione e la propria auto-difesa, contro i tentativi del nuovo di scardinarli. Certo, la minore età non è sinonimo di cambiamento reale e innovazione; e Demetrio Albertini poteva finire per essere il Renzi del calcio italiano. Ma analizzando il pedigree di Tavecchio, si scopre che di vecchio non si sono solo l’età e il cognome. Lui incarna proprio alla perfezione come vanno le cose in Italia: ex esponente della Dc fin dagli anni ’70, con ben cinque condanne sulle spalle. Ma lo hanno votato 16 squadre su 20 di Serie A.

sabato 31 maggio 2014

IL NAPOLI POTREBBE PERDERE HIGUAIN E CALLEJON: LE GRANDI CHE LI CERCANO

L’OTTIMA STAGIONE DI ENTRAMBI LI HA POSTI SOTTO I RIFLETTORI DI DIVERSE BIG EUROPEE

Finito il campionato e dunque il calcio giocato, i riflettori dei media si spostano verso il calciomercato. Il quale però, per quanto riguarda le squadre italiane, si mostra abbastanza magro e scarno, complice la situazione finanziaria dissestata (o comunque forzatamente assennata) di quasi tutti i club di Serie A. Per quanto riguarda il Napoli, che presenta un’ottima situazione di bilancio, gli occhi per il mercato in entrata sono soprattutto puntati su Mascherano, pallino di Rafa Benitez già ai tempi dell’Inter. Ma a preoccupare è pure quello in uscita, con alcuni “gioiellini” attenzionati dalle big europee.

domenica 18 maggio 2014

INTER, LA NUOVA PRIMA MAGLIA PER LA PROSSIMA STAGIONE 2014 2015

IN RETE E’ TRAPELATA UNA BOZZA, SARA’ MOLTO DIVERSA DALLA TRADIZIONALE

L'anno prossimo "la vedo nera", potrebbero dire i tifosi dell'Inter. Non riferendosi però a come andrà la stagione della propria Beneamata, bensì alla prima maglia ufficiale che indosseranno i propri campioni. Già, perché a darcene un'idea è il sito Footy Healines, i cui curatori sono tra i pochi fortunati ad aver visto la nuova maglia e si sono affrettati a ideare una bozza che si avvicinasse il più possibile all'originale.

sabato 10 maggio 2014

JAVIER ZANETTI SI RITIRA, UN FUTURO DA MANAGER O VICEPRESIDENTE NELL’INTER

41 ANNI IL PROSSIMO AGOSTO, IL CAPITANO NERAZZURRO HA BATTUTO DIVERSI RECORD. E PENSARE CHE ERA GIUNTO PER CASO

E così il momento del ritiro è giunto anche per Javier Zanetti, Capitano dell’Inter, soprannominato El tractor (il trattore) per la sua capacità instancabile di macinare metri sul campo. Dopo aver battuto diversi record di presenze e vinto tutto, per Zanetti si aprono le porte della società. Sta studiando infatti da Manager: un riconoscimento per quanto dato al club nerazzurro, ma anche una giusta collocazione per l’esperienza che si porta alle spalle. E pensare che all’Inter ci andò quasi per caso, nell’anonimato, per accompagnare l’attaccante connazionale Sebastián Rambert; il quale se ne andò dopo poco senza lasciare traccia, mentre lui è diventato un mito. Fu il primo acquisto di Massimo Moratti, che restò affascinato dalla sua tecnica e potenza fisica visionando una videocassetta. Ed è rimasto uno dei suoi acquisti più riusciti.