venerdì 28 febbraio 2014

ALTRO CHE AMERICANI, BIN LADEN UCCISO DA UNA MALATTIA

Secondo l’agenzia iraniana Tasnim, che cita una fonte dell’intelligence di Teheran, il leader di al Qaeda sarebbe morto per cause naturali e, in particolare, per insufficienza renale

La pur giovane storia americana non finisce mai di scatenare la fantasia degli amanti delle teorie complottiste. L’evento che probabilmente più di tutti ha innescato questo fenomeno è stato l’attentato alle Torri gemelle, sia per quanto concerne le cause, sia per le conseguenze. Su Bin Laden è stato detto tutto e il contrario di tutto, anche sulla sua presunta morte. Ad alimentare i sospetti è già stata la morte “a catena” di tutti quelli che parteciparono alla missione della sua cattura-omicidio.  Ma ora un nuovo sospetto giunge dall’Iran. Secondo l’agenzia Tasnim, che cita una fonte dell’intelligence di Teheran, il leader di al Qaeda sarebbe morto per cause naturali e, in particolare, per insufficienza renale. Trattandosi dell’Iran, notoriamente anti-americana, la notizia va presa con le molle. Ma le condizioni di salute dell’ex leader di Al Qaeda non fanno escludere a priori questa tesi.

LA MORTE - All’epoca “Obama dichiarò che la forze americane avevano fatto un grande lavoro – ha detto la fonte anonima, un dirigente dei servizi segreti iraniani – che era in realtà quello dell’intelligence Usa, che era riuscita a raggiungere il corpo già morto di bin Laden”. Descrivendo la versione ufficiale della vicenda come pura “propaganda” americana, la fonte ha aggiunto che “tutti i servizi di intelligence e anche gli stessi pachistani hanno riconosciuto che bin Laden è morto di insufficienza renale prima dell’operazione americana”.

PERCHE’ POTREBBE ESSERE VERO - Su un paio di cose non ci sono dubbi: bin Laden era malato da anni di reni, ancor da prima dell’11 Settembre 2001. Secondo quanto scrisse il quotidiano francese Le Figaro nel 2000, si era fatto portare una macchina per fare la dialisi nel suo palazzo di Kandahar e nel luglio 2001 le sue condizioni erano peggiorate al punto da richiedere un ricovero a Dubai (lì qualche suo ex amico americano lo avrebbe incontrato). Poi si parlò di un nuovo ricovero, proprio alla vigilia delle Torri gemelle. Costretto alla fuga, dopo l’inizio della guerra in Afghanistan, avrebbe avuto difficoltà a ricevere le cure e proprio per questo sarebbe morte. Nel 2002 il capo dell’antiterrorismo dell’Fbi, Dale Watson, disse questo: “Penso sia morto, anche se non ho le prove”. E lo stesso sospetto lo mosse, poco dopo, il presidente afgano Hamid Karzai. Ma nessuno ha mai avuto certezza sulla morte, considerato anche che i numerosi video e audiomessaggi non erano una prova (forse erano stati registrati prima e centellinati nel tempo).
Nessuno (tranne Obama, Hillary Clinton e i vertici militari) ha mai visto il corpo senza vita né le immagini del blitz. I dubbi sulla morte ci sono stati sin dall’inizio. Alimentati dal fatto che il corpo fu gettato in mare (si disse per non creare un luogo di pellegrinaggio per i terroristi). Ora se ne torna a parlare. E chissà che, per fugare ogni pista complottista, gli Stati Uniti non decidano di mostrare qualche immagine.

Insomma, il mistero continua. E trattandosi dell’America, dubitiamo che se ne saprà mai qualcosa. Come su tutte le altre frottole che ci hanno raccontato.


(Fonte: Il Giornale)

5 commenti:

  1. Adesso ci fidiamo degli iraniani, giusto? ;-)

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  2. L'hanno fatto vedere per anni scendere da un monte con il bastone che 'andava per funghi'...e si sarà perso...

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  3. è stato evidente fin da subito. Cadavere sepolto in mare...... tutti i marines del commando sono già morti in strani incidenti

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  4. complotto mon amour!

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  5. Gli americani sono gli specialisti della disinformazione e degli scandali, poi pretendono di impicciarsi dei problemi degli altri come in Venezuela, Ucraina, Thailandia, ecc. Hanno complottato e ucciso Kennedy, ora con Bin Laden, da loro stessi armato e reso famoso.

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