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lunedì 29 aprile 2013

TANTO CENTRODESTRA, LOBBY E POCA SINISTRA, NASCE IL GOVERNO LETTA


DEL RESTO IL BUON ENRICO E’ UN MONTIANO DOC E SEGUACE DELLA Goldman Sachs. SEI MINISTRI SONO INVECE DEL PDL, MENTRE UNO SOLO A TESTA PER BERSANI E D’ALEMA

Con il giuramento di ieri mattina da parte dei Ministri, è nato ufficialmente il Governo Letta. Lo fa però sotto una cattiva stella, per i noti fatti accaduti dinanzi a Palazzo Chigi, dove un disperato ha ferito due carabinieri. Spia allarmante di una disperazione dilagante e sempre più insostenibile, che vede nella politica, a torto o a ragione, la fonte di tutti i mali.
Tornando al Governo Letta, è inutile farsi prendere da facili entusiasmi, come invece capitò prematuramente con l’esecutivo Monti, nei fatti drammaticamente deludente. Due i dati oggettivamente positivi: la media età relativamente bassa, pari a 53 anni, grazie alla presenza di diversi quarantenni, e la composizione di un terzo tutto al femminile. Tra le quali spicca Emma Bonino agli esteri, ancora una volta rimasta esclusa dalla corsa al Quirinale (come accade dal ’99) ma ricompensata con un Dicastero di successo. E anche Cecilie Kyenge, di colore, alla quale è toccato, manco a dirlo, il Ministero dell’integrazione.
Un esecutivo un po’ tecnico e un po’ politico, sul quale è ingombrante l’ombra di Monti – alias delle Banche e della Borsa - e ridotta all’osso la presenza della sinistra. Accentuata invece quella dei democristiani di nuova generazione e dei berluscones.
Tra le Lobby assente invece risulta il Vaticano, specchio ciò dell’ormai nullo peso in parlamento.