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martedì 4 dicembre 2012

C’ERA UNA VOLTA L’INDUSTRIA ITALIANA


UNA CRISI INDUSTRIALE GLOBALE ORMAI TRENTENNALE DA NOI AGGRAVATA DA UNA PESSIMA CLASSE POLITICA E INDUSTRIALE

Con la crisi petrolifera del ’74, innescata dai Paesi petroliferi aderenti all’OPEC, si innescò a livello globale anche inevitabilmente la crisi della grande industria, che si acuì negli anni ’80 per diventare irreversibile nei decenni successivi. Ad essa si sostituì nel primato dei Pil nazionali il settore dei servizi, complice anche una rivoluzione tecnologica partita dagli anni ’90 e ancora in piena ascesa.
L’Italia ha risentito della crisi industriale più di ogni altro Paese occidentale, poiché i governi nazionali non hanno saputo fare altro che elargire fondi a pioggia, coccolando e viziando gli imprenditori italiani; i quali, non appena i fondi sono terminati, non hanno esitato a scappare in Paesi offerenti manodopera a basso costo e un regime fiscale molto più conveniente. Anche se, quest’ultimo aspetto, è forse anche giusto. Nel nostro Paese la pressione fiscale è giunta ormai al 55%. Basta citare i dati degli ultimi 5 anni: mezzo milione di posti di lavoro persi nell’industria.