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mercoledì 18 giugno 2014

ITALIA TRA I PRIMI PAESI UE PER PRESSIONE FISCALE, MA TRA GLI ULTIMI PER I SERVIZI PUBBLICI OFFERTI

LA TASSAZIONE E’ ARRIVATA AL 44% E SI PIAZZA SESTA. MA NON ABBIAMO CERTO I SERVIZI DEI PAESI CHE CI PRECEDONO E SUCCEDONO

Lo Stato italiano ci sopprime con una pressione fiscale pari al 44%, ma poi le scuole cadono a pezzi, negli ospedali mancano macchinari e posti letto, le forze armate non hanno la benzina per circolare e vestono con divise scadenti, i trasporti pubblici sono al collasso. Peraltro, se si considera il periodo tra il 2011 e il 2012, soltanto l'Ungheria in Unione Europea ha conosciuto un aumento delle tasse rispetto al Pil superiore a quello dell'Italia. Così, con percentuali che dal 42,2% sono passate al 44%, il nostro Paese guadagna una poco lusinghiera medaglia d'argento sul podio degli Stati in cui il rialzo è stato più importante. L'Italia - dicono i dati Eurostat - si colloca al sesto posto in Unione Europea per imposizione fiscale.

martedì 4 dicembre 2012

C’ERA UNA VOLTA L’INDUSTRIA ITALIANA


UNA CRISI INDUSTRIALE GLOBALE ORMAI TRENTENNALE DA NOI AGGRAVATA DA UNA PESSIMA CLASSE POLITICA E INDUSTRIALE

Con la crisi petrolifera del ’74, innescata dai Paesi petroliferi aderenti all’OPEC, si innescò a livello globale anche inevitabilmente la crisi della grande industria, che si acuì negli anni ’80 per diventare irreversibile nei decenni successivi. Ad essa si sostituì nel primato dei Pil nazionali il settore dei servizi, complice anche una rivoluzione tecnologica partita dagli anni ’90 e ancora in piena ascesa.
L’Italia ha risentito della crisi industriale più di ogni altro Paese occidentale, poiché i governi nazionali non hanno saputo fare altro che elargire fondi a pioggia, coccolando e viziando gli imprenditori italiani; i quali, non appena i fondi sono terminati, non hanno esitato a scappare in Paesi offerenti manodopera a basso costo e un regime fiscale molto più conveniente. Anche se, quest’ultimo aspetto, è forse anche giusto. Nel nostro Paese la pressione fiscale è giunta ormai al 55%. Basta citare i dati degli ultimi 5 anni: mezzo milione di posti di lavoro persi nell’industria.

giovedì 21 giugno 2012

CHIUDE IL BILLIONAIRE, BRIATORE LASCIA UN’ITALIA MORALISTA E IPOCRITA


IL LOCALE APERTO NEL 1998 CHIUDERA’ DOPO L’ESTATE PER LA TROPPA BUROCRAZIA E PRESSIONE FISCALE

E ora Oliviero Diliberto dove andrà con una cintura di tritolo? Contro chi si scaglieranno sinistroidi moralisti e anti-lusso? Flavio Briatore ha deciso di lasciare l’Italia e di chiudere il Billionaire di Porto Cervo, simbolo del lusso ostentato e della movida snob ed elitaria, forse anche un po’ pacchiana. Dice per la troppa burocrazia e pressione fiscale che “lo hanno stufato” e per i moralisti che ne hanno fatto un capo espiatorio, quasi un criminale. Magari saranno loro a portare lavoro e soldi alle casse dello Stato, con la propria anacronistica utopia e falsa morale. Perché se è vero che la maggioranza degli italiani è in difficoltà economica, è anche vero che avere sul nostro territorio ancora locali d’elite che attirano turisti e capitali stranieri, lascia ben sperare che non tutto stia affondando e non siamo ancora un Paese da pompe funebri. Inoltre, il Billionaire da’ (anche se ormai occorre dire dava) posti di lavoro a centinaia di persone.

lunedì 21 maggio 2012

ECCO TUTTI GLI AUMENTI DELLE TASSE DA QUANDO GOVERNA MONTI


UN GRAFICO DEL CORRIERE DELLA SERA CI FA UN ELENCO PER CUORI (E TASCHE) FORTI

A sei mesi dal suo insediamento è tempo di bilanci anche per il Governo Monti. Il quale ha ereditato una situazione pesante, a un passo da quella greca, causata dall’immobilismo opportunista dell’uscente Governo Berlusconi; il quale ha negato le difficolta’ evidenti del nostro Paese fino all’ultima ora del proprio mandato. Anzi, secondo i maligni (e le confessioni di Bossi), il Cavaliere si sarebbe dimesso lo scorso novembre solo per salvaguardare le proprie azioni Mediaset, il cui valore in borsa era ormai dimezzato, e non perché lo Spread era ormai arrivato a quota 700.
Non solo. Chi ci ha governato fino a poco fa ha ancora la faccia tosta di andare in Tv e spargere consigli e lezioni ai Professori su cosa fare. Ma per fortuna, sono stati ampiamente puniti dall’ultimo voto delle amministrative. 
Tornando alla cura Monti, il Corriere della sera ha elaborato un grafico che mostra gli spaventosi aumenti delle imposte da quando è incarica. I Professori ci hanno infatti imposto una cura pesante a colpi di tasse, mentre poco o nulla è stato fatto dal punto di vista delle liberalizzazioni e della defiscalizzazione di molti settori. Strumenti che potrebbero sollecitare l’economia stagnata della nostra povera Italia. Vediamo tutti gli aumenti.