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sabato 15 febbraio 2014

LO SCHIAVISMO CHE C’E’ DIETRO I CONCERTI

LE MORTI DI ALCUNI OPERAI TRA IL 2011 E IL 2013 HANNO PORTATO ALLA LUCE LO SFRUTTAMENTO CHE C’E’ DIETRO L’ALLESTIMENTO DEI PALCHI. QUALCOSA SI STA MUOVENDO MA NON BASTA

Il primo incidente a destare lo sdegno nazionale fu quello in cui perse la vita Francesco Pinna, triestino travolto, con altri sette operai, dalla struttura che di lì a qualche ora avrebbe dovuto ospitare il concerto di Jovanotti. Il 5 marzo del 2012, poi, un altro crollo si è portato via Matteo Armellini, tecnico calabrese rimasto ucciso mentre lavorava alla data reggina di Laura Pausini. Un copione che, a dispetto di controlli ormai più frequenti e rigorosi, si è riproposto nel giugno scorso, quando Khaled Farouk Abdel Hamid, facchino 35enne di origine egiziana, è morto nel crollo del palcoscenico che aveva appena ospitato il concerto milanese dei Kiss. Benvenuti nel Mondo rischioso e sottopagato di facchini e tecnici: quelli che per pochi euro all’ora rischiano la vita per garantirvi uno spettacolo all’altezza delle vostre aspettative.