Visualizzazione post con etichetta paolo sorrentino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta paolo sorrentino. Mostra tutti i post

giovedì 6 marzo 2014

LA GRANDE STUCCHEVOLEZZA DI PAOLO SORRENTINO E COME FUNZIONA LA PREMIAZIONE DEGLI OSCAR

PREMIATO COME MIGLIOR FILM STRANIERO, MOSTRA IL BELLO E IL BRUTTO DI ROMA. MA E’ ANCHE UNA RIFLESSIONE SULL’ESISTENZA. COME SUO STILE, IL REGISTA NAPOLETANO FARCISCE, PIU’ CHE IN PASSATO, LA SCENEGGIATURA CON IMMAGINI STUCCHEVOLI. MERITEVOLI ANCHE GLI ALTRI FILM CONCORRENTI. MA GLI OSCAR HANNO DEI MECCANISMI CHE VANNO OLTRE IL SEMPLICE MERITO

Abbiamo aspettato 15 anni per vederci riconosciuto un film in America, dopo l’Oscar come miglior film straniero andato a Roberto Benigni per La vita è bella. Film straordinario per il suo modo semplice e toccante di raccontare il dramma dell’Olocausto. Ad essere premiato, come ormai stranoto è ora La grande bellezza di Paolo Sorrentino. Un film sulla “bellezza e l’Inferno” (per dirla alla Roberto Saviano) di Roma. Una città fatta di panorami mozzafiato, bellezze culturali straordinarie, ma anche di una borghesia cinica e volgare. Ma come ha ammesso lo stesso Sorrentino quando ha ricevuto la statuetta, egli basa i suoi film sulla spettacolarizzazione delle scene. Di qui il ringraziamento a Fellini, Maradona, i Talking Heads e Scorsese, maestri per lui di spettacolo. Ma costoro avevano ed hanno anche tanta sostanza. Quella che forse manca in questo film. O meglio c’è e a tratti è anche apprezzabile, come le riflessioni sull’esistenza e su una società in decadenza. Ma fa fatica ad emergere, infarcita com’è, appunto, dalla ricercata fino alla nausea spettacolarizzazione delle scene. Apprezzabili e molto più semplici i film in concorrenza. Ma si sa, gli americani amano essere colpiti da fuochi d’artificio. In realtà, c’è anche da dire che il meccanismo per la premiazione è ben più complesso di quanto si pensi.