NEL PRIMO COMUNE LA GROSSE KOALITION GOVERNA DAL 2011, PER
PRESERVARE L’ABUSIVISMO EDILIZIO. NEL SECONDO CASO C’ENTRA UN PORTAVOCE. NEL
TERZO, LE PRIMARIE IN VISTA DELLE AMMINISTRATIVE DI MAGGIO
Una volta si chiamava “inciucio”, oggi “larghe intese”. Un italianizzazione
di Grosse koalition, termine utilizzato in Germania per indicare una
maggioranza variopinta che ha sostenuto il precedente Governo della Merkel. Un
ingentilimento che però non cambia la sostanza dei fatti, soprattutto in
Italia, dove le larghe intese, in genere, hanno lo scopo di preservare il
potere dei soliti contro le istanze di cambiamento popolari. A sdoganare In
Italia questo modo di fare alleanze è stato l’avvento del Governo Monti. Da
quel momento, anche a livello locale si è parlato di “larghe intese” o, più
sofisticatamente, di “laboratorio politico”. Ed ecco che un Comune, una Regione
o un incarico viene deciso da partiti, sulla carta tra loro avversi, in totale
amicizia e collaborazione. Ovviamente, dicono, per il bene comune. I casi sono
diversi, qui ne riporto tre: Ischia, Reggio Calabria e Agrigento.
