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domenica 23 ottobre 2011

ALTA FORMAZIONE IN RETE, ENNESIMA PRESA IN GIRO PER I DISOCCUPATI


FINANZIATA CON FONDI PUBBLICI, E’ IN REALTA’ L’ENNESIMO DISPENDIO DI RISORSE UTILIZZABILI IN MODO PIU’ OTTIMALE

Il Mezzogiorno è in ginocchio, inutile dirlo. E pensare che la questione Meridionale è stata subito sollevata all’indomani della famigerata Unità d’Italia; dunque risale a 150 anni. Peccato però che in questo secolo e mezzo, non sia mai stata risolta. Eppure di soldi al sud ne sono arrivati per scolarizzazione e infrastrutture, specie agli albori della Prima Repubblica, nell’immediato dopoguerra. Inutile ricordare nelle tasche di chi quegli ingenti capitali (o quantomeno una loro cospicua parte) sono finiti per decenni.
Con la nascita dell’Unione europea, e dunque, la conseguente nascita di Fondi europei destinati ai Paesi membri per le opere più svariate (da quelle materiali come l’edilizia e le infrastrutture a quelle immateriali, come la cultura e la formazione), per gli amministratori locali è diventato più difficile “mangiare” denaro pubblico. Ma il problema di oggi è che tali fondi vengono spesi male, sprecati. Per una sorta di continui treni che passano e non sono presi al volo.
Quanto alla Regione Campania, i fondi europei stanziati mediante il POR 2000-2006 sono stati sperperati in vario modo, mediante discutibili progetti culturali o corsi di formazione che altro non hanno fatto che ingrassare Agenzie di lavoro interinali e Società costituite per espletare attività formativa rivolte a disoccupati e inoccupati, ma che nei fatti si sono rivelati sono parcheggi per questi ultimi. Ma di fatto le aziende quei corsi inseriti nei curriculum dei candidati manco li guardano.