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mercoledì 9 luglio 2014

ACERRA, DOPO IL DANNO LA BEFFA: L’INCENERITORE SARA’ AMPLIATO

SI PROGETTA DI APRIRE UN QUARTO CAMINO, CHE NON TROVA GIUSTIFICAZIONE

Acerra, comune a Nord di Napoli il cui territorio è stato stuprato dalle industrie e dal criminale dissotterramento di veleni. Come non bastasse, da alcuni anni qui è stato messo in funzione un inceneritore (inaugurato baldanzosamente dalla coppia Berlusconi-Bertolaso nel 2008), definito Termovalorizzatore per non spaventare la popolazione. Ma nei fatti non produce alcuna energia, bensì solo veleni nell’aria. Un impianto contro il quale da anni si sono battute associazioni ambientaliste e la sinistra massimalista, ma invano. E oggi rischia pure di essere ampliato, con l’aggiunta di una quarta linea (o camino, o fumarola, se preferite) alle tre già esistenti. La Rete Campana per la Civiltà del Sole e della Biodiversità esprime totale opposizione a questa ennesima, pesantissima, sciagura per l’ambiente e la salute della Campania. L’ampliamento dell’inceneritore, per l’Associazione, è solo funzionale all’abnorme arricchimento della società di gestione dell’inceneritore (l’A2A) e a tutto ciò che ruota attorno ad essa.

martedì 24 dicembre 2013

ACERRA COME LOURDES: NELLA TERRA DEI VELENI SGORGA LA MIRACOLOSA SORGENTE DEL RIULLO

AFFLUENTE DEL FIUME CLANIO, E’ FAMOSA PER LE SUE DOTI CURATIVE, SPECIE PER LE MALATTIE DELLA PELLE E LE USTIONI. DI TANTO IN TANTO FA LA SUA COMPARSA MA ORA SI PREME PER UNA SUA PERMANENTE RINASCITA

Il Comune di Acerra è diventato tristemente famoso da diversi anni per essere una terra inquinatissima e, come ciò non bastasse, anche la sede predestinata dell’Inceneritore che serve i Comuni a Nord di Napoli. Ma anche in tanto degrado la Natura fa miracoli e cerca di dire la propria nonostante tutto. E così la scorsa estate ha rifatto la sua comparsa la sorgente del Riullo, affluente del fiume Clanio, le cui sorgive sono misteriosamente scomparse nel 1985. La sua acqua è famosa per le sue doti curative e ora alcuni cittadini si stanno impegnando affinché la sua attività resti permanente, con tanto di riqualifica dell’area naturale in cui si trova.