PER LUI ATTESTATI DI STIMA BIPARTISAN CHE PERO’ DIMENTICANO
ALCUNI COMPORTAMENTI ALQUANTO DISCUTIBILI
In questi giorni si sono sprecate parole e parole di stima
nei confronti di Antonio Manganelli, Capo della Polizia, deceduto lo scorso 20
marzo dopo una malattia che lo ha logorato per circa due anni. In tanti hanno
ricordato soprattutto le scuse che egli rivolse ai genitori di Federico
Aldrovandi - il 18enne ucciso durante un controllo di polizia a Ferrara nel
settembre del 2005 (quattro gli agenti condannati) - e a quanti furono pestati
o, come nel caso di Carlo Giuliani, uccisi, a Genova e a Bolzaneto in occasione
del G8. Un atto, in fondo, anche dovuto, considerando che nei confronti di coloro
che in divisa e in nome dello Stato si sono resi protagonisti di quegli
ignobili comportamenti, sono state emesse giuste condanne.
Eppure in questi giorni si dimentica l’altra faccia della
medaglia di Antonio Manganelli. Alcuni comportamenti che avrebbero “macchiato”
il mito del Prefetto.