AI QUALI VANNO AGGIUNTI QUELLI PRIMA DELLA DISCESA IN CAMPO,
QUANDO IL COMICO PREDICAVA NEGLI SHOW
Al Movimento cinque stelle va dato atto di aver “costretto” un
minimo i partiti a ravvedersi, ringiovanendo le liste, inserendo più donne,
diventando più trasparenti. La pressione esercitata da Grillo e i suoi ha avuto
un indubbio effetto benefico sulla politica italiana. Certo, soprattutto di
facciata, ma è già un inizio. Peccato però che il partito, per quanto nuovo, scada
anch’esso nella solita personalizzazione della politica, con un leader che
pensa e agisce per tutti e gli altri che si accodano con zelo scientifico in
attesa di una poltrona. Un’americanizzazione introdotta da Berlusconi vent’anni
fa e che ora ha infettato pure la sinistra (o ciò che ne resta). Vedi Pd e
Renzi. L’atteggiamento padronale di Beppe Grillo, dopo il boom elettorale di un
anno fa, non ha fatto altro che acuirsi; con i suoi parlamentari ridotti a
yes-man e spremi-bottoni in Parlamento. Il quale però ha sbattuto il muso
contro la delusione alle elezioni europee. Forse gli elettori hanno voluto
farglielo notare, facendo pagare altresì al comico genovese le sue tante
incoerenze e atteggiamenti contraddittori, elencati di seguito. Ai quali vanno
aggiunti i tanti legati al suo passato, riassunti qui.