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mercoledì 25 novembre 2015

Giovanni Lo Porto e Valeria Solesin: due morti, due misure

IL PRIMO, COOPERANTE IN PAKISTAN, E' STATO UCCISO LO SCORSO GENNAIO, MA LA NOTIZIA SI E' APPRESA SOLO AD APRILE. NON HA RICEVUTO LO STESSO TRATTAMENTO DI VALERIA, FORSE PERCHE' AD UCCIDERLO SONO STATI GLI AMERICANI

Come diceva Totò, la morte è come una livella, che mette tutti sullo stesso piano. Ma lo Stato italiano evidentemente no. Ieri si sono celebrati i funerali di Stato di Valeria Solesin, nella sua Venezia, alla presenza dei rappresentanti della religione cattolica, ebraica e musulmana. Un segnale di unità religiosa che i genitori della ragazza, sempre composti e molto privati nel proprio dolore, hanno voluto lanciare ai terroristi che hanno ammazzato la propria giovane e in gamba figlia. Presenti anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti. La quale ha anche letto un messaggio di cordoglio del Presidente francese François Hollande. Proclamato dal Sindaco di Venezia il lutto cittadino. I funerali sono andati anche in onda su Raiuno.

giovedì 27 agosto 2015

Renzi torna dalle vacanze estive peggio di prima: supera Berlusconi in promesse

Dopo la lunga assenza estiva, Renzi riparte dal Meeting di Comunione e Liberazione e dal Teatro Rossini di Pesaro, scelto come prima tappa di un tour che lo porterà in giro per cento teatrI

per qualche giorno non lo abbiamo visto in Tv a sparare una delle sue. Complice la pausa estiva, dopo un anno a girare l'Italia e il Mondo con i suoi fuochi d'artificio nelle tasche. Parliamo di Matteo Renzi, che dopo le vacanze è tornato più carico che mai. Riparte dal Meeting di Comunione e Liberazione e dal Teatro Rossini di Pesaro, scelto come prima tappa di un tour che lo porterà in giro per cento teatro e che servirà soltanto a promuovere il governo. Sa che la fiducia al suo esecutivo è ai minimi storici e ben lontana da quel 41% alle elezioni europee col quale si è auto-arrogato il diritto di governare senza passare per le elezioni. D'altronde, i motivi della disaffezione nei suoi confronti sono vari: il mercato del lavoro non riparte nonostante il Job act; gli immigrati continuano ad arrivare in massa sulle nostre coste; la riforma della scuola non piace a nessuno degli addetti ai lavori; la riforma della Rai è affondata; le tasse sono ancora tante. Anzi, il prossimo autunno è prevista una nuova stangata. Ed è proprio qui che Renzi riparte: dalle tanto odiate tasse. Riuscendo a superare perfino la sua fonte di ispirazione: Silvio Berlusconi, il quale si è fermato a un milione di nuovi posti di lavoro e alla rimozione dell'Ici.

giovedì 16 luglio 2015

Con Renzi Premier l'unica che ha visto la ripresa è stata la su' mamma: il caso della Eventi 6

Nel primo anno ha visto aumentare il fatturato della società da lei presieduta del 117%

Se con il governo Berlusconi l'unico a conoscere una (ri)crescita fu il suo cuoio capelluto, con Renzi Premier l'unica società a far registrare una ripresa è stata la società di sua madre: la Eventi 6, di proprietà di Laura Bovoli, nome da nubile della signora Renzi. A controllarla ci sono anche Benedetta Renzi e Matilde Renzi, le sorelle del premier, figlie di Laura. Nel primo anno di Renzi premier hanno visto aumentare il proprio fatturato del 117%. L’utile netto è aumentato di 63 volte. E anche se la società è piccola, la sua performance 2014 potrebbe diventare un eccellente spot alle politiche di crescita del governo. Vediamo in dettaglio i numeri di questo miracolo familiare…

martedì 30 dicembre 2014

LA CORSA AL QUIRINALE COME IL GIOCO "INDOVINA CHI?": I 29 NOMI IN LIZZA TRA POLITICI, ECONOMISTI E OUTSIDER

IN POLE PADOAN, CASSESE E FINOCCHIARO

Sarà uomo? Sarà donna? Un economista? Un politico di lungo corso? Uno che con la politica non c’entra niente? Sarà alto? Sarà basso? Avrà gli occhiali? Porta il cappello? I baffi? Ormai sta assumendo le sembianze del gioco da tavola cult anni ’80-‘90 “Indovina chi?” la caccia al successore di “Nonno Simpson” Giorgio Napolitano come Presidente della Repubblica. Ad oggi sono addirittura 29 i nomi che circolano, tra politici, economisti e outsider. Un valzer di nomi che supera di gran lunga quello già corposo di quasi due anni fa, quando poi la Casta scelse di auto-difendersi dalle istanze di cambiamento palesate dagli italiani con il voto alle politiche riconfermando Napolitano. Allora vediamo quali sono i nomi che circolano (per diversi di loro troverete anche un link contenente qualche chicca del passato).

lunedì 22 dicembre 2014

IL GOVERNO RENZI COMPIE 300 GIORNI COME QUELLO LETTA, E GLI INDICATORI ECONOMICI SONO TUTTI PEGGIORATI

L’ALLORA SINDACO DI FIRENZE SCALZAVA LETTA IL 22 FEBBRAIO, CON L’INTENTO DI DARE UNA SCOSSA AL PAESE. MA LE COSE SONO PEGGIORATE

Ricordate la scena eloquente di Matteo Renzi che riceveva il campanello dal Premier Enrico Letta, il quale non lo guardava neanche in faccia? Era il 22 febbraio di quest’anno, circa 300 giorni fa. Lo stesso lasso di tempo di quanto Letta è rimasto al governo. E allora un confronto tra i due esecutivi lo si può fare e ci ha pensato Il Fatto quotidiano. A quanto pare non va certo in favore del governo in carica, che si era prefissato di dare una smossa ai conti italiani. E invece, al contrario, i dati sono solo peggiorati.

martedì 25 novembre 2014

ELEZIONI IN EMILIA E CALABRIA: VINCE L’ASTENSIONISMO, SI AFFLOSCIANO RENZI E GRILLO, AVANZA SALVINI, SPARISCE BERLUSCONI

IL PD SI E’ AGGIUDICATO ENTRAMBE LE REGIONALI, MA HA PERSO MOLTI VOTI. PERDE MOLTO ANCHE IL M5S, MENTRE LA VERA VINCITRICE E’ LA LEGA. IMBARAZZANTE IL RISULTATO DI FORZA ITALIA

Quanta differenza tra Tunisia e Italia. Se nel Paese nordafricano la gente ha fatto lunghe file ai seggi per andare a votare, entusiasta di scegliere il primo Presidente della Repubblica democratica dopo la lunga dittatura di Ben Alì, scacciato dalla Primavera araba del 2011, nel nostro invece alle elezioni Regionali disputatesi in Emilia Romagna e Calabria è andato a votare rispettivamente il 37 e il 44 percento degli aventi diritto al voto. Poco meno e poco più di quattro elettori su dieci, un dato inquietante e disarmante, di un popolo sempre più sfiduciato e disgustato dalla politica. Che ha già perso anche le ultime speranze riposte negli ultimi pifferai arrivati: Renzi e Grillo. Per la cronaca, il centrosinistra si è aggiudicato entrambe le Regioni, ma è una vittoria monca. Imbarazzante poi è la situazione di Forza Italia, che in Calabria ha preso il 12% e in Emilia Roma appena l’8%, meno della metà della Lega Nord. Unico partito a vincere, astensionismo a parte, queste elezioni.

lunedì 10 novembre 2014

ALLA COSTOSA CENA DI RENZI PER AMMICCARE LA BORGHESIA POCHI NOTI E TANTI SBADIGLI

ORGANIZZATA VENERDI’ SERA PER SOSTENERE IL PARTITO CON UN CONTRIBUTO DI MILLE EURO

“Indovina chi viene a cena?”, o ancora “La cena per farli conoscere”. Tanti sarebbero i titoli cinematografici che si prestano bene all’evento organizzato dal Premier Matteo Renzi, venerdì scorso per finanziare il Partito democratico. Una cena, al prezzo di mille euro. Un modo per rivolgersi alla borghesia, attirare ulteriormente quella fascia di elettorato fino a pochi mesi fa di esclusivo dominio del centrodestra. Del resto il Pd non sarebbe mai potuto arrivare a quel fatidico 41% delle ultime elezioni europee senza che Forza Italia e Udc perdessero un bel po’ di voti. Certo, gli ex diessini erano felicissimi, ma poi si sono accorti con ritardo di come quel successo avrebbe cambiato il loro partito; di quale svolta a destra avrebbe preso. E questa cena ne è la prova, come la scarsa lotta all’evasione e la scarsa attenzione al rientro dei capitali fuggiti all’estero.

lunedì 6 ottobre 2014

IL FALSO DIBATTITO SULL’ARTICOLO 18: GIA’ E’ STATO SVUOTATO DALLA LEGGE FORNERO, MA RESTA UN AFFARE PER I SINDACATI

LO STATUTO DEI LAVORATORI ORMAI GARANTISCE SOPRATTUTTO UN RIMBORSO SENZA REINTEGRO. TANTI SONO I CASI DI REINTEGRI INGIUSTI, MENTRE LA CGIL CI GUADAGNA

L’Articolo 18 torna nelle mire del Governo di turno, per la solita logica che, riducendo i diritti dei lavoratori, si facilitano le assunzioni. Una ratio portata avanti dalla Riforma Treu del ’97. Eppure la disoccupazione si è stabilizzata su cifre alte ormai da anni, raggiungendo livelli drammatici tra i giovani e le donne. Dunque, sarebbe forse il caso di far leva più sulla pressione fiscale che grava sul Mondo del lavoro anziché sulla stabilità lavorativa. Ma il dibattito sullo Statuto dei lavoratori ha occupato l’agenda politica per settimane, con il ritorno a galla di molti ex diessini che erano scomparsi per un po’, come l’evergreen D’Alema e Pierluigi Bersani (anche se lui pure per problemi di salute). Paventando perfino un’ipotesi scissione nel Partito democratico. La verità però è che lo Statuto dei lavoratori, istituito nel 1970, è già stato depotenziato e di molto dalla Riforma Fornero, per non parlare del fatto che già da anni non vale per la stragrande maggioranza delle tipologie contrattuali. Inoltre, bisogna anche aggiungere che tanti sono i casi assurdi di reintegro, mentre la CGIL su ogni causa ci guadagna non poco. Il tutto, fermo restando che comunque non si creano nuovi occupati togliendo certezze a chi un lavoro già ce l’ha.

mercoledì 6 agosto 2014

RENZI FA RIPARTIRE L’OCCUPAZIONE…DEI SUOI AMICI: LE PERSONE CHE HA RACCOMANDATO

LA DENUNCIA SU LIBERO DEL CONSIGLIERE COMUNALE DI FDI FRANCESCO TORSELLI, CHE GIA’ SGAMO’ ALCUNE MAGAGNE DEL PREMIER DA PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

Matteo Renzi fa trovare facilmente lavoro. E che lavoro. Poltrone ben pagate sull’asse Firenze-Roma. Basta aver collaborato con lui per qualche anno dicendogli sempre di sì. E’ questa in estrema sintesi la denuncia che il consigliere comunale dell’assise fiorentina, Francesco Torselli, Fratelli d’Italia espone alle pagine di Libero, riportando una lista di tanti personaggi a cui l’ex Sindaco di Firenze ha rimediato una bella poltrona in nome dell’onorato “tappetinaggio” di qualche anno. Sono esclusi da essa chi si trova oggi al Governo o nella Segreteria del Partito democratico.

lunedì 23 giugno 2014

FORZA ITALIA NEL PPE, GRILLO CON FARAGE, PD NEL PSE: LE ALLEANZE CONTRADDITTORIE DEGLI ITALIANI

LE TRE FORZE POLITICHE IN ITALIA DICONO E FANNO COSE MOLTO DIVERSE DAI LORO ALLEATI NELL’EUROPARLAMENTO

Tu chiamale se vuoi…contraddizioni. Le stesse di cui la politica italiana ci ha da anni abituati, fin dagli albori della Seconda Repubblica, che ha posto fine alle vecchie ideologie e agli stereotipi. A quei paletti insomma che distinguevano, bene o male, i partiti e ne incanalavano le scelte in modo netto e chiaro. Il “liberi tutti” non può ovviamente mancare nell’Europarlamento, dove si instaurano alleanze assurde se rapportate a quanto si professa in Italia. E così capita che il Movimento 5 stelle si allei con il britannico Ukip; Forza Italia aderisca ancora al Ppe; il Pd targato Renzi aderisca al Pse.

lunedì 9 giugno 2014

IL PIEMONTE SI AFFIDA A SERGIO CHIAMPARINO: L’UOMO PER TUTTE LE STAGIONI SCAMPATO ALLA ROTTAMAZIONE

NEL PCI DAL 1975, CON TRASCORSI DA SEGRETARIO NELLA CGIL. SINDACO AMATO DI TORINO, HA COLLEZIONATO DIVERSE POLTRONE

Con il 47% dei voti, Sergio Chiamparino ha ottenuto la sua ennesima poltrona: quella di Governatore del Piemonte. Ha battuto il candidato del centrodestra Sergio Picchetto, fermatosi al 22% dei voti. Un risultato che in fondo non sorprende troppo, visto che “il Chiampa” è stato Sindaco di Torino per dieci anni e nei sondaggi sugli indici di gradimento dei Primi cittadini ha sempre superato il 70%. Renzi si è affidato a lui per rimpinguare l’exploit del Pd alle recenti amministrative, sebbene abbia 65 anni e sia in politica dal 1975 (nelle fila del Pci). Segno questo che forse l’ex Sindaco di Firenze “rottami” solo chi gli si mette di traverso. Chiamparino ha cavalcato varie correnti e collezionato diverse poltrone: è stato dalemiano, poi veltroniano, poi franceschiniano, infine, appunto, renziano. Ma ha anche indebitato il capoluogo piemontese.

mercoledì 4 giugno 2014

MOVIMENTO CINQUE INCOERENZE: TUTTI GLI ATTEGGIAMENTI INCOERENTI DI GRILLO A UN ANNO DAL BOOM ELETTORALE

AI QUALI VANNO AGGIUNTI QUELLI PRIMA DELLA DISCESA IN CAMPO, QUANDO IL COMICO PREDICAVA NEGLI SHOW

Al Movimento cinque stelle va dato atto di aver “costretto” un minimo i partiti a ravvedersi, ringiovanendo le liste, inserendo più donne, diventando più trasparenti. La pressione esercitata da Grillo e i suoi ha avuto un indubbio effetto benefico sulla politica italiana. Certo, soprattutto di facciata, ma è già un inizio. Peccato però che il partito, per quanto nuovo, scada anch’esso nella solita personalizzazione della politica, con un leader che pensa e agisce per tutti e gli altri che si accodano con zelo scientifico in attesa di una poltrona. Un’americanizzazione introdotta da Berlusconi vent’anni fa e che ora ha infettato pure la sinistra (o ciò che ne resta). Vedi Pd e Renzi. L’atteggiamento padronale di Beppe Grillo, dopo il boom elettorale di un anno fa, non ha fatto altro che acuirsi; con i suoi parlamentari ridotti a yes-man e spremi-bottoni in Parlamento. Il quale però ha sbattuto il muso contro la delusione alle elezioni europee. Forse gli elettori hanno voluto farglielo notare, facendo pagare altresì al comico genovese le sue tante incoerenze e atteggiamenti contraddittori, elencati di seguito. Ai quali vanno aggiunti i tanti legati al suo passato, riassunti qui.

martedì 27 maggio 2014

ELEZIONI EUROPEE: STRAVINCE RENZI, FLESSIONE PER GRILLO, BERLUSCONI MANCA LA RISALITA

DIETRO DI LORO IL VUOTO, CON LA LEGA CHE RECUPERA QUALCHE VOTO, TSIPRAS E NCD PRENDONO QUALCHE SEGGIO

E così, anche a questo giro le tanto attese, accese e discusse elezioni europee sono terminate. Fortunatamente aggiungerei, visto che la campagna elettorale in Tv è stata estenuante e a tratti anche ridicola e scadente. Del resto non poteva essere altrimenti, visto che i tre leader dei partiti principali puntano tutto sulla comunicazione. Non sono mancate le sorprese a livello nazionale, mentre a livello europeo complessivamente avanzano gli euroscettici, ma i filo-europeisti detengono ancora la netta maggioranza.

sabato 15 marzo 2014

PIANO CASA: DOPO TANTE CHIACCHIERE DAL GOVERNO RENZI FINALMENTE UN ATTO CONCRETO

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI HA APPROVATO IL DECRETO CHE INCLUDE UNA SERIE DI MISURE. PUNTA A FAR aumentare l'offerta di alloggi a canone ridotto e far emergere gli affitti in nero

Dopo tanti buoni propositi e annunci, dal Governo Renzi arriva il primo atto concreto: il Decreto sul Piano casa, che punta da un lato a far aumentare l'offerta di alloggi a canone ridotto, e dall’altro a far emergere gli affitti in nero. Vediamo le misure previste.

lunedì 24 febbraio 2014

L’ARRIVISTA RENZI RAGGIUNGE IL SUO SCOPO, MA I MINISTERI CHIAVE LI HANNO DECISI D’ALEMA E BERLUSCONI

QUELLI DELL’ECONOMIA E DEL LAVORO SONO AFFIDATI A DUE PERSONAGGI VICINI AL PRIMO. MENTRE SUL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA SONO STATE FATTE PRESSIONO DAL SECONDO, PER NON PARLARE DEL MINISTRO DELLO SVILUPPO A LUI GRADITO E SU CUI PENDE UN EVIDENTE CONFLITTO DI INTERESSI

E così il Governo Renzi è nato ufficialmente. Anche se qualcuno malignamente lo ha chiamato il Governo Napolitano III. L’ormai ex Sindaco di Firenze, ambizioso e arrivista fino al midollo, ha silurato Enrico Letta, il quale, nella formale consegna dei campanelli a stento gli ha dato la mano. Segno questo di un malumore interno al Partito democratico, dove domina il Renzismo certo, ma sia l’ala sinistra (quella composta soprattutto dai rottamati), sia una parte di quella centrista, mugugnano nei confronti del nuovo Segretario. Sebbene diversi tra quanti lo contestavano fino a poche ore dalla sua investitura a leader del Pd, sono saliti sul carro dei vincitori. Non a caso qualcuno tra loro è stato premiato con la carica di Ministro. Ma guardando la sua squadra di Ministri, ci si rende conto che la sua rivoluzione è già annacquata. Del resto la riunione decisiva con Giorgio Napolitano è durata 2 ore e mezza; indice ciò che più di un nome è stato respinto dal Presidente della Repubblica. Certo, ci sono “solo” 16 Ministri, di cui la metà donne, e lui è il Presidente del Consiglio più giovane della storia della Repubblica italiana. Ma a parte questi dati demografici e statistici, non si va oltre. I Ministeri chiave per una svolta concreta del nostro Paese sono stati imposti da Re Giorgio, alias l’establishment della vecchia politica, alias dalla Borsa e dall’Unione Europea. Non manca neanche lo zampino del Cavaliere su due Ministeri. Ma quest’ultima, in casa Renzi, non è una novità. Dulcis in fundo, è già emerso un conflitto di interessi…

lunedì 20 gennaio 2014

IL PAVENTATO MOSTRO RENZUSCONI DIVENTA REALTA’, E PROPONE UNA LEGGE ELETTORALE CHE METTE IN DIFFICOLTA’ TUTTI GLI ALTRI

NELL’INCONTRO TENUTOSI SABATO POMERIGGIO NELLA SEDE DEL PD, TRA RENZI E BERLUSCONI C’E’ STATA IMMEDIATA SINTONIA. LA LEGGE ELETTORALE SPINGE AL BIPOLARISMO E ALLA STABILITA’ DI GOVERNO. INOLTRE PENALIZZA I PICCOLI PARTITI E NON REINTRODUCE IL VOTO DI PREFERENZA

Silvio Berlusconi dimostra ancora una volta di essere un’eterna Fenice che risorge dalle proprie ceneri. E’ stato dato per finito più volte in vent’anni di attività politica: nel ’95, nel 2006 e nel 2012, ma si è sempre ripreso; soprattutto per le sue indubbie doti strategiche, ma anche per demerito degli avversari, risultando sempre fortemente influente. L’ultima risurrezione risale a un anno fa, quando ormai in tanti lo ritenevano al capolinea, e invece la partecipazione alla puntata di Annozero –memorabile lo sketch con Travaglio – lo ha rimesso in piedi, al punto da trascinare il Pdl quasi alla pari di Pd e Movimento cinque stelle, e da riproporre Forza Italia. Perfino l’uscita di Alfano e co. non sembra scalfirlo più di tanto. Anzi, gli da’ ancora maggiori pieni poteri sul da farsi, mentre il partito di quest’ultimo rischia già di essere un progetto morto in partenza. A riprova di tutto ciò la scelta di recarsi in casa del nemico (o presunto tale). Proprio da quel Matteo Renzi che qualche anno fa gli fece visita ad Arcore beccandosi un bel po’ di critiche. Perché il Cavaliere sa bene che se il nemico è più forte di luie, occorre farselo amico (con ogni mezzo). Così, dopo essersi recato da Santoro, si è recato nella sede del Partito democratico. Non solo. Con lui ha trovato immediata (e “profonda”, per dirla come il Sindaco di Firenze) sintonia sulla riforma elettorale, soprattutto perché è una legge che mette in difficoltà tutti i potenziali alleati di Pd e Forza Italia. Di par suo, il Sindaco di Firenze ha messo all’angolo la minoranza del suo partito e a tacere chi a destra parla ancora di antiberlusconismo e di odio. Ma ha dimenticato un particolare: Berlusconi è stato condannato in via definitiva per corruzione.

martedì 14 gennaio 2014

INDICE DI GRADIMENTO TRA I SINDACI: AFFONDANO QUELLI DI SINISTRA, MA LO SCONTENTO E’ GENERALIZZATO

NEL Sondaggio Ipr Marketing-Il Sole24Ore, IL 65% DEI PRIMI CITTADINI HA FATTO REGISTRARE UN CALO DEI CONSENSI. ANCORA PEGGIO I GOVERNATORI, CON IL 76%. VA MALE ANCHE PER RENZI E PIZZAROTTI.

Tasse in crescita, sicurezza e adempimenti complicati: sono sempre meno i cittadini intenzionati a confermare il voto a chi li amministra a livello locale. Sindaci e Governatori pagano dazio per i continui tagli ai fondi decisi da Roma, e dagli scialacquamenti di chi ha amministrato prima di loro. Certo, ci sono anche tanti casi di incapacità e di promesse esagerate in campagna elettorale, poi come al solito non mantenute. Fatto sta che in un sondaggio di Ipr Marketing e Sole24Ore, il 65% dei Sindaci fa registrare un calo dei consensi rispetto ai voti presi alle elezioni. Cifra che sale in modo imbarazzante per i Governatori: il 76%. Il crollo riguarda principalmente amministratori di centrosinistra, anche se non manca qualche eccezione positiva tra loro.

martedì 7 gennaio 2014

RENZI E ALFANO HANNO LA STESSA RICETTA PER RILANCIARE IL LAVORO: RENDERLO ANCORA PIU’ PRECARIO

ENTRAMBI PARTONO DAL PRESUPPOSTO CHE SONO LE TROPPE TUTELE CONTRATTUALI A DISINCENTIVARE LE AZIENDE AD ASSUMERE. MA DIMENTICANO CHE IL VERO PROBLEMA SONO TASSE E BUROCRAZIA

Di tanto in tanto si torna a parlare di Articolo 18 e della necessità di rivederlo al fine di incentivare le aziende ad assumere. Ma difensori e accusatori di questa sudata (a colpi di scioperi e manifestazioni) fonte di diritti è ormai elusa da anni, poiché la temuta “reintegra” del licenziato viene ammessa ormai solo nel caso di evidente “discriminazione”, come quella di delegati o iscritti ai sindacati “scomodi”. Le assunzioni avvengono quasi esclusivamente attraverso formule contrattuali ultra-precarie, introdotte dal “pacchetto Treu” nel 1997 e potenziate poi dalla “legge 30” di Berlusconi-Sacconi; leggi che consentono di eliminare la manodopera “eccedente” senza alcun problema né indennizzo economico. Eppure la disoccupazione aumenta e i nostri rampanti e “giovani” politici in ascesa, quali Matteo Renzi e Angelino Alfano, ritengono che bisogna ulteriormente precarizzare il lavoro al fine di creare occupazione. Perfino un tecnocrate come il Ministro del welfare Giovannini, si è sentito in obbligo di precisare che non sono le norme a creare lavoro. Lor signori non capiscono (o fingono di non capire) che il vero male del nostro Paese sono le tasse sul lavoro e la burocrazia eccessiva.

giovedì 12 dicembre 2013

MARIANNA MADIA E PINA PICIERNO, GIOVANI VOLTI DEL PD GIA’ DEDITE AL TRASFORMISMO

ENTRAMBI ANTI-RENZI E BERSANIANE FINO A POCHI MESI FA, HANNO CAMBIATO IDEA PER CONVENIENZA, VENENDO RIPAGATE ENTRANDO NELLA NUOVA SEGRETERIA DEL PARTITO. A LORO OCCORRE AGGIUNGERE DEBORA SERRACCHIANI

Matteo Renzi ha vinto in modo scontato le Primarie del Partito democratico. E come promesso, ha rottamato la segreteria del partito, includendo tutti over 40, con sette donne e cinque uomini. Un ottimo segnale di rinnovamento. Peccato però che tra loro figuri qualche voltagabbana, malgrado la giovane età; come Marianna Madia e Pina Picierno ad esempio, anti-renziane convinte fino a pochi mesi fa salpate sul carro dei vincitori.

venerdì 8 novembre 2013

PRIMARIE PARTITO DEMOCRATICO: LE SOLITE FIGURACCE

RISSE NELLE SEZIONI, BROGLI NEI TESSERAMENTI, ASSEMBLEE FANTASMA. LA STORIA SI RIPETE

Il Partito democratico nuovamente alle prese con le primarie. E con tutto il caos che ne consegue: risse nelle sezioni, accuse reciproche tra i candidati, tesseramenti gonfiati la fanno. Eppure il partito ne organizza da sei anni, cercando di emulare buffamente quelle indette dal più famoso omologo americano. Una brutta, bruttissima copia, che sfocia nello squallore.