15mila giovani
italiani si trovano nel Paese con un visto di «Vacanza Lavoro» rinnovabile dopo
un anno. DIVERSE STORIE SONO RACCAPRICCIANTI
Come a inizio
'900 e nel dopoguerra, la lontana Australia è tornata una meta ambita per gli
italiani che cercano un futuro migliore. Sono oltre 15.000 i giovani italiani che
si trovano attualmente sull'isola dei canguri con un visto temporaneo di
«Vacanza Lavoro». Hanno meno di 31 anni e, spesso, una laurea in tasca. Lì le
regole sono rigide e i flussi migratori ben controllati con norme stringenti.
L'immigrazione è vista come una risorsa da sfruttare e non è facile
stabilizzarsi definitivamente. E non bisogna pensarla come una nuova
Helldorado, dove scappare per realizzarsi. Alla partenza molti neppure
immaginano di rischiare condizioni di aperto sfruttamento, con orari di lavoro
estenuanti, paghe misere, ricatti, vere e proprie truffe. Perlopiù finiscono
nelle «farm», le aziende agricole dell’entroterra, a raccogliere per tre lunghi
mesi patate, manghi, pomodori, uva. L’ultima denuncia arriva da un programma
televisivo australiano, «Four Corners», durante il quale diversi ragazzi
inglesi e asiatici hanno raccontato storie degradanti di molestie, abusi
verbali e persino violenze sessuali.