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mercoledì 26 agosto 2015

Cgil, 700mila iscritti in meno: fine di un sindacato sconfitto dalla storia

SU 5,6 MILIONI DI ISCRITTI, QUASI LA META' SONO PENSIONATI. E SONO IN FUGA PURE QUELLI

Al contrario di quanto successo in Germania - primo paese europeo dove si costituirono un Partito dei lavoratori e poi un Sindacato, il tutto nella prima metà dell'Ottocento, come effetto dell'incalzante sfruttamento operaio derivato dalla Rivoluzione industriale – in Italia è nato prima il sindacato dei lavoratori e poi un partito politico. La CGIL – acronimo di Confederazione Generale Italiana del Lavoro - è nata infatti nel 1906 (avendo una D al posto della I), mentre il Psi nacque sei anni dopo (1912). Sciolta durante il ventennio fascista, fu ricostituita nel 1950, ma qualche anno dopo perse alcuni pezzi e da due sue scissioni nacquero altri due sindacati: la CISL e la UIL. Nei decenni successivi la lotta si intensificò soprattutto a partire dalla metà anni '70, quando la crisi petrolifera iniziò a comportare anche una crisi industriale. E da allora sono cominciati i problemi.

martedì 12 maggio 2015

Quando gli immigrati maltrattati e sfruttati siamo noi: come ci trattano in Australia

15mila giovani italiani si trovano nel Paese con un visto di «Vacanza Lavoro» rinnovabile dopo un anno. DIVERSE STORIE SONO RACCAPRICCIANTI

Come a inizio '900 e nel dopoguerra, la lontana Australia è tornata una meta ambita per gli italiani che cercano un futuro migliore. Sono oltre 15.000 i giovani italiani che si trovano attualmente sull'isola dei canguri con un visto temporaneo di «Vacanza Lavoro». Hanno meno di 31 anni e, spesso, una laurea in tasca. Lì le regole sono rigide e i flussi migratori ben controllati con norme stringenti. L'immigrazione è vista come una risorsa da sfruttare e non è facile stabilizzarsi definitivamente. E non bisogna pensarla come una nuova Helldorado, dove scappare per realizzarsi. Alla partenza molti neppure immaginano di rischiare condizioni di aperto sfruttamento, con orari di lavoro estenuanti, paghe misere, ricatti, vere e proprie truffe. Perlopiù finiscono nelle «farm», le aziende agricole dell’entroterra, a raccogliere per tre lunghi mesi patate, manghi, pomodori, uva. L’ultima denuncia arriva da un programma televisivo australiano, «Four Corners», durante il quale diversi ragazzi inglesi e asiatici hanno raccontato storie degradanti di molestie, abusi verbali e persino violenze sessuali.

mercoledì 18 febbraio 2015

LA RIVINCITA DELL’ALBANIA: ORA SONO GLI ITALIANI AD EMIGRARE LI’

I BARCONI DEL ’91 E DEL ’97 SEMBRANO STORIA REMOTA ORMAI. MOLTI ALBANESI STANNO TORNANDO NEL LORO PAESE D’ORIGINE

Le scene dei barconi carichi di africani che giungono in massa sulle coste siciliane nella speranza di un futuro migliore sono purtroppo storia già vista. Negli anni ’90 al posto degli africani c’erano gli albanesi e invece che in Sicilia sbarcavano in Puglia. Due gli anni durante i quali gli esodi furono più spaventosi: il 1991 e il 1997. In quest’ultimo caso ci fu anche un brutto episodio: la piccola nave albanese Kater I Rades - una motovedetta militare fabbricata nel 1962, con una capacità di trasporto di sole 9 persone, mentre i profughi che la utilizzarono erano ben 140 - fu speronata dalla corvetta Sibilla della Marina Militare Italiana a cui era stato ordinato di fermare i profughi ad ogni costo. All’epoca al Governo c’era il centrosinistra guidato da Romano Prodi, aspramente criticato anche in un film di Nanni Moretti: Aprile. Ma oggi gli albanesi si stanno prendendo la loro rivincita: siamo noi ora ad emigrare lì. E non solo i vip televisivi.

venerdì 30 gennaio 2015

IL FLOP DEL PROGETTO GARANZIA GIOVANI: POCHI POSTI DI LAVORO E POCHI HANNO RICEVUTO UN CONTRATTO DOPO IL COLLOQUIO

GLI ISCRITTI SONO 400MILA A FRONTE DI 40MILA POSTI DISPONIBILI. INOLTRE, QUASI LA META’ DI LORO ASPETTA DI ESSERE CHIAMATI DOPO IL COLLOQUIO

Il progetto “Garanzia giovani” rischia di fare la fine di tanti altri progetti messi in piedi in passato dai precedenti Governi, al fine di smuovere le acque di un mercato del lavoro sempre più stantio. Presentato in pompa magna, rilanciata con tanto di conferenza stampa dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, non ha dissolto i dubbi e la realtà è lì a dimostrarlo. I dati sono negativi e cresce la sfiducia in chi dovrebbe beneficiarne.