ALLE URNE SI E’ RECATO SOLO IL 52% DEGLI AVENTI DIRITTO. IL
MOVIMENTO 5 STELLE NON SI E’ PRESENTATO, COSI’ COME IL NUOVO CENTRODESTRA.
CROLLO DEI CONSENSI PER TUTTI I PARTITI
Mentre Matteo Renzi cerca di racimolare qualche Ministro per
formare un nuovo Governo (a quanto pare pure pressato dall’imprenditore De
Benedetti) – il terzo in due anni – dando così pieno sfogo al suo irrefrenabile
arrivismo, in Sardegna si sono tenute le elezioni regionali nello sconforto più
totale. Solo un sardo su due si è recato alle urne, con alcune formazioni
politiche che non sono riuscite neppure a organizzarsi. O forse non ne hanno
avuta la voglia: il Movimento cinque stelle e il neonato Nuovo centro destra.
Un’isola depressa, tra varie vertenze sindacali, un turismo non sfruttato,
pescatori ostacolati nelle loro attività da anacronistiche servitù militari e allevatori
sottopagati. Non mancano comunque le colpe dei governatori locali, visto che la
Sardegna gode dello Statuto autonomo e dunque autogestisce le proprie risorse.
In questo quadro sconfortante, un Pirro che ha vinto comunque c’è: è Francesco
Pigliaru, sostenuto da una coalizione di centro-sinistra composta da 11
partiti, che tanto ricorda quella che sostenne per 18 mesi l’impallinato Romano
Prodi.