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mercoledì 19 febbraio 2014

UNA SARDEGNA SFIDUCIATA SI AFFIDA A FRANCESCO PIGLIARU, DOCENTE EX MILITANTE DI LOTTA CONTINUA

ALLE URNE SI E’ RECATO SOLO IL 52% DEGLI AVENTI DIRITTO. IL MOVIMENTO 5 STELLE NON SI E’ PRESENTATO, COSI’ COME IL NUOVO CENTRODESTRA. CROLLO DEI CONSENSI PER TUTTI I PARTITI

Mentre Matteo Renzi cerca di racimolare qualche Ministro per formare un nuovo Governo (a quanto pare pure pressato dall’imprenditore De Benedetti) – il terzo in due anni – dando così pieno sfogo al suo irrefrenabile arrivismo, in Sardegna si sono tenute le elezioni regionali nello sconforto più totale. Solo un sardo su due si è recato alle urne, con alcune formazioni politiche che non sono riuscite neppure a organizzarsi. O forse non ne hanno avuta la voglia: il Movimento cinque stelle e il neonato Nuovo centro destra. Un’isola depressa, tra varie vertenze sindacali, un turismo non sfruttato, pescatori ostacolati nelle loro attività da anacronistiche servitù militari e allevatori sottopagati. Non mancano comunque le colpe dei governatori locali, visto che la Sardegna gode dello Statuto autonomo e dunque autogestisce le proprie risorse. In questo quadro sconfortante, un Pirro che ha vinto comunque c’è: è Francesco Pigliaru, sostenuto da una coalizione di centro-sinistra composta da 11 partiti, che tanto ricorda quella che sostenne per 18 mesi l’impallinato Romano Prodi.