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lunedì 14 marzo 2016

Berlusconi, D'Alema e Bassolino come il 47: morti che parlano

NONOSTANTE LA LORO ETA' E IL LORO PASSATO SI PROPONGONO ANCORA COME ALTERNATIVE

Nella Cabala napoletana il numero 47 rappresenta ''il morto che parla''. Nella politica italiana, in questi giorni se ne stanno mettendo in evidenzia ben tre: Silvio Berlusconi, Massimo D'Alema e Antonio Bassolino.

mercoledì 13 gennaio 2016

Caso Quarto: il Movimento cinque stelle si distingue ancora

IL MOVIMENTO FONDATO DA GRILLO HA PRIMA ESPULSO IL CONSIGLIERE IN ODORE DI CAMORRA E POI IL SINDACO DELLA CITTA' ROSA CAPUOZZO

Partito democratico e Forza Italia non hanno perso tempo nel prendere la palla al balzo e speculare il più possibile sul caso Quarto riguardante il Movimento cinque stelle. D'altronde, l'occasione è ghiotta. Per loro che per decenni (anche quando si chiamavano diversamente) hanno candidato a tutti i livelli istituzionali indagati o condannati. Peccato per loro però che il movimento fondato da Grillo si sia distinto ancora una volta, non difendendo a oltranza o perfino ricandidato gente in odore di mafia, camorra o 'ndrangheta. O peggio ancora, candidandola anche in caso di già avvenuta condanna.

lunedì 21 dicembre 2015

Scandalo Banca Etruria: ecco perché la Boschi deve dimettersi

IL MINISTRO DELLE RIFORME E' COINVOLTA IN PIENO NELLO SCANDALO DELLA BANCA POPOLARE TOSCANA, IN PRIMA PERSONA E PER RAGIONI DI SANGUE

Durante i quattro governi Berlusconi (eletto tre volte Premier, ma tra il 2001 e il 2006 ci fu un rimpasto) abbiamo spesso sentito parlare di ''conflitti d'interesse''. Soprattutto dai partiti e dai media di centrosinistra. In fondo, anche a ragione, visto che tra i Ministri, i Vice Ministri, i Sottosegretari e lo stesso Presidente del Consiglio, vi erano diversi casi palesi di conflitti d'interesse. Accezione che indica un'incompatibilità tra le attività private e il ruolo pubblico che un soggetto è chiamato ad espletare.
Conflitti d'interesse a cui in realtà lo stesso centrosinistra ha preparato il campo. Basti considerare che quando negli anni '80 si dava il consenso a Berlusconi di avere ben tre reti nazionali, il Pci in Parlamento non si oppose di certo (sul tema invito a leggervi il libro Il baratto). E che durante gli anni passati al governo, la parte politica avversa all'ex Cavaliere (avversa almeno sulla carta) non ha mai risolto quel paradosso istituzionale.

E ora, che uno scandalo grosso quanto una casa, anzi una Banca, riguarda una Ministra del Governo Renzi, non si sta accendendo quella stessa violenza mediatica. Quella stessa veemenza politica. Chissà cosa sarebbe successo se un pensionato si fosse suicidato per aver perso i propri risparmi durante un Governo Berlusconi.
Ovviamente mi riferisco al caso del Ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi. Coinvolta in pieno nello scandalo che ha travolto la Banca Etruria. Che ha coinvolto anche Banca Marche, CariChieti e Carife.

giovedì 3 dicembre 2015

Livorno, il M5S eredita solita monnezza di centrosinistra

Filippo Nogarin, SINDACO DELLA CITTA' DA UN ANNO E MEZZO, NON VUOLE RICAPITALIZZARE L'INDEBITATA PARTECIPATA AAMPS, ADDETTA ALLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI

Napoli, Roma e ora Livorno. Chissà perché ove il centrosinistra governa da anni, spesso le strade finiscono sommerse dai rifiuti. Certo, anche qualche città gestita storicamente dal centrodestra, come in Calabria e in Sicilia (anche i capoluoghi Reggio Calabria e Palermo), conosce molto bene il problema.

martedì 10 novembre 2015

A Bologna è nata la Destra 3.0, genuflessa a Salvini

PRESENTI ANCHE BERLUSCONI E LA MELONI. PIAZZA GREMITA, VIOLENTA MANIFESTAZIONE DEI CENTRI SOCIALI

Una destra italiana così unita in piazza non si vedeva dal 2007, quando scese in Piazza del Popolo a Roma per protestare contro l'allora Governo Prodi. Strappando così alla sinistra una piazza utilizzata da sempre per le grandi manifestazioni (cosa che ha fatto poi nel 2013 anche il Movimento cinque stelle).

martedì 3 novembre 2015

Alfio Marchini, il Ridge di Trastevere che piace a Pd e Forza Italia per bloccare il M5S

COSTRUTTORE, PROVIENE DA UNA FAMIGLIA DI SINISTRA E SEMBRA ESSERE BEN VISTO DA AMBO LE PARTI. SI E' GIA' PRESENTATO ALLE AMMINISTRATIVE DEL 2013

Chiusasi tragicomicamente – in maniera del resto coerente con tutto il suo mandato – l'esperienza di Ignazio Marino a Sindaco di Roma, i partiti si stanno già proiettando alle prossime amministrative. Nel frattempo, la Capitale ne esce con le ossa rotte, umiliata e derisa da affaristi e cattivi amministratori che in questi anni se la sono letteralmente mangiata.

mercoledì 21 ottobre 2015

Ennesimo salto del Quagliariello per lui e Bondi: storia di due voltagabbana doc

IL PRIMO SI ALLONTANA DAL GOVERNO RENZI USCENDO DA NCD, IL SECONDO INVECE SI AVVICINA. HANNO CAMBIATO SPESSO OPINIONE POLITICA

Nella lingua italiana per 'salto della quaglia' si intende sia un gioco molto popolare a Roma, sia un metodo contraccettivo, sia un modo per indicare il cambiare partito politico senza farsi troppe preoccupazioni. In questa sede mi occuperò di questo terzo significato, molto in auge nella politica italiana soprattutto con l'avvento della Seconda Repubblica, grazie alla quale sono aumentati esponenzialmente i voltagabbana ad ogni legislatura.
Anni fa ho dedicato un post ai tanti radicali che negli anni hanno cambiato radicalmente idea, passando da posizioni laiche, se non perfino anticlericali, a posizioni democristiane. Avevo anche stilato una Top sei, posizionando al primo posto Gaetano Quagliariello. Bene, il nostro non si smentisce mai e in questi giorni ha cambiato ancora una volta idea. Così come un altro voltagabbana doc della politica italiana: Sandro Bondi.

mercoledì 14 ottobre 2015

Con l'aggiunta di Roma le prossime amministrative diventano test politico fondamentale: le principali città dove si voterà

DOVREBBERO SVOLGERSI IL PROSSIMO MESE DI MAGGIO

E alla fine: tanto tuonò che piovve. Ignazio Marino si è dimesso da Sindaco di Roma. Un atto responsabile ma anche divenuto necessario, visto che aveva tutti contro. Partito democratico in primis.
Il chirurgo, ex Radicale, non ha rubato, non è un corrotto o un corruttore. Almeno fino a prova contraria. Tuttavia, ha commesso troppe gaffe, anche banali. Tra una Panda parcheggiata più volte in una Ztl, troppi viaggi all'estero, qualche uscita fuori luogo, troppe cene, scarso carisma e assenza di autoritarismo. Per una città dove lobby e poteri forti imperversano, e avere il pugno di ferro è condizione necessaria. Marino aveva avviato una discreta 'pulizia' nel Campidoglio e un maggiore controllo dei bilanci. Tutt'al contrario di quanto fatto dal predecessore Gianni Alemanno.
Ora la Capitale sarà commissariata, in attesa delle prossime elezioni che dovrebbero tenersi a maggio assieme alle amministrative già in programma in molte città. Diverse delle quali anche importanti. Tanto che le prossime comunali sono già identificate come un test probante a livello nazionale. Vediamo la situazione città per città.

lunedì 28 settembre 2015

La figliol prodiga Nunzia De Girolamo torna in Forza Italia: ecco il vitello grasso che le spetta

LASCIA NCD CON CUI ERA IN POLEMICA DA TEMPO

La rottura con il Nuovo centrodestra, che essa peraltro ha co-fondato, era nell'aria da tempo. Nunzia De Girolamo lascia il partitino stampella di Renzi e mai decollato di Angelino Alfano e torna nel partito che l'ha lanciata. Uno strappo annunciato, ventilato, a lungo rimandato. Ma alla fine, Nunzia, ha sbattuto la porta: troppe frizioni col suo partito, troppo indigesta l'ormai vecchia "detronizzazione" da capogruppo alla Camera e, soprattutto, davvero indigeribile l'appoggio acritico al governo Renzi.
Queste le ragioni per cui la De Girolamo ha deciso di passare all'opposizione. "Resto coerente con i miei valori" ha commentato. Lascia un partito che è venuto meno ai presupposti per cui era nato: essere il partito volano del centrodestra, spezzando l'egemonia berlusconiana. E invece, oltre ad acquisire i transfughi di Forza Italia, tra cui condannati e indagati, ha ininterrottamente appoggiato i governi di centrosinistra. Dando così la sensazione di essere attaccato alle poltrone, più che avere a cuore le sorti dell'Italia. Di qui la scarsa presa sull'elettorato e un destino che sembra già segnato.
Ma la principessa di Benevento ritrova una Forza Italia lontana dai vecchi fasti, che ha perso molti pezzi da 90 e il traino del vecchio leader padre padrone. Una Forza Italia pronta a uccidere – per usare una metafora evangelica - un vitello grasso per il ritorno della figliol prodiga.

martedì 28 luglio 2015

Forza Italia, addio di Verdini non è solo danno politico: quanto costa a Berlusconi

Il raggruppamento "Alleanza Liberale Popolare e Autonomie" sarà presentato fra lunedì e martedì prossimo. E farà da stampella al premier Matteo Renzi

Qualcuno ha già parlato di Governo Renzi-Verdini. Già, perché a quanto pare, il plurindagato Senatore di Forza Italia creerà un gruppo che farà da stampella a Renzi. Si chiamerà "Alleanza Liberale Popolare e Autonomie", un mix di termini già abusati in passato per la creazione di altri gruppi parlamentari. Verdini avrebbe avuto garanzie da Luca Lotti che coloro che aiuteranno il premier a far passare le riforme avranno «diritto di tribuna», cioè saranno ricandidati. Ma dove e come? Il senatore l’ha spiegato così ai fedelissimi: «La sinistra Pd cercherà di far saltare il governo, noi “salveremo” le riforme che abbiamo condiviso fin dall’inizio» e alle Politiche «sosterremo il Partito della Nazione». Forza Italia perde così un altro pezzo da 90. Un doppio danno numerico: in termini di seggi al Senato e di soldi al partito. Vediamoli di seguito.

venerdì 5 giugno 2015

Anche se Impresentabili, i candidati nella lista Bindi (e non solo) hanno fatto pieno di voti: chi sono

OLTRE A DE LUCA ELETTO GOVERNATORE, TANTI ALTRI HANNO FATTO PIENO DI PREFERENZE BENCHE' PRESENTI NELLA BLACK LIST

Gli elettori italiani hanno più volte dimostrato di essere impermeabili agli scandali quando devono recarsi alle urne. Pur di fronte a condanne, processi, sospetti, giravolte ideologiche e quant'altro, hanno sempre rigato diritto e votato chi volevano. O gli hanno detto di votare. Ha fatto tanto discutere la 'black list' presentata dalla Commissione antimafia presieduta da Rosi Bindi, di cui oggi molti vogliono la testa, specie nel suo stesso partito. Hanno parlato di vendetta per la rottamazione subita, ma fatto sta che l'unico errore commesso nel presentarla è stata la tempistica, clamorosamente tardiva. A soli due giorni dalle elezioni. I De Luca e company, anziché querelarla, dovrebbero ringraziarla, dato che hanno potuto condurre la propria campagna elettorale senza alcuna intaccatura. E altra loro fortuna è stata quella di aver preso una marea di voti nonostante questa bollatura. Lo stesso De Luca è diventato Governatore della Campania, ma non è l'unico caso. Ecco la lista completa al di là della Bindi.

sabato 9 maggio 2015

Soppressione vitalizi ai parlamentari condannati, c'è il bluff: i tanti che lo percepiranno ancora

PER CONDANNE SUPERIORI AI DUE ANNI PER REATI DI MAFIA, TERRORISMO E CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Dopo una lunga discussione negli Uffici di Presidenza di Camera e Senato, riuniti dalle 14, è arrivata giovedì la decisione finale: deputati e senatori con condanne superiori a due anni per reati di mafia, terrorismo e contro la Pubblica amministrazione non riceveranno più l'assegno vitalizio. E' stata necessario uno sforzo maggiore al Senato, dove i numeri nell'ufficio di presidenza sono più stretti. M5S e Gal (Grandi autonomie e Libertà) hanno votato contro, mentre Forza Italia ha abbandonato la riunione. A favore si sono espressi Pd, Sel, Lega. I Presidenti delle due Camere si sono detti molto soddisfatti, mentre la maggioranza sbandiera fieramente il provvedimento. Critica Forza Italia, che vede proprio il suo leader supremo Silvio Berlusconi (e non solo) penalizzato dal provvedimento. Scettico invece il Movimento cinque stelle, con Grillo che nella stessa serata di giovedì ai numerosi microfoni dei cronisti ha parlato di bluff. Vediamo dunque in cosa consiste, chi ci rientra e chi no.

lunedì 4 maggio 2015

Caldoro sostenuto da Jurassic Park: tutti i vecchi della Prima Repubblica che lo appoggeranno alle regionali

NOMI CHE RITORNANO E CHE CREDEVAMO ORMAI SEPOLTI

Il centrodestra, si sa, non se la sta passando proprio bene. Tra spaccature, populismi e Forza Italia non più capace di trainarla come un tempo. Non va certo meglio in Campania, dove la coalizione per uscire dall'empasse ha riconfermato Stefano Caldoro, il quale a colpi di tagli ha cercato di risanare la pesante situazione ereditata dai precedenti dieci anni dello scialacquatore Antonio Bassolino. Oltre a qualche immancabile indagato, l'ex del Nuovo Psi e figlio d'arte sarà sostenuto da un esercito di vecchietti della Prima Repubblica. Gente che credevamo ormai morta e sepolta (politicamente, s'intende) e che invece ha ancora una certa influenza. Ecco dunque chi sono. Una lista che farebbe invidia a Spielberg, regista di Jurassic Park.

venerdì 17 aprile 2015

Chi è Silvia Sardone, l’astro nascente di Forza Italia: rottamatrice telegenica fedele a Silvio

PROBABILE FUTURA CANDIDATA A SINDACO DI MILANO, GIOVANE GIUSLAVORATISTA, E’ IL NUOVO VOLTO TELEVISIVO DEL PARTITO. VORREBBE ROTTAMARE I VECCHI MA AL CONTEMPO E’ FEDELE A BERLUSCONI

Giovane, preparata, spigliata, telegenica, rottamatrice ma al contempo fedele al vecchio leader fondatore. Cosa volere di più per Berlusconi e il futuro di Forza Italia? Silvia Sardone, milanese, 33 anni, è l’astro nascente del partito dell’ex Cavaliere, riabilitato dai magistrati martedì scorso. Madre di due bambini, Riccardo e Lorenzo, è Consigliera di zona 2 a Milano da quando ne aveva solo 22, ed è anche segretaria del partito a Sesto San Giovanni. Quella che una volta era considerata la Stalingrado d’Italia. Un’ottima palestra politica per chi fa parte di un partito che ha l’anti-comunismo nel proprio DNA. Insomma, una tenace che brucia le tappe e che probabilmente sarà candidata a Sindaco di Milano l’anno prossimo a soli 34 anni. La nuova speranza di un partito allo sbando.

martedì 31 marzo 2015

Quando Pd e Forza Italia si alleano per non perdere il potere: i casi di Ischia, Agrigento e Reggio Calabria

NEL PRIMO COMUNE LA GROSSE KOALITION GOVERNA DAL 2011, PER PRESERVARE L’ABUSIVISMO EDILIZIO. NEL SECONDO CASO C’ENTRA UN PORTAVOCE. NEL TERZO, LE PRIMARIE IN VISTA DELLE AMMINISTRATIVE DI MAGGIO

Una volta si chiamava “inciucio”, oggi “larghe intese”. Un italianizzazione di Grosse koalition, termine utilizzato in Germania per indicare una maggioranza variopinta che ha sostenuto il precedente Governo della Merkel. Un ingentilimento che però non cambia la sostanza dei fatti, soprattutto in Italia, dove le larghe intese, in genere, hanno lo scopo di preservare il potere dei soliti contro le istanze di cambiamento popolari. A sdoganare In Italia questo modo di fare alleanze è stato l’avvento del Governo Monti. Da quel momento, anche a livello locale si è parlato di “larghe intese” o, più sofisticatamente, di “laboratorio politico”. Ed ecco che un Comune, una Regione o un incarico viene deciso da partiti, sulla carta tra loro avversi, in totale amicizia e collaborazione. Ovviamente, dicono, per il bene comune. I casi sono diversi, qui ne riporto tre: Ischia, Reggio Calabria e Agrigento.

lunedì 30 marzo 2015

Maurizio Gasparri torna con i suoi mitici tweet e sfotte Lucia Annunziata: cosa gli ha scritto

Il Senatore - che è anche Vice Presidente del Senato - si diverte infatti a lanciare tweet al vetriolo che non cadono mai nel vuoto. Generando polemiche e contro-risposte anche per giorni.
L'ultimo tweet al veleno è contro la presentatrice di Raitre Lucia Annunziata. Il senatore si è divertito a giocare sul suo accento marcato salernitano. Ecco cosa ha scritto.
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giovedì 26 febbraio 2015

UNA POLTRONA PER TROPPI: I CANDIDATI VARI ED EVENTUALI ALLE REGIONALI 2015 IN CAMPANIA

IL CENTROSINSITRA FARA’ (FORSE) LE PRIMARIE, GIA’ RINVIATE PIU’ VOLTE DA NOVEMBRE. IL CENTRODESTRA RIPROPONE IL PARAFULMINI CALDORO, MENTRE IL M5S UNA CONCITTADINA DI LUIGI DI MAIO

Il prossimo maggio anche nella disastrata Campania si terranno le elezioni regionali. La regione esce da un quinquennio targato centrodestra, con Stefano Caldoro - ex Nuovo Psi poi Forza Italia, figlio di noto politico socialista - Governatore. Certo, ha ereditato la gestione scellerata del decennio precedente firmata Antonio Bassolino (Ds e Pd, già Sindaco di Napoli per otto anni). E per rimettere i conti in sesto bisogna scegliere due strade: o aumentare le tasse o tagliare i servizi. Lui ha scelto la seconda, con settori delicati come Sanità e Trasporti pubblici ridotti al minimo e prossimi al collasso. Non sono mancati poi svariati casi giudiziari che hanno riguardato la sua Giunta e la maggioranza che lo sostiene in consiglio regionale (perfino il Presidente di quest’ultimo, precedente e attuale). Mentre l’opposizione si è limitata al consociativismo, ripagando così il centrodestra per l’onorato servizio prestato quando al governo regionale c’erano loro. I fondi europei sono stati ugualmente sprecati, in progetti inutili e ridicoli, benché la disoccupazione sia alle stelle, con quella giovanile e femminile che ormai viaggia verso il 60%. Insomma, un letale mix di tagli ai cittadini e austerità. Ma disastri e colpe a parte, vediamo chi si candida alla successione di Caldoro.

giovedì 19 febbraio 2015

FITTO FARA’ LA FINE DI CASINI, FINI E ALFANO?

ANCHE QUESTI ULTIMI SI SONO ALLONTANATI DA BERLUSCONI CON SCARSI O NULLI SUCCESSI ELETTORALI

Chi si allontana da Silvio Berlusconi fa una brutta fine. Almeno politicamente. Questa è la sentenza che ci arriva dalla recente storia politica italiana. In ordine di tempo, e limitandoci solo a personaggio di spicco (o presunti tali), è successo a Pierferdinando Casini, Gianfranco Fini e Angelino Alfano. I loro numeri elettorali dopo anni di onorato zelo che gli sono valsi una bella carriera, rasentano o superano il ridicolo. E sarà così anche per Raffaele Fitto? Ras di Forza Italia nel Salento, già Governatore della Regione Puglia dal 2000 al 2005 e Ministro per gli Affari Regionali nel Governo Berlusconi IV dal 2008 al 2011. Giovane rampante insomma, sulla cresta dell’onda già dall’età di 31 anni, grazie anche (e i maligni dicono soprattutto) al fatto che sia figlio del politico democristiano Salvatore Fitto, anch'egli presidente della Regione Puglia dal 1985 al 1988. Ma ora Fitto alza la voce, vuole che si vada oltre l’immortale e ormai ingombrante figura dell’ex Cavaliere. Ha introdotto il termine Primarie, in un Partito monarchico, e ha creato la corrente dei “ricostruttori”, contrapposta ai “rottamatori” di Renzi nel Pd. Il sentore però è che vada verso l’isolamento e, come detto, all’emarginazione politica, come già avvenuto ad altri che hanno tentato di far abdicare il fondatore di Forza Italia. Il quale, alla fine, a differenza e dispetto loro, risorge sempre.

venerdì 13 febbraio 2015

UN PO’ CON SALVINI E UN PO’ CON ALFANO: LE ALLEANZE AMBIGUE DI BERLUSCONI PER RISORGERE ALLE REGIONALI

DIFFICILE VEDERE IL CENTRODESTRA UNITO IN UNA SOLA COALIZIONE, DATA LA PRESENZA DI NCD NEL GOVERNO RENZI. ECCO LE ALLEANZE A “MACCHIA DI LEOPARDO”

Se il Patto del Nazareno del mostro Renzusconi è ormai morto, Berlusconi vuole risorgere per l’ennesima volta. Come già fatto nel 2001 dopo la breve esperienza di governo nel ’94, come fece nel 2008 dopo la caduta del Governo Prodi e come ha fatto alle ultime politiche del 2013 quando veniva dato per spacciato. Furbescamente, ha già fatto venire meno il suo appoggio per le riforme in vista delle elezioni, come fatto con Monti prima delle ultime politiche. Ma alla regionali sarà difficile riproporre la vecchia coalizione di centrodestra, visto che Alfano viene criticato tanto dalla Meloni quanto da Salvini. E se la prima non è tanto un problema visto che Fratelli d’Italia conta un po’ ovunque su un misero 3%, il problema si presenta con il secondo, che viene dato in volata dai sondaggi. E allora possibile un doppio tipo di alleanze, al Nord con Salvini e al Sud con Alfano, dove Nuovo centrodestra e Udc raccolgono ancora consensi. Vediamo la mappa delle alleanze.

martedì 16 dicembre 2014

FORZA ITALIA VERSO LA BANCAROTTA: ANNUNCIATI 55 LICENZIAMENTI, RINUNCIA PERFINO A REGALI, BIGLIETTINI E ALBERO DI NATALE

LICENZIATI ANCHE DIPENDENTI STORICI, COME L’IDEATORE DEL VIDEO DELLA “DISCESA IN CAMPO”

Tempi duri anche per l’inguaribile ottimista Silvio Berlusconi, la cui creatura politica Forza Italia gli da’ ormai più pene che soddisfazioni. Il ritorno dello storico simbolo che segnò la sua “discesa in campo” non ha avuto l’effetto sperato, con un numero di consensi ben lontano da quello dei tempi migliori. Rispetto a vent’anni fa non c’è un competitor grigio e rievocante il comunismo come Achille Occhetto, bensì due personaggi dal grande carisma e capacità comunicativa, quali Renzi e Grillo. I quali incarnano quella verve e quella forza attrattiva che lo ha contraddistinto fino alle elezioni del 2008 (anche se nel 2013 fu autore di un grande recupero). Ma i problemi per Berlusconi non derivano più solo dai numeri delle preferenze, bensì anche dai costi che il partito gli comporta. Mesi fa si lamentò pure del fatto che molti parlamentari non pagavano la propria quota e a Libero si sfogò dicendo che voleva chiudere tutto. Le cose stanno talmente male che saranno licenziati 55 dipendenti e si rinuncerà perfino a regali, bigliettini e all’albero di Natale.