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martedì 13 agosto 2013

FRANCESCO, BOLDRINI E KYENGE STANNO ALIMENTANDO LO SBARCO DEGLI IMMIGRATI

DOPO LE LORO PAROLE INCORAGGIANTI, DOPO MESI DI APPARENTE RIDUZIONE DEL FENOMENO, I CLANDESTINI SONO TORNATI AD APPRODARE QUASI QUOTIDIANAMENTE SULLE NOSTRE COSTE. CON TUTTI I MORTI CHE NE SEGUONO. E L’UE SA SOLO BACCHETTARCI

Ormai noi italiani ci siamo tristemente abituati a scene televisive ritraenti barconi stracolmi di nordafricani disperati che giungono sulle nostre coste nella speranza di un futuro migliore. Le prime ondate arrivarono nel biennio ’90-’91, quando ad approdare furono gli albanesi, in fuga da un Paese ridotto alla miseria dal regime comunista collassato nel 1989. Poi ci fu una nuova ondata nel 1997. In quegli anni la terra promessa era la costa della dirimpettaia Puglia, specie la città di Brindisi. Poi da inizio anni ’90 cominciarono ad arrivare anche i barconi degli africani, frenati qualche anno fa da Gheddafi – col quale l’Italia raggiunse un accordo socio-economico - e poi, con la sua dipartita, il ritorno del fenomeno nell’ultimo biennio. La piccola e meravigliosa Lampedusa si è così trasformata da vent’anni in tante cose contrapposte: un felice tramite per raggiungere, in clandestinità, gli altri paesi europei; un cimitero dove migliaia di disperati hanno trovato la morte tra le onde del mare; un mega carcere dove i clandestini vengono costipati come fossero animali negli zoo. Quest’anno il fenomeno sembrava essersi nuovamente placato, finché a sollecitarli non ci hanno pensato tre figure autorevoli e incoraggianti: Papa Francesco, il Presidente della Camera Laura Boldrini e il Ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge.