Netanyahu ha basato la sua campagna elettorale sul terrore,
parlando costantemente di ebrei in pericolo, soprattutto per la vicina Iran che
prosegue il suo programma nucleare, per la nemica storica Palestina e per le
varie sigle islamiste che stanno terrorizzando il Mondo (proprio in queste ore
si contano morti e ostaggi, tra cui italiani, in un Museo della Tunisia). Aveva
pure parlato di "pericolo arabo", visto che la loro lista avanzava
nei sondaggi. Una strategia che si è rivelata vincente, dato il successo
elettorale pure maggiore rispetto al 2013, quando aveva ottenuto diciotto
seggi.
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mercoledì 18 marzo 2015
martedì 13 gennaio 2015
DOMENICA A PARIGI IL CORTEO DELL’IPOCRISIA: 40 LEADER PER 200 METRI CONTRO IL TERRORISMO CHE ESSI STESSI FOMENTANO
LA MARCIA IN SOLIDARIETA’ PER QUANTO SUCCESSO A CHARLIE
HEBDO. MA QUASI TUTTI HANNO SCHELETRI NELL’ARMADIO
La Francia cerca ancora di riprendersi da quanto accaduto
nei giorni scorsi al
giornale satirico Charlie Hebdo. Commenti solidali, critici o complottisti
si sono sprecati in questi giorni, con alcuni politici italiani che si sono
riscoperti difensori della satira dimenticando di averla duramente
attaccata in casa propria. Noi italiani, oltre alla satira, siamo allergici
proprio all’informazione; non a caso il nostro Paese risulta al 46mo per quanto
concerne la libertà di stampa. Ma l’ipocrisia e la retorica si è sprecata pure
in campo internazionale, con la clamorosa marcia di domenica pomeriggio che ha
visto una quarantina di leader politici mondiali sfilare in marcia per circa
duecento metri partendo da Place de la Repubblique. C’erano tutti, o quasi.
Ognuno con i propri scheletri nell’armadio. Giunti in un autobus dai vetri scuri, perchè, essendo molto democratici e amati dal popolo, è meglio non farsi vedere.
giovedì 31 luglio 2014
ISRAELE HA SUPERATO OGNI LIMITE: NON ASCOLTA USA E BOMBARDA ONU
DOPO UN PRIMO APPOGGIO, GLI STATI UNITI COMINCIANO A
SPAZIENTIRSI E AD ESSERE IMBARAZZATI. BOMBARDATO PER LA SESTA VOLTA ANCHE UN
RIFUGIO ONU CON BAMBINI E DISABILI
Qualche anno fa, con quella lungimiranza che spesso mi
spaventa, definii Israele “Frankestein impazzito e fuori controllo dell’America”.
Gli Usa hanno spinto fortemente per la creazione di quello Stato negli anni
’50, dietro l’intento benefico di dare finalmente una Patria agli ebrei e
permetterne un rientro nelle loro terre d’origine. Ma non solo lo ha fatto per
ficcare il naso negli affari mediorientali, bensì anche sottraendo terra sotto
i piedi dei palestinesi. Di qui decenni di conflitti e carneficine. La
Palestina non è mai stata riconosciuta come Stato, mentre la Striscia
di Gaza continua ad essere un lembo di terra martoriato dove si vive nelle
condizioni igienico-sanitarie più disumane (manca sovente acqua potabile e il
sistema fognario è carente). Ma ora gli Usa hanno perso ogni influenza e
controllo sulla propria creatura. Da diverse settimane, per vendicarsi del
sequestro e uccisione di tre adolescenti che rientravano a casa, Israele ha
ripreso i propri attacchi massici, mietendo ormai 1300 vittime palestinesi;
mentre è "solo" di qualche decina il numero di soldati israeliani morti. L’Onu continua a mostrare la
propria impotenza, anzi, ora subisce pure attacchi, come quelli alle proprie
scuole adibite a rifugi.
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