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venerdì 11 settembre 2015

Commuoversi per una foto non basta: Putin invia armi e truppe in Siria, mentre l'Onu sta a guardare

STA INVIANDO ARMI E ADDESTRATORI IN SOSTEGNO DI ASSAD, MENTRE L'OCCIDENTE SI INDIGNA E CRITICA

Come ho scritto più volte su questo Blog o commentando post di altri, l'elemento che ho apprezzato dell'ultimo Governo Berlusconi è stata la politica estera. Corna o altri burlesque del Premier a parte. Infatti, l'esecutivo ha diversificato le proprie partnership estere, stringendo rapporti molto stretti con la Russia di Putin e la Libia di Gheddafi. Riducendo così la pluridecennale ingerenza americana e il peso della Germania. Con tutti i benefici che queste partnership garantivano. Invece adesso ci abbiamo perso su più fronti: riduzione di un terzo dell'export verso la Russia, gas e petrolio acquistato da pochi fornitori, sbarchi continui sulle nostre coste. Se il Raìs libico è morto atrocemente assieme al proprio regime, ma da vivo garantiva controllo delle coste e ostacolava l'azione degli islamisti, il Presidente russo è invece l'unico che inizia a fare qualcosa contro l'Isis. Invitando prima i leader politici a creare una coalizione internazionale e poi inviando armi e truppe in Siria.

martedì 23 giugno 2015

Riesumati, un nero, cubani, una donna, un altro Bush, Tea party, gaffeur, predicatore: chi sono i 12 candidati alle primarie dei repubblicani

I REPUBBLICANI SONO PRONTI A TORNARE AL GOVERNO, DOPO ESSERSI RIPRESI IL CONGRESSO

Tra poco più di un anno l'esperienza di Barack Obama alla Casa Bianca volgerà al termine. Ci sarà tempo per bilanci definitivi. D'altronde il Mondo oggi cambia così velocemente. Volendone fare uno provvisorio, si può dire che non è mai riuscito a governare con una maggioranza adeguata che gli permettesse di fare quanto avrebbe voluto. Durante il primo mandato, ha perso una delle due Camere dopo le elezioni del Mid term ed è partito così anche nel secondo mandato. Perdendo poi anche l'altra Camera sempre col Mid term. Oltre ad aver avuto a che fare con una maggioranza repubblicana, ha dovuto fare i conti anche con le resistenze interne al suo stesso Partito democratico, nel quale pure aleggiano lobby e interessi particolaristici. Il risultato è, alla luce di queste difficoltà, comunque buono: ha realizzato una ripresa economica veloce, una maggiore stretta su Banche e borse, una politica estera molto più moderata, incentrata su una nuova Guerra fredda con la Russia di Putin anziché operazioni militari vere e proprie in Medio Oriente come invece fatto dal predecessore Bush. Positiva poi anche la distensione con Cuba. La riforma della sanità pubblica è invece stata fatta a metà. Mentre ha deluso sulle politiche ambientali (nuove trivellazioni anziché investire nelle rinnovabili), sulla soppressione definitiva della pena di morte e sulla riduzione dell'uso privato delle armi. La Polizia poi si è messa palesemente di traverso, con atteggiamenti assurdi nei confronti dei neri (fenomeno che a mio avviso scomparirà se alla Casa bianca ci tornerà un bianco).

Se il Partito democratico ha riesumato Hillary Clinton per sperare in una terza rielezione consecutiva, i Repubblicani invece dovranno giocare le Primarie, che vedranno la contesa di ben dodici candidati. Come fatto nell'ultima occasione, vediamo chi sono a questo giro.

sabato 16 maggio 2015

Obama, ennesimo tradimento all'Ambiente: da' consenso a Shell per trivellare nell'Artico. Quali rischi

A breve la compagnia olandese potrà cominciare il suo operato al largo dell'Alaska

Che Barack Obama abbia tradito, o quanto meno abbastanza deluso, le aspettative di cambiamento che il Mondo si aspettava rispetto al predecessore Bush, non è certo solo colpa sua. Il suo mandato è stato da sempre osteggiato da un Congresso in parte o a maggioranza repubblicana. Dopo i primi due anni del primo mandato, perse già una Camera dopo le elezioni del mid-term; mentre nel secondo mandato iniziò già con una sola Camera per poi perdere anche l'altra sempre con le elezioni di medio termine. Governando così quasi del tutto come ''un'anatra zoppa'' (come viene definito il Presidente che gode dell'appoggio di una sola Camera). Pertanto, gli è stato difficile varare quelle leggi che forse in cuor suo avrebbe voluto: su armi, lavoro, sanità, redistribuzione della ricchezza, controllo della Borsa, rinnovabili a discapito del petrolio. Quanto a quest'ultimo, ultimo atto scellerato è la concessione alla Shell della possibilità di scavare nell'Artico per la ricerca di petrolio. A breve quindi la compagnia olandese potrà cominciare il suo operato al largo dell'Alaska, una possibilità che spaventa gli ambientalisti e non solo.

giovedì 6 novembre 2014

NO, HE CAN’T: OBAMA PERDE LA MAGGIORANZA ANCHE AL SENATO

DOPO IL MID-TERM DI IERI ANCHE IL SENATO PASSA AI REPUBBLICANI, CHE AUMENTANO I PROPRI SEGGI ANCHE ALLA CAMERA

Le elezioni del Mid-term (con le quali si rinnovano le due Camere a metà mandato) a questo giro sono state ancora più severe con il Presidente americano Barack Obama, rispetto a quelle già disastrose di quattro anni fa. Se nel 2010 il Presidente afroamericano perse la Camera e si vide assottigliare drasticamente i seggi al Senato (all’epoca nei repubblicani soffiava forte il vento del Tea party), adesso addirittura perde entrambe le camere. Quella dei deputati non è mai stata democratica e dunque Obama è stato fin dalla sua seconda investitura “un’anatra zoppa” – come viene definito il Presidente in carica che può contare solo sull’appoggio di una Camera – ma ora perde anche il Senato, coi repubblicani che conquistano otto seggi, diventando maggioranza visto che ne avevano solo sei in meno. Una bocciatura non solo per Obama, ma anche per tutto l’establishment del Partito democratico. In particolare per Hillary Clinton, che nonostante abbia partecipato a 45 eventi elettorali negli ultimi 54 giorni, non è riuscita ad avere un grande impatto. Eppure dovrebbe essere proprio lei la futura candidata tra due anni.

giovedì 31 luglio 2014

ISRAELE HA SUPERATO OGNI LIMITE: NON ASCOLTA USA E BOMBARDA ONU

DOPO UN PRIMO APPOGGIO, GLI STATI UNITI COMINCIANO A SPAZIENTIRSI E AD ESSERE IMBARAZZATI. BOMBARDATO PER LA SESTA VOLTA ANCHE UN RIFUGIO ONU CON BAMBINI E DISABILI

Qualche anno fa, con quella lungimiranza che spesso mi spaventa, definii Israele “Frankestein impazzito e fuori controllo dell’America”. Gli Usa hanno spinto fortemente per la creazione di quello Stato negli anni ’50, dietro l’intento benefico di dare finalmente una Patria agli ebrei e permetterne un rientro nelle loro terre d’origine. Ma non solo lo ha fatto per ficcare il naso negli affari mediorientali, bensì anche sottraendo terra sotto i piedi dei palestinesi. Di qui decenni di conflitti e carneficine. La Palestina non è mai stata riconosciuta come Stato, mentre la Striscia di Gaza continua ad essere un lembo di terra martoriato dove si vive nelle condizioni igienico-sanitarie più disumane (manca sovente acqua potabile e il sistema fognario è carente). Ma ora gli Usa hanno perso ogni influenza e controllo sulla propria creatura. Da diverse settimane, per vendicarsi del sequestro e uccisione di tre adolescenti che rientravano a casa, Israele ha ripreso i propri attacchi massici, mietendo ormai 1300 vittime palestinesi; mentre è "solo" di qualche decina il numero di soldati israeliani morti. L’Onu continua a mostrare la propria impotenza, anzi, ora subisce pure attacchi, come quelli alle proprie scuole adibite a rifugi.

lunedì 7 luglio 2014

AL QUIRINALE GUADAGNANO IL DOPPIO DELLA CASA BIANCA

Dal 1995 la Casa Bianca è obbligata a inviare ogni anno un rapporto al Congresso e comunicare nel dettaglio l'elenco dei suoi dipendenti, il titolo e il salario

Se la politica italiana, ahinoi, sta emulando sempre di più quella americana, ma sui fattori negativi, è ancora distante da essa anni luce per quanto concerne quelli positivi. Soprattutto in termini di trasparenza e costi. Il confronto, ad esempio, tra i costi della Casa Bianca e quelli del Quirinale sono imbarazzanti. Il tutto, considerando anche che in America la figura del Capo dello Stato e quella del Premier è unita, e così anche le restanti figure sono in parte accorpate. Invece da noi sono due sfere di poteri ben distinte, con tutti i costi che ne conseguono.

martedì 4 marzo 2014

CRIMEA: I MEDIA OCCIDENTALI PARLANO DI INVASIONE, MA LA RUSSIA FA VALERE UN SUO DIRITTO

Nella Regione indipendente che rientra nello Stato ucraino, ma che ha la maggioranza di cittadini russi, la Russia ha inviato in questi giorni 6 mila soldati e alcuni carri armati, specie nella Capitale Sebastopoli. L’Ucraina parla di invasione, Ue e Usa sono preoccupate. Intanto, il 30 marzo si terrà il referendum che stabilirà l’indipendenza o l’annessione all’Ucraina della penisola

Il Presidente russo Vladimir Putin lo aveva annunciato: “alla fine delle Olimpiadi di Sochi ci occuperemo dell’Ucraina”. Ed è stato di parola. Certo, quando i giochi sono finiti, le cose sono pure lentamente tornate alla normalità nel Paese ucraino, con il Presidente Viktor Yanukovich che si è dato alla fuga. Ma il Paese resta spaccato in due parti, con la parte orientale storicamente filo-russa che vuole il persistere dei rapporti con la confinante Russia. A fare da spartiacque, in tutti i sensi, è il fiume Dnepr o Nipro, il terzo più grande d’Europa. Addirittura nella parte orientale c’è chi rimpiange perfino la vecchia Unione Sovietica, quando le cose per loro, dicono, andavano meglio. Non è un caso che in occasione delle elezioni politiche avutesi dopo il crollo dell’Urss, l’Ucraina è risultata sempre spaccata in due nelle preferenze, con la parte occidentale più vicina agli oligarchi locali (ultima la Tymoshenko) e la parte orientale più vicina ai candidati filo-russi (ultimo Yanukovich). Comunque per un maggior approfondimento su come stanno le cose in Ucraina, rimando qui.
In questa sede approfondiamo la questione Crimea, penisola a sud dell’Ucraina dove si è spostata la crisi russo-ucraina e, di conseguenza, l’attenzione del Mondo. I media per comodità parlano di “invasione russa”, ma le cose sono un po’ più complesse e vanno innanzitutto ricercare nella storia di quella terra.

giovedì 26 dicembre 2013

IL PERSONAGGIO DEL 2013: SENZA DUBBIO EDWARD SNOWDEN

COLUI CHE HA FATTO CONOSCERE AL MONDO IL PROGRAMMA DI SPIONAGGIO INTERNAZIONALE OPERATO DA USA E GRAN BRETAGNA AI DANNI DEI COMUNI CITTADINI E DEI CAPI DI STATO

Il Time ha premiato come uomo dell’anno Papa Francesco, per la sua indubbia capacità di dare un nuovo volto e una nuova identità a un Vaticano travolto da scandali vari ed eventuali. Una scelta diplomaticamente facile e largamente condivisibile. Ma forse il vero “Personaggio dell’anno” 2013 è Edward Snowden, ex dipendente della CIA e della Nsa, che a soli 28 anni ha messo Ko due super potenze occidentali quali Usa e Gran Bretagna, svelando un vergognoso vaso di Pandora contenente numerose intercettazioni ai danni di comuni cittadini americani ed europei e Capi di Stato. Ora gode di asilo politico in Russia e di recente ha affermato di aver compiuto la propria missione.

giovedì 24 ottobre 2013

AMNESTY DENUNCIA: STRAGE DI CIVILI IN PAKISTAN PER OPERA DEGLI USA

L’UTILIZZO DELLA TECNOLOGIA MEDIANTE I DRONI NON GARANTISCE L’INFALLIBILITA’ DELLE OPERAZIONI MILITARI. DAL 2008 SONO STATI UCCISI CIRCA 300 INNOCENTI

Il titolo è già tutto un programma: “Will I be next? US drone strikes in Pakistan”. Tradotto: “Sarò io il prossimo? Gli attacchi con i droni USA in Pakistan”. E’ il rapporto preparato nei mesi scorsi da Amnesty International e presentato a Londra, in cui si dà conto della lunga serie di omicidi condotti dalle forze Usa con i droni nelle aree tribali nel nord-ovest del Pakistan. L’accusa è grave: assassini di civili, terrore, mancanza di trasparenza, addirittura crimini contro l’umanità.

martedì 15 ottobre 2013

LA VERGOGNA DEL NOBEL NON ASSEGNATO A MALALA

LA GIOVANISSIMA PAKISTANA RIBELLATASI AI TALEBANI RISCHIANDO LA VITA. IL PREMIO PER LA PACE E’ ANDATO ALL’OPAC. MA IN PASSATO CI SONO STATE TANTE ALTRE SVISTE

Ha commosso tutti la storia di Malala Yousafzai, studentessa e attivista pakistana, che il 9 ottobre 2012 è stata gravemente ferita alla testa e al collo da uomini armati saliti a bordo del pullman scolastico su cui lei tornava a casa da scuola. Perché? Perché Malala, già all’età di 13 anni, è diventata celebre per il blog, da lei curato per la BBC, nel quale documentava il regime dei talebani pakistani, contrari ai diritti delle donne, e la loro occupazione militare del distretto dello Swat. Il 1 febbraio 2013 il partito laburista norvegese ha promosso ufficialmente la sua candidatura al Premio Nobel per la Pace 2013. Ma poi a Oslo hanno scelto altro, assegnandolo con la stessa ratio “ben auspicante” con la quale è stato conferito a Obama nel 2009. Ma di mancanti premi e di scelte criticabili ne è piena la storia.

martedì 8 ottobre 2013

LA RIVOLUZIONE DI OBAMA SCHIACCIATA DAL CAPITALISMO

AL PRESIDENTE AMERICANO NON GLIENE VA BENE UNA: LA RIFORMA SANITARIA RESTA UNA CHIMERA, IN POLITICA ESTERA NON HA PIU’ VOCE IN CAPITLO, E IL PAESE FA PURE I CONTI CON LO SHUTDOWN

“Yes, we can” era lo slogan di Obama nel 2008, in vista della sua prima e storicamente incredibile candidatura alla Presidenza degli Stati Uniti per i Democratici. Sono passati solo 5 anni, ma sembra già un ricordo lontano. La rivoluzione progressista del primo afroamericano diventato Presidente del più influente Stato del Mondo, si è arenata dopo un paio di anni per effetto del voto del Mid term, che gli fece perdere la Camera riducendolo a “un’anatra zoppa” (come viene definito il Presidente che gode dell’appoggio di una sola assise). Stessa situazione con cui ha iniziato il secondo mandato lo scorso anno, perdendo ben 10 milioni di voti e beneficiando così solo dell’appoggio del Senato, mentre la Camera è andata ai Repubblicani. E i risultati si vedono: nessuna riforma viene messa in porto e il Governo non ha una chiara linea politica.

martedì 2 luglio 2013

L’AMERICA SPIA MEZZO MONDO, COMPRESA L’ITALIA

LE RIVELAZIONI GIUNGONO DAL GUARDIAN GRAZIE A UNA TALPA: EDWARD SNOWDEN, TECNICO DELLA CIA ORA RIFUGIATO A HONG KONG

Nonostante siano passati più di vent’anni dalla fine della Guerra Fredda, l’America non ha perso il vizio di piazzare cimici ovunque per spiare le superpotenze occidentali, obbligandole perfino a passargli dati sensibili riguardanti noi comuni mortali. A rivelare il nuovo Watergate è Edward Snowden, tecnico della Cia, ora rifugiatosi in un albergo di Hong Kong per il timore di ritorsioni americane. Tramite le colonne del Guardian, Snowden ha esternato un’escalation di vergognose notizie: dal sistema Prism che spiava tutti i cittadini americani fino allo spionaggio nei confronti dei Paesi facenti parte dell’Onu e dell’Ue.

martedì 16 aprile 2013

COME NEL FILM TERMINATOR, IN AMERICA MIGLIAIA DI PERSONE VIVONO NELLE FOGNE


ACCADE A Las Vegas, New York City e Kansas City. AD ESSI SI AGGIUNGO QUANTI VIVONO IN TENDE O NELLE PROPRIE AUTO

La devastante recessione economica iniziata negli Usa nell’autunno 2007, che ha investito l’economia di tutto il mondo Occidentale, ha certificato la sconfitta definitiva del Capitalismo americano, diventato, a seguito del crollo dell’URSS, l’ideologia dominante nel Mondo. Negli anni ’90 anche la sinistra si era professata liberal, convinta che cose tipo il Welfare fossero ormai roba vecchia e che il liberismo sfrenato avesse portato benessere per tutti. E invece, ecco dove siamo finiti. Il treno folle dei Paesi industrializzati si è schiantato di lì a poco e tutt’oggi non riesce a rialzarsi e riprendere quanto meno a camminare. In America, dove tutto è partito per effetto dei subprime, la scia che la crisi ha lasciato è inquietante. Milioni sono le persone che versano in uno stato di povertà e centinaia di migliaia sono quelli che hanno perso la casa. Molti dei quali ormai vivono perfino nei tombini, come gli umani nel film Terminator che cercavano riparo dai cyborg negli oscuri e lerci meandri delle metropoli ormai distrutte da questi ultimi.

giovedì 8 novembre 2012

USA, ALTRO CHE PIU’ GRANDE DEMOCRAZIA DEL MONDO


ECCO QUALI SONO LE REGOLE ALLA BASE DEL VOTO AMERICANO

Ha vinto Obama, e in fondo, è pure cosa scontata. Tutti i sondaggi lo prevedevano e Romney è apparso una controfigura di Bush, avendo cavalcato i suoi stessi credi politici ed economici: mercato ultraliberista, conservatorismo sui diritti civili, inasprimento dei rapporti con il Medio Oriente, scarsa predilezione per le energie rinnovabili in favore del solito petrolio.
Obama deve continuare sulla strada che ha intrapreso 4 anni fa. Deve completare la riforma della Sanità estendendola a tutti; deve consolidare la crescita dell’occupazione; deve incrementare lo sforzo per un maggior dialogo coi paesi musulmani; deve avere il coraggio di investire sulle energie rinnovabili. Ha preso in mano un’America devastata da Bush e l’ha fatta rialzare. Ora però gli Usa devono tornare a correre.
In questa sede però preferisco soffermarmi su un’altra questione relativa alle elezioni americane. Ossia come funzionano. Ci hanno narcotizzato il cervello ripetendoci fino alla noia che gli Usa sono la più grande democrazia del Mondo. In realtà però, se si guarda al loro sistema elettorale, si intuisce che le cose non stanno proprio così. Anzi, le possibilità di brogli e le lacune sono molteplici.

martedì 3 luglio 2012

LA RIFORMA DELLA SANITA’ VOLUTA DA OBAMA DIVENTA LEGGE


via libera dalla Corte Suprema che conferma la legittimità dell'obbligo di copertura assicurativa previsto dalla riforma, APPROVATA GIA’ UN PAIO DI ANNI FA

Finalmente circa 32 milioni di cittadini americani che attualmente non godono di alcuna forma di tutela assicurativa sanitaria potranno curarsi. La Corte Suprema americana ha confermato la riforma sanitaria di Obama («Obamacare») che prevede la copertura assicurativa obbligatoria per le spese mediche per tutti i cittadini statunitensi entro il 2014. La riforma è uno dei punti fondamentali del mandato del presidente Barack Obama. Tuttavia, la riforma è stata annacquata dal Parlamento, data la forte opposizione dei Repubblicani (e in parte anche interne ai Democratici) e dal fatto che nelle elezioni del Mid-term il Presidente ha perso una Camera (in gergo americano viene pertanto definito una “anatra zoppa”). Vediamo cosa cambia.