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giovedì 5 giugno 2014

LA MALAPOLITICA HA AFFONDATO PURE VENEZIA: ARRESTI BIPARTISAN PER LA REALIZZAZIONE DEL MOSE

Imprenditori, manager e soprattutto amministratori e politici locali di primo piano. Tutti affannati ad avere una propria fetta nella costruzione dell’opera che dovrebbe salvare la città lagunare dall’acqua alta

Com’è triste Venezia, cantava Charles Aznavour. Anch’essa oggetto del solito malaffare politico-imprenditoriale italiano, che ha messo le proprie fauci sulla realizzazione di un’importante infrastruttura che dovrebbe salvare la città lagunare dall’innalzamento delle acque: il Mose. Opera criticata dagli ambientalisti e peraltro pure in ritardo. Uno sviluppo clamoroso dell'inchiesta sugli appalti per il Mose ha sconvolto infatti ieri mattina Venezia: il sindaco Giorgio Orsoni, eletto con il centrosinistra, è stato arrestato (ai domiciliari), in carcere è finito l'assessore regionale alle Infrastrutture, Renato Chisso, di Forza Italia, e la procura veneziana ha chiesto un provvedimento di custodia cautelare anche per Giancarlo Galan, ex presidente della Regione Veneto e attuale deputato di Forza Italia. L'inchiesta è quella della Procura di Venezia che a febbraio aveva portato all'arresto di Giorgio Baita, ex amministratore delegato della Mantovani, una delle imprese impegnate nei lavori per la costruzione delle barriere che dovranno proteggere Venezia da alte maree ed allagamenti. Le accuse per gli indagati variano dai reati contabili e fiscali alla corruzione, dalla concussione al finanziamento illecito.